Mettiti a tuo agio

Ma benedetta Zublena, facci capire. Non puoi continuare così, dai! In risposta a un’interpellanza di Tibaldi, pochi giorni fa, avevi detto che la giunta regionale ha deciso di costruire l’inceneritore, perché così aveva deciso la giunta precedente. La stessa affermazione l’avevi fatta in altre occasioni, sia in risposta a un’interpellanza di Vda Vive, sia in un’intervista al Corriere della Valle a ottobre (prima e seconda parte). In quella intervista eri stata categorica.

(FLASHBACK, sei tu che parli, intervistata da Fabrizio Favre, e non hai mai smentito)
Esiste una delibera adottata nel mese di marzo che definisce una linea di indirizzo dove vengono considerati congiuntamente la gestione del materiale non recuperabile dei nuovi rifiuti insieme a quello derivante dallo smaltimento della vecchia discarica, trattati entrambi attraverso un termovalorizzatore di cui deve essere prevista la realizzazione. Questo è lo scenario che è stato definito e che ha avuto l’avallo della maggioranza dei soggetti rappresentati nel Consorzio degli enti locali. Sulla base di quanto previsto dalla delibera di marzo sono stati attivati una serie di approfondimenti sul corpo di discarica.
A che scopo?
Per individuare dei parametri di tipo geotecnico, geofisico. Si tratta di studi avviati la scorsa settimana. Sono approfondimenti che servono per valutare le modalità di smaltimento della discarica.
Ma questo significa che potrebbero essere anche valutate altre strade?
No. L’assessorato porta avanti l’indirizzo indicato dalla delibera
».]

Mi dirai, ma sono passati quasi tre mesi, in tre mesi può cambiare tutto. E vabbè, allora ti ricordo cosa avevi detto in Consiglio regionale la scorsa settimana: «Si sta proseguendo il percorso avviato dalla giunta precedente, che prevedeva lo smantellamento della discarica contestualmente alla realizzazione del termovalorizzatore». Chiaro come il sole. Avevi smentito il tuo mentore Augusto addirittura, che invece alcuni giorni prima aveva detto che, insomma, se ne doveva ancora parlare.
Ieri invece che mi combini?
All’uscita dall’incontro con il Comitato Rifiuti Zero, che ti ha sistemato sul tavolo un malloppo di tremila e trecento firme di cittadini contrari all’inceneritore (grande lavoro, complimenti), alla domanda secca del giornalista della Stampa
il termovalorizzatore sarà costruito o no?») cerchi di svicolare: «La domanda è malposta,  gli scontri ideologici non servono a nessuno». Scontri ideologici? Domanda malposta?, su, dài, non scherziamo!, la domanda è chiarissima ed è posta benissimo. Sei pregata di rispondere. E tu qui una risposta la dai, tirata per i capelli. Da non crederci: «In ogni caso la decisione finale spetterà al Consiglio regionale. Bisogna considerare una scelta che minimizzi l’impatto sull’ambiente». (?!?)
Scusa eh, Zublena. Siediti pure, prendi fiato, mettiti a tuo agio. Ti rendi conto che stavolta dai ragione ad Augusto, ma in compenso smentisci te stessa? Non te stessa di un secolo fa, dico te stessa di pochi giorni fa, che ancora risuonano le tue parole in aula.
La domanda, e credimi non è malposta, è allora la seguente: hai mentito a Vda Vive, a Fabrizio Favre e a Tibaldi o hai mentito venerdì dopo l’incontro con il Comitato Rifiuti Zero?

22 pensieri su “Mettiti a tuo agio

  1. Ho conosciuto Manuela Zublena quando entrambi eravamo in opposizione, lei a Saint-Marcel ed io ad Antey-Saint-André, parlo dell’anno 2000. I nostri gruppi, insime a quelli di Torgnon, Chambave, Saint-Denis, avevano cercato di arginare la società mista pubblico/privata della CVE (Compagnie valdotaine environnement) dove i comuni mettevano i soldi e il socio privato decideva. La società più conoscoita come quella del “pellet”. In quell’occasione ho avuto modo di apprezzare l’intelligenza, la correttezza e la preparazione di Manuela.
    Il passaggio da consigliere di minoranza a presidente dell’UV e ora ad assessore regionale non possono in nessun modo aver eliminato la sua intelligenza e le sue capacità. Quando sali così in alto, probabilmente non per meriti esclusivamente personali, è chiaro che una “piccola sudditanza psicologica” si viene a creare e quindi capita di affermare una cosa e poi in un’altra occasione (magari dopo aver avuto un chiarimento con qualcuno!) di affermare cose diverse.
    Quindi, Vincenzo, a mio parere Manuela non ha mentito, ha semplicemente riportato quello che che gli è stato “suggerito”! Qualcuno aveva cambiato idea! Peccato, davvero peccato, perchè per una volta avevamo una donna, assessore, nel posto giusto, se solo avesse potuto decidere con la sua testa………….

  2. è quello che sostanzialmente penso anch’io, e cioè che ci sia stato qualche difetto di comunicazione tra il centro della Giunta regionale e la sua periferia.
    Non conosco personalmente Manuela, al di là del fatto che è stata “sistemata” presso il nostro ufficio (ufficio di urbanistica), in attesa della formale costituzione dell’ARPA, con la qualifica di “ingegnere”, subito dopo che la stessa qualifica era stata soppressa dal nostro ufficio (ero l’unico a possederla), per essere sostituita con quella di “urbanista”.
    Si sa che dal giorno in cui ti iscrivi ad un movimento politico, il cervello (se ce l’hai) devi portarlo all’ammasso, come senz’altro ha dovuto fare Manuela e tanti altri, a meno che uno si accontenti di essere un utile idiota.
    E’ uno dei motivi per cui, non avendo mai avuto ambizioni politiche di alcun tipo, non m’iscriverò MAI ad un movimento politico, pur non rinunciando ad esprimere liberamente la mia opinione.
    Antipolitica?
    Se questa è politica …
    O se proprio volete usare une terminologia diventata di moda, chiamiamola “antipolitica costruttiva”.
    Approfitto dell’occasione per salutare la cognata di manuela, l’arch. Annalisa Béthaz, direttore della direzione di urbanistica (spero si sia ripresa dalla mancata nomina a coordinatore). Come va?
    Direi piuttosto maluccio, da quello che sento e leggo. Vedo che l’ufficio continua (o ha ripreso?) ad assumere collaboratori esterni per l’esame dei piani regolatori. Tra i tuoi e quelli di Rocco per l’esame degli ambiti inedificabili (che continuano, vedo, ad andare e venire, con modifiche quasi settimanali), ormai quanti sono? 10, 20, 30?
    E ‘sti benedetti comuni che non vogliono proprio adeguarsi al PTP, neanche per finta! salutami il povero gildo

    p.s. colgo anche l’occasione per esprimere le mie condoglianze al povero Galletto, a cui è stato tirato il collo. Qualcuno ha detto: “Il Galletto sono io, non ci sia altro galletto all’infuori di me!”, o mi sbaglio?
    Si potrebbe andare avanti lo stesso, come da promesse di coalizione in occasione delle regionali. O no? (tutti sono necessari, nessuno è indispensabile).
    Ma vatti a fidare della “politica” (ad es. delle coalizioni e dei programmi di cui alle elezioni regionali): durano “l’espace d’un matin”, sono promesse da marinai (o da montanari?)

    Saluti “de lonch”

  3. Non do giudizi sulla persona. Non mi interessano. Do giudizi politici su un tema ben definito e molto importante per il futuro della Valle e della nostra salute. In politica contano i fatti e le parole. Anche le parole sono fatti. L’assessora Zublena è responsabile delle sue azioni. Non l’assolverà il fatto che ubbidisca a ordini superiori. Anzi, ciò, se fosse vero, aggraverebbe le sue responsabilità. Di fare l’assessora non glielo ha ordinato il medico. E’ una sua scelta e ora deve rispondere personalmente di ciò che fa di fronte ai cittadini. Delle due l’una: o la giunta ha deciso di costruire l’inceneritore, o non l’ha deciso e reputa (davvero) possibili altre soluzioni. Non ci sono terze possibilità. Chi riporta una menzogna suggerita da altri, è autore di quella menzogna più di chi gliel’ha suggerita. In questo caso la menzogna c’è di sicuro. Vorrei che fosse chiarito qual è tra le due. Questa giunta ha ottenuto un ampio mandato popolare. Può, legittimanente,
    decidere di costruire l’inceneritore. Lo faccia almeno assumendosi le sue responsabilità, senza fingere di concertare le decisioni con i cittadini.

  4. Non volevo scusare nesuno, anzi!
    Il problema che, qui come a Roma non è possibile colloquiare con nessuno degli abitanti della stanza dei bottoni.
    Fingono di rapportarsi con i cittadini o meglio con i comitati ma alla fine loro decidono e loro costruiscono, decidono della loro e della nostra vita. La maggioranza dei valdostani, spiace dirlo, ma ha dato loro piena fiducia, e, sappiamo benissimo che chi li ha votati ha concesso loro una delega in bianco.
    Triste, tristissima conclusione ma………dura realtà! Altro che astensione propositiva, collaborativa, fiduciosa……qui ci vuole una vera dura opposizione senza sconti.

  5. per bruno, che spero presto di conoscere personalmente,
    io sono e sono stato iscritto a partiti e movimenti politici, la suddetta condizione non mi ha mai impedito di esprimere il mio pensiero a volte anche in forte dissenso con i vertici.
    Certo non fatto molta carriera, se con questo si intende l’appoggiare le proprie natiche su poltrone importanti e ben remunerate.
    Non demonizziamo la partecipazione, che sia nei partiti o nei comitati è comunque il mezzo di formazione di una classe politica nei sistemi democratici.
    Fino ad ora la democrazia occidentale parlamentare rimane la forma di governo migliore sperimentata dall’umanità, certo tutt’altro che perfetta ma l’alternativa?

  6. Sono un componente del direttivo del CRZ ed ero presente all’incontro con l’assessore Zublena del 23 gennaio.
    Voglio qui riportarti sensazioni e vissuti personali. Lo faccio in questo spazio di confronto libero che visito e apprezzo per le suggestioni che mi dà. Dopo la presentazione della petizione (a proposito, intendiamo continuare la raccolta firme) e della nostra perplessità e decisa opposizione rispetto alla strada intrapresa dall’amministrazione, ci siamo trovati di fronte una persona smarrita, con idee personali inespresse ma con la volontà di non dare in definitiva una risposta chiara alle nostre domande. La storia è stata lunga (2 ore e trenta di colloquio) ma a domande precise: <>. La risposta è stata: <>.
    Rimango perplessa (!?) <>, Zublena tergiversa, non chiarisce, dice che deciderà la Giunta. Alla domanda <>. Nessuna risposta. <>. Nessuna risposta.
    Per tutto il tempo inoltre una signora, funzionario regionale, si agitava nella sedia vicina, ed ha esordito, si occupa di rifiuti da più di 10 anni, cosa ne vogliamo capire noi (del comitato)…poverina mi ha fatto una certa compassione a dire il vero: in 10 anni ha visto crescere a dismisura la discarica e ha visto un’amministrazione regionale che ha fatto ben pochi passi per affrontare seriamente il problema rifiuti. D’altronde come mito personale ha l’inceneritore di Dalmine (afferma che ha pure vinto il premio per miglior inceneritore, peccato sia invece quello di Brescia, che il premio se l’è dato da solo) Ha anche affermato che siamo virtuosissimi in fatto di riciclaggio (!), per contraddirsi subito dopo dicendo che i valdostani differenziano male (?). Inoltre mi è sembrato di percepire un certo scarica barile sulle comunità montane, per cui se in VdA non si differenzia abbastanza è perché le Comunità Montane non si sono ancora attivate (a parte la virtuosa Gran Combin). Che dire si è parlato di tanto altro ancora…
    Una chicca, (ma per chi come te è avvezzo alla vita politica valdostana non sarà una novità), a fine incontro c’è stata la richiesta di un’intervista da parte della stampa. L’addetta alla comunicazione, stizzita, ha detto che si trattava di un incontro privato e che quindi la stampa non era stata “invitata”, ergo non era benvenuta, anzi di più era stato detto esplicitamente alla Rai che “non era il caso di venire”.
    Io che sono completamente al di fuori da queste logiche (anche se non sono un’ingenua) pensavo che i giornalisti in Valle fossero liberi di decidere loro se un fatto rappresenta interesse e quindi fa notizia e non gli amministratori…ma non importa continuiamo a parlare della neve e di come va la stagione turistica, di quanto è bello il carnevale, ecc. ecc.ecc.

    P.S. qualcuno aveva predetto che saremmo scomparsi come neve al sole, ma forse non avevano capito che siamo cittadini sì delusi, ma fortemente motivati a continuare questo percorso, non è mai troppo tardi per svegliarsi…

  7. Grazie Orietta. Il tuo messaggio conferma i miei sospetti (l’inceneritore s’ha da fare, per motivazioni assai poco trasparenti) e l’assessora si arrampica sui vetri. Dovrebbe dimettersi per manifesta inadeguatezza, ma non lo farà.

    Illuminante anche l’episodio che racconti sull’intervista finale. Rende bene l’idea di libertà che vige in questa regione.

    Mi fa piacere, infine, sapere che non mollerete.

  8. Oh, come son contento! qualcuno che non è un habitué dell’amministrazione regionale (la signora Orietta) e delle amministrazioni locali, e che non è neanche un politico, ha subito capito come funzionano le cose in regione!
    Potrei, con il 99,99% di certezza, fornire nome e cognome del funzionario esperto di rifiuti che Ornella ha conosciuto (non l’ho vista comparire in nessuna fotografia sui giornali locali), nonché nome e cognome di chi frequenta (per motivi di lavoro ovviamente!), da altrettanto tempo, se non di più. Ovviamente si tratta di consulente regionale. Mi astengo doverosamente.
    Ho invece intravisto (mi pare sulla Gazzetta Matin) una foto dell’incontro in cui sullo sfondo si intravede una figura che sembra passare di lì casualmente (?) e non un partecipante all’incontro: si tratta dell’arch. Fulvio Bovet, vicesindaco unionista di Arvier, già direttore (indubbiamente per meriti) della così virtuosa CM Grand Combin, ora Direttore all’Ambiente presso l’Assessorato di Zublena (ovviamente sempre per meriti) e quindi superiore gerarchico della sopraddetta esperta in rifiuti!
    Per quanto riguarda l’informazione telecomandata: qualcuno aveva dei dubbi? Io no.
    p.s. per Ornella: sono un ex-dirigente regionale, demansionato e praticamente “costretto” ad andare in pensione.
    un appunto personale: diversi miei excolleghi continuano a riferirmi che, a seguito della riforma 45/95, le cose in regione continuano ad andare sempre peggio.
    Dal resoconto di Ornella ne ho una conferma, anzi, direi che è peggio di quanto potessi immaginare.
    Ci stanno prendendo per i fondelli (e qualcuno abbocca e cerca il dialogo)!

  9. Dubbi logistici.
    Quanto costa un termovalorizzatore? Non c’è la disponibilità di uno già funzionante magari in Piemonte?
    Al che, costerebbe meno costruirne uno in VDA o trasferire l’immondizia in uno già esistente? Esiste la possibilità di fare un accordo con questo e, se no, perchè?
    Ontologia del termovalorizzatore.
    C’è un riscontro tra la presenza di un termovalorizzatore e l’incidenza di tumori o di rischi generali per la salute del cittadino? C’è un sospetto?
    Nel caso ci fossero certezze o comunque sospetti per la salute, esistono soluzioni alternative per l’immondizia che non si può più differenziare?
    Domande su quello che già c’è.
    La collina stoccata a Saint Cristophe, (o Quart o quel che è) può restare lì dov’è o bisogna necessariamente smaltirla? Nel caso possa restare lì dov’è e come si può organizzare la gestione in modo da non aver bisogno più di termovalorizzare/creare altre colline?

    Io ho fatto il lavoro facile, che è il 90% del lavoro dell’assessore. Il 10% sta, in base alle risposte, quello di trovare una soluzione, che praticamente verrebbero da se.
    Quali sono le risposte? Cosa dicono i “tecnici”, quelli che fanno il lavoro difficile?

  10. Il resoconto di Orietta è veramente triste, ma non mi aspettavo nulla di diverso.
    L’inceneritore si farà alla faccia di tutti, la giunta alla fine lo realizzerà anche se sarà un pericolo per la salute dei cittadini.
    E saremo la prima regione che brucierà una discarica……..la bruceremo perchè il “termovalorizzatore” è sovradimenionato e quindi i nostri rifiuti non bastano a metterlo a regime e quindi si è trovato l’uovo di Colombo!
    Chissà perchè l’idea suggerita da El Pi non è mai stata presa in considerazione?
    Tutti sappiamo la risposta…………. si spenderebbe troppo poco….

  11. Terra terra, per el pì.
    1) la famosa collina è in comune di Brissogne. L’acquisizione alla pubblica amministrazione dell’area è stata un’odissea, in quanto il comune di Brissogne voleva farne un’area per capannoni e a questo scopo era già stata acquisita dal più “grosso” imprenditore valdostano, ora in disgrazie giudiziarie.
    2) è stata costruita e progettata per rimanere lì altri 100/150 anni, previa sua sistemazione a completamento avvenuto (è in via di completamento, manca più o meno un lustro).
    3) il sindaco di Brissogne è Italo Cerise, fratello di Albert Cerise.
    4) Albert Cerise era Assessore regionale all’Ambiente quando è stata presa la decisione di costruire l’inceneritore;
    5) nessun comune valdostano è disposto ad accogliere un inceneritore sul proprio territorio, ad eccezione, stranamente, del comune di Brissogne; quasi tutti i comuni sono d’accordo sull’inceneritore purchè … costruito sul comune di Brissogne.
    6) il comune di Brissogne (il sindaco, per la maggioranza; sarebbe interessante conoscere invece,il parere della minoranza consiliare, dove siamo, se non sbaglio, su un altro niveau) è favorevole all’inceneritore, all’unica condizione però che si smaltisca la discarica attuale, recuperando i relativi terreni, per quale uso non si sa;
    7) un inceneritore “tascabile” per i soli rifiuti futuri (senza lo smaltimento della discarica) è, forse, teoricamente costruibile, ma il gioco non vale la candela.
    Questo il preambolo, tutto il resto viene dopo (ambiente, salute, problemi tecnici, ecc.)

  12. Complimenti Bruno hai fatto un’ottima disamina della situazione.
    La minoranza di Brissogne è veramente “un autre niveau” ma sappiano cosa conta la minoranza nelle nostre amministrazioni.
    L’attuale legge elettorale regala in modo clamoroso il Comune in mano alla maggioranza, infatti, l’opposizione da noi si definisce minoranza.
    In effetti i numeri parlano da soli: 11 consiglieri alla maggioranza, 4 all’opposizione. Se poi al comando del Comune (come nella totalità delle amministrazioni, non parliamo poi di Brissogne) abbiamo sindaci che non ascoltano neppure le parole dei dissidenti.
    A parte queste considerazioni, mi sconvolge il fatto che la maggior parte valdostani non si preoccupi neppure della loro salute: il votare UV, SA, FA non li renderà immuni dai danni della della diossina ed affini. Riporto di seguito un estratto del materiale che si può trovare su Wikipedia in merito.
    “Studi epidemiologici, anche recentissimi, condotti in paesi sviluppati e basati su campioni di popolazione esposta molto vasti, evidenziano una correlazione tra patologie tumorali (sarcoma) e l’esposizione a diossine derivanti da inceneritori .
    L’analisi, accurata pur se limitata solo ad alcune popolazioni, evidenzia inequivocabilmente aumenti statisticamente significativi di patologie tumorali, ad esempio nelle donne residenti in zona da almeno cinque anni.
    Un’analisi sintetica degli effetti sulla salute, svincolati dalla sola analisi dei singoli composti emessi – difficilmente studiabili se non in toto per gli effetti sinergici e di amplificazione dei componenti della miscela –, si può invece evincere da alcuni altri lavori: sempre in Giappone si è rilevata correlazione tra l’aumento di una serie di disturbi minori nei bambini e distanza dagli impianti.Passando a problemi di ordine maggiore, si sono rilevati aggregati (cluster) di aumento di mortalità per linfoma non Hodgkin;altri studi, nonostante difficoltà relative all’analisi dei dati, aggiungono risultati significativi sull’incidenza di tumore polmonare, linfoma non Hodgkin, sarcomi ai tessuti molli, tumori pediatrici, malformazioni neonatali.”
    A mio avviso questo dovrebbe preoccuparci non molto ma moltissimo, visto che i casi di tumore già alla data odierna sono in aumento, basta andare a fare chemio terapia in ospedale o fare radio a Ivrea per rendersene conto.

  13. Il problema dei rifiuti in questa nostra Regione segue il copione di tutti gli altri problemi che di volta in volta ci troviamo ad affrontare come comunità e che ci porteranno in futuro ad essere la peggior realtà nazionale se non europea.
    La grande maggioranza delle persone se ne frega dei rifiuti e dell’inceneritore sempre che non si debba costruire a pochi km. dalla propria abitazione.
    La maggior parte dei valdostani se ne frega dei debiti del casinò, dei problemi dell’industria, dell’enormità di persone che lavorano nel comprato pubblico, del debito degli impianti di risalita, del turismo che boccheggia, dell’artigianato che è una torta spartita fra i politici, dei lavori alle imprese che vengono consegnati col sorriso compiaciuto del potere, dei trasporti pubblici sovvenzionati con generosità.
    Se non ti tocca direttamente lascia che l’acqua scorra sotto al ponte.
    Dei 125.000 abitanti la forza lavoro è costituita da circa 50.000 persone.
    30.000 o forse più sono impiegate nel comparto pubblico, nelle controllate, nelle partecipate, nelle Spa fittizie che sono mantenute da soldi regionali, nelle aziende create apposta per essere alle dipendenze di qualche ente pubblico.
    Dei 20.000 che rimangono una buona metà vive di lavori che ruotano nell’ambito delle suddette aziende.
    Rimane una piccola % che opera in modo trasparente, indipendente e seguendo le logiche che fuori dai nostri confini sono quelle che in condizioni normali regolano le attività economiche: quelle del mercato.
    Lo strapotere è schiacciante.
    I prati di brissogne, decine ettari bonificati ed irrigati per la pastura di centinaia di bovine. Un bell’esempio di recupero del territorio.
    Ma chi se ne frega se ci ficcano un inceneritore in mezzo?
    Mica son mie le vatse !!!

  14. ah, dimenticavo, per completare il quadro: la deliberazione regionale di approvazione del termovalorizzatore è stata portata in aula da Alberto (si fa però chiamare Albert) Cerise (pardon, da Caveri) sul finire della trascorsa legislatura, con lo scopo appunto di mettere la successiva Giunta regionale (quella attuale), con le spalle al muro. Difatti, la povera santa benedetta manuela continua a ripetere: “c’è una deliberazione con la quale la Giunta ha già deciso, ci atterremo a questa deliberazione”.
    Insomma, la maniera classica di cercare di mettere tutti di fronte al fatto compiuto e di prendere i cittadini per i fondelli.
    la mia curiosità sull’opinione della minoranza di brissogne, appunto perché appartenente a diverso niveau, non è tanto volta a sapere in che cosa consiste nel merito (credo però che non lo sapremo mai), né tanto meno penso che possa essere influente sulla decisione finale.
    E’ più che altro una curiosità, appunto, per poter fare qualche considerazione in più sui diversi niveau (un’altra delle invenzioni dell’UV come il “ni droite, ni gauche”) per poter meglio giustificare 1) i suoi inciuci (il suo andare a letto) con chiunque ci stia pur di amministrare (fare e disfare a piacimento, con le buone o le cattive) 2) bloccare sul nascere qualsiasi tipo di opposizione, soprattutto nei piccoli comuni 3) trarne successivamente benefici (sudditanze) elettorali.

  15. A proposito di opposizioni la legge anche oggi la “nostra” potente opposizione si è fatta sentire: 8 astensioni!

  16. Scusate la tastiera si è mangiata un pezzo:
    A proposito di opposizioni….sulla legge del pubblico impiego anche oggi la “nostra” potente opposizione si è fatta sentire: 8 astensioni!

  17. no comment sull’opposizione (che non c’è) in consiglio regionale: si commenta ormai da sé!
    per dario carmassi
    non si può ovviamente richiedere, per tanti motivi, a tutti i cittadini di iscriversi ad un movimento politico e di partecipare da militante (brutto termine) alla politica;
    né d’altra parte i movimenti politici possono pretendere che il cittadino si esprima in occasione di una consultazione elettorale e poi taccia, lasciando campo libero agli addetti ai lavori fino alla successiva tornata elettorale.
    Tanto più in un paese come il nostro dove solitamente votare per un movimento politico significa in pratica dargli carta bianca, firmare una cambiale in bianco.
    Lo abbiamo verificato, nel nostro piccolo, in occasione delle ultime elezioni regionali; anche laddove il programma di coalizione (vedi PD e d’intorni) prevedeva un programma di alternativa e di opposizione all’UV, il programma è stato tranquillamente disatteso e messo da parte in seguito all’esito elettorale, senza motivazioni giustificabili.
    Per quanto riguarda le eventuali alternative, bisogna chiedersi se la nostra democrazia (mi riferisco in primis alla VDA), sia davvero una democrazia sostanziale, o non sia, in fondo, solo una democrazia formale, che ha consentito e che consente l’instaurarsi e il perpetrarsi di quella che possiamo chiamare la dittatura della maggioranza, se non vogliamo parlare di un regime vero e proprio.
    Basta leggere lo statuto dell’UV per rendersi conto che è un movimento politico finalizzato alla dittatura della maggioranza (= UV), basta ricordarsi del suo comportamento in occasione del recente referendum elettorale (pas de sens, pas de vote) per avere una chiara ed inequivocabile conferma di quanto ho appena detto, basta citare i suoi principali leit-motiv (ni droite – ni gauche; différents niveaux) per sottolineare la sua volontà onnivora (costi quel che costi, ma anche con le buone, facendo finta di far l’agnello, come succede in questo momento in consiglio regionale: vista la fine che ha fatto Caveri, è meglio far l’agnello che non il lupo).
    E’ pertanto indispensabile passare da una democrazia formale (dittatura della maggioranza) a una democrazia sostanziale.
    In questo momento il regime non consente di pensare ad una adeguata riforma del sistema elettorale (si potrebbe però pensare ad un altro possibile referendum, quello per l’abolizione definitivo e totale del quorum, anomalia italiana).
    Non rimane allora che non stare al gioco dell’attuale dittatore di maggioranza, e costruire, come era nei programmi, l’alternativa, ma …
    sono stato forse un po’ troppo sintetico e confuso.

  18. grazie Bruno,
    no, tutt’altro che confuso. Condivido in pieno, questa era ed è l’analisi su cui si era costruita l’ipotesi di riforma istituzionale contenuta nei referendum propositivi.
    Purtroppo, annebbiati dall’entusiasmo per l’approvazione della legge regionale referendaria, non si sono fatti bene i conti e ci siamo incagliati nell’ignobile azione di boicottaggio.
    La “sconfitta” ha portato, poi, alla difficoltà di presentare una seria e credibile proposta di governo alle regionali ed alla situazione attuale di disgregazione dello schieramento per l’alternativa all’UV, facendo prevalere la miope difesa degli interessi di bottega o personali.
    L’iniziativa del Comitato dei 32 vuole riprendere il filo di quel discorso. Intanto per fare chiarezza rispetto alle ambiguità e i doppiogiochisti , poi per concretizzare una amalgama, di persone prima che di partiti e movimenti, che non si accontentino della classifica de Il Sole 24 Ore ma che ambiscano a vivere in una regione che fa della propria autonomia la dimostrazione della volontà e della capacità di autogovernarsi per il bene proprio, attuale e futuro, e per contribuire con il suo minuscolo apporto a quello generale.
    Di qui la necessità che ognuna di queste persone partecipi e contribuisca a realizzare un vera proposta di alternativa.
    Sarebbe, a mio parere, opportuno che non ci si limiti ai soli sfoghi sui blog .
    Anche Vincenzo stesso deve continuare a dare il suo contributo malgrado le sue delusioni che sono poi anche le mie.

  19. @Dario
    Questo blog non contiene sfoghi, ma libero pensiero. In quanto all’impegno attivo in politica, ho già dato (come si dice). C’è bisogno di forze fresche, perché gli assalti ai muri di gomma richiedono grandi e nuove energie.

  20. condivido quanto dice Vincenzo; personalmente non ho più energie per combattere contro muri di gomma. Mi hanno distrutto, in tutti i sensi.

  21. Se mollano persone come Voi (Bruno e Vincenzo) come potete pensare che cambi qualcosa?
    Avete tantissimo da dare….coraggio!

  22. parafrasando Gianni Morandi

    …..si può dare di più………

    Il termine sfoghi non era offensivo, talvolta anche i miei interventi appartengono alla categoria.

    Il salto di qualità è trasformarli in proposte, suggerimenti, suggestioni, occasioni di riflessione e dibattito.

    per tutti voi
    vi aspetto su Facebook
    potremmo formare un bel gruppo, con Bruno, Paolo, Lorella, Vanni ecc.

    “Quelli che i muri di gomma li sgonfiano”

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