Domande chiare

C’è chi pone domande chiare. Aspettiamoci risposte ambigue e arrampicate sui vetri.

13 pensieri su “Domande chiare

  1. Il coordinamento del Galletto forte e di conseguenza un galletto forte si poteva o meglio di doveva “impostare” dopo la sfolgorante vittoria del 2006. Allora si dovevano forzare i partiti politici a coalizzarsi in modo serio. Si partiva da una grande vittoria .Ma non fu possibile! Ho partecipato alle riunioni dell’Alleanza in quanto coordinatore di Renouveau e mi ricordo perfettamente le penose riunioni dove alcune forze politiche volevano solo prendere tempo. Per voler avere tutti non si è concluso nulla. I Parlamentari eletti non si sono mai strappati le vesti per sostere la coalizione, anche se per onor del vero bisogna fare atto a Carlo Perrin di un maggior impegno, rispetto al collega in questo senso. Il progetto era costruito ad hoc per la loro elezione e quindi sarebbe stato naturale un loro forte e chiaro impegno. Ora si vorrebbe ripartire per andare dove? Si riparte da una serie di sconfitte: referendum, politiche, regionali si pretende di fare ciò che con il vento in poppa non si è potuto fare?
    Non dimentichiamoci poi che l’anima dell’Alleanza l’Arcobaleno non esiste più e che solo due forze sono rapresentate in Consiglio RV e VDV entrambi regionaliste (non cito il PD perchè mi pare si sia chiamato fuori), particolare non irrilevante!
    La sinistra (PCI – DS- PD)ha avuto una continua emoragia di consensi da quando si è alleata con l’UV (forza autonomista), il comune di Aosta ne è una chiara dimostrazione!
    Forse varrebbe la pena di rifletterci!

  2. appunto, ma chi ci crede più! Gli exDS hanno già detto: “Il galletto sono io, o me o niente”. Inoltre, in fondo in fondo, istituire un coordinamente in sé significa poco o niente, se non si precisa bene in che direzione e come si vuole andare.

  3. Il Galletto è morto ammazzato. Adesso si deve pensare a qualcosa di nuovo. Mettere insieme tutti coloro che vogliono la costruzione di un’alternativa al regime e pensano sia giusto e possibile contrastare (ma davvero) il suo strapotere. Con il Pd ormai dall’altra parte, bisognerà guardare non solo ai partiti ma ai singoli cittadini, alle associazioni, ai comitati… Sarà necessario unire le forze, questo è certo. Di coordinamenti, ma soprattutto di coordinatori, è inutile parlare adesso.

  4. Caro Vincenzo, concordo, ma tieni presente due cose:
    il Sen. Perrin mi pare abbia dato la sua disponibilità a tornare ad occuparsi di politica e Renouveau parte per organizzare un Galletto forte (che voglia dire qualcosa?);
    gli autonomisti escono tutti dalla casa UV, quindi oposizione costruttiva(????????), l’alternativa è quella di cambiare i nomi sugli scranni del potere.
    La mia esperienza mi ha insegnato a diffidare e non dare mai assegni in bianco a nessuno!

  5. squallore politico globale

    Renouveau: figlio ortodosso dell’UV, ha come leader (si fa per dire) due personaggi che hanno passato la vita nell’UV senza accorgersi (o facendo finta) di non vedere nulla: conversione tardiva e per il momento non mi sembra che si siano recati a canossa, quindi per il momento non si tratta di un raggruppamento politico molto affidabile, anzi;

    idem per VDAVive, dove il leader indiscusso è Louvin: una vita passata in cattive compagnie (e trattato male, anzi malissimo)

    exDS: una sfinge, per il momento (ma ormai è tardi), hanno solo cambiato nome e pensano solo alla loro bottega. I continui riferimenti al glorioso passato (PCI) non li salverà, anzi.

    gruppuscoli sedicenti comunisti: morti viventi

    verdi non so più di che tinta: se si affidano al buon Fedi …

    a “destra”
    ma c’è una destra liberal democratica?

    vale ancora la pena star dietro a queste penose vicende politiche?

  6. Dico la mia.
    Ritengo che il momento storico che stiamo vivendo ma ancor più quello che ci apprestiamo a vivere nei prossimi anni saranno momenti molto difficili a livello sociale e finanziario.
    Noi stiamo attraversando le ultime spiaggie di un passato altamente problematico dove la politica non è servita ad altro che ad allontanare la gente dall’interesse della gestione delle proprie vite e che ha avuto il risultato che tutti vediamo oggi con una sorta di feudalesimo moderno travestito da abiti che di democratico hanno ben poco.
    La nostra piccola realtà è poi ancora decisamente diversa dal resto della nazione.
    Bruno ha fatto un buon riassunto nel post sopra della povertà delle nostre alternative; la mia conclusione è però un pò diversa.
    Credo che un’eccezione vada fatta per il comune do Aosta, sia per le sue dimensioni sia per la stretta correlazione che ha con il governo regionale.
    Nei piccoli comuni noi abbiamo assistito in questi anni ad un abbandono quasi totale dell’interesse politico e ad una corsa sempre più meschina fatta di piccoli interessi e di piccoli tornaconti personali.
    Illudersi che ad oggi o fra un anno vi possa essere un cambiamento radicale che possa far ritornare la voglia e la costanza di costruire in modo democratico una forma di alternanza credo sia una chimera.
    Ci dovrebbe essere invece a mio avviso, nelle piccole comunità, la volontà e la necessità di ampliare lo sguardo evitando la fossilizzazione dell’appartenenza politica e puntando ad una selezione ed ad maggior coinvolgimento di quei cittadini (siano essi dell’Uv del PD di Renouveau/Vda Vive o del Pdl) che hanno ancora la volontà di confrontarsi e di spendere un pò del loro tempo per la comunità tutta.
    Al di là delle bandiere e dei programmi già predigeriti.
    Insieme per un futuro che appare sempre più scuro.
    Un saluto a tutti.

  7. la strada indicata, sia per aosta che per i comuni medi e piccoli, da ghianda a me pare sul solco della miglior tradizione UV, che le consentirebbe di fagocitare ed asservire tutti quanti.
    Se decidessi (non è il caso) di darmi all’attività politica attiva, ad aosta dove ho la residenza ed ho vissuto per tanti anni, o qui a rhemes-saint-georges, mio ingrato paese natale, dove mi sono, costretto, ritirato in solitudine, rifiuterei decisamente una tal proposta, da chiunque mi venisse offerta.

  8. Le famose liste “Pour le bien du pays” le conosco molto bene, e, sono una che era convinta si potessero fare. Dopo la mia esperienza lo escluderei a priori. Lo escluderei soprattutto nei comuni più piccoli dove gli inciuci, il clientelismo e le ritorsioni sono all’ordine del giorno.
    Per realtà più grandi le giudico impossibili perchè aumentano gli interessi politici e quindi la voce del singolo viene messa in secondo piano.
    Credo comunque che con la situazione politica attuale nella petite Patrie aumenteranno le liste uniche e dove non saranno liste uniche saranno contese tra UV e fuoriusciti dall’UV.
    Solo ad Aosta si potrà vedere uno scenario diverso.

  9. “Pour le bien du pays” ovvero “Pour le bien de l’UV”.
    “Autonomie communale” ovvero “maitres chez nous”.

    Ci sono stati, in passato, movimenti politici che hanno “utilizzato” la democrazia per la conquista del potere sapendo che poi, una volta conquistato, non lo avrebbero più mollato.
    Basterebbe ricordare la nascita del partito nazista, del partito fascista.
    In Italia, in fin dei conti, il PCI, durante la sua vita, non ha cercato altro, addirittura inventandosi il famoso “compromesso storico” in attesa della conquista del potere.

    I partiti e movimenti che, apertamente o subdolamente, utilizzano la democrazia per raggiungere il potere ma con lo scopo più o meno occulto di metterla da parte non appena raggiuntolo, non possono ovviamente considerarsi democratici.

    L’UV NON è un partito democratico. Per chi abbia dei dubbi, è sufficiente:

    1) rileggere gli articoli 1) e 2) del suo Statuto, in particolare laddove si prefigge di raggiungere l’indipendenza (una situazione praticamente di non ritorno per via democratica) per “via democratica”

    2) prendere atto del regime di fatto che ha instaurato e che indefessamente persegue con tutti i mezzi, leciti e non leciti, perché diventi sempre più un regime senza ritorno (in modo democratico).

    Chi si allea o stringe patti con l’UV, si allea e stringe patti con un partito NON democratico.

  10. risposte ancor più chiare: chiarissima la risposta degli exDS a Montjovet.

    Tu, Vincenzo, hai capito qualcosa dal comunicato ANSA? Sono forse i giornalisti che non sanno spiegarsi?

    Ci vorrebbe qualche esperto che traduca il linguaggio politico, ormai impraticabile per i cittadini comuni e mortali (meno della messa in latino) nella cosiddetta lingua volgare, quella specie di dialetto ancora praticato nelle relazioni quotidiane.

    Non si può mica pretendere che tutti siano laureati in teologia politica!

    Che dico cittadini, scusate, intendevo i sudditi (della casta).

  11. Credo non abbiate capito appieno il senso del mio post.
    O semplicemente forse non sono riuscito a speigarmi bene.
    Il concetto che a mio avviso va tenuto presente è che tutto il sistema politico tradizionale attualmente in vigore verrà fra non molto spazzato via dall’evolversi degli eventi.
    La vittoria che ha premiato Obama negli Usa ne è un segno premonitore.
    Malgrado questa vittoria sia avvenuta sotto la bandiera di un partito tradizionale come quello Democratico è indubbio che le motivazioni che Obama ha portato avanti poco hanno a che vedere con le elucubrazioni classiche di un partito politico.
    Sono state scelte di campo effettuate nel modo di interpretare l’economia, indirizzi di ristrutturazione sociale, disegno preciso di sviluppo energetico, disegno globale di equilibri nelle zone conflittuali del mondo.
    Questo è stato il primo passo e naturalmente il suo sviluppo non potrà che essere, cosa che sta già avvenendo, la presa di coscienza dei problemi contingenti e l’impegno per risolverli nel modo più logico e coerente possibile.
    I concetti di destra e di sinistra verranno nel prossimo futuro spazzati via dall’unico concetto che rimarrà nel paniere delle nostre scelte future che è quello della completa riorganizzazione della nostra società.
    Tutto quello su cui abbiamo per decenni ragionato perderà di valore e la diffidenza del popolo verso i partiti e l’allontanamento da essi è proprio il segno tangibile di quanto oggi ci si trovi distanti da quel principio di riscrittura del nostro vivere quotidiano.
    Così sarà naturalmente anche nelle nostre piccole ed isolate terre ed è proprio ripartendo dalle piccole comunità dei Comuni che questo immane sforzo va compiuto; al di là delle bandiere, al di là delle castrazioni mentali e degli inutili pistolotti filosofici che la politica ci porta incessantemente come piatto quasi unico.

  12. Obama è un americano ed è stato eletto negli USA. Noi non abbiamo Obama e purtroppo non vedo all’orrizzonte qualcuno che gli assomigli neppure vagamente, come non vedo dei Zapatero versione nostrana. Dobbiamo quindi fare fuoco con le legna che abbiamo.
    La situazione qui non è rosea e non lo sarà neppure nell’immediato futuro.
    Vincenzo forse ha capito meglio di noi che siamo fuori dalla Costituente il comunicato ansa. Io ho capito andiamo con chi vogliamo quando vogliamo!
    Nulla di nuovo sotto il sole!

  13. Volevo segnalarVi, anche se sicuramente non vi sarà sfuggito, che è stato approvato al Senato, con voto contrario dell’Italia dei Valori e del PD, 50-bis del Ddl n° 773, un emendamento del senatore Udc Gianpiero D’Alia al pacchetto sicurezza varato dal governo. Un emendamento antidemocratico e incostituzionale che cancellerà l’informazione in internet.
    E poi parliamo di Obama e America? Altra musica…….

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