Il Mastella de nosatre

Il resoconto della Stampa pagine locali del 15 febbraio 2009 sulla piroetta à la Mastella di Donzel (e di conseguenza del Pd) – passato armi e bagagli all’alleanza con l’Uv dopo essere stato eletto (alle primarie e alle regionali) per sostenere invece l’alleanza autonomista progressista – è, come spesso accade, piuttosto confuso.
Confusione, bisogna dire, alimentata ad arte da Donzel, la cui tecnica è quella di sviare sempre l’attenzione dalla vera questione parlando d’altro. Avrà preso esempio da Berlusconi.

L’occhiello “Dopo la decisione dell’Assemblea di rinuncia al Galletto” e il titolo “Il Pd tradisce l’Alleanza e noi ce ne andiamo” sono corretti.

La didascalia della foto di Avetrani no:
Roberto Avetrani lascia il Pd in contrasto con la decisione di rinuncia all’istituzione del partito del Galletto” è un falso.
Non si discuteva di questo, ma solo dell’eventuale coordinamento dell’Alleanza. Due questioni estremamente distanti. Un conto è che un’alleanza politica tra partiti si coordini (lo fa anche, da qualche tempo, il sedicente centro autonomista), altra cosa è fondersi in un unico partito. Ma il mistificatore Donzel mette sempre le due cose insieme, allo scopo di ingannare i cittadini.

Le dichiarazioni di Donzel sono allucinanti. Analizziamole nel dettaglio. Ecco la prima: «Sulla linea del segretario regionale c’è ’’il partito’’, dal gruppo consiliare in Regione ai consiglieri e assessori nei vari Comuni valdostani». Donzel ama nascondere le sue responsabilità dietro al concetto di partito, una sorta di ectoplasma che viene evocato per giustificare qualsiasi decisione senza assumersene la responsabilità.

Dovete sapere che in realtà il partito ha un unico organismo dirigente, del quale non fanno parte né «il gruppo consiliare in Regione», né «i consiglieri e gli assessori nei vari comuni della Valle». Questo organismo è l’Assemblea regionale (che ancora si chiama costituente, anche se ormai puzza un po’). Questo organismo è composto da sedici membri più il segretario, eletti con le primarie, ai quali si aggiungono il sottoscritto (non ho dato le dimissioni), Davide Avati, Enrico Bich e Giuliana Ferrero senza diritto di voto (perché eletti nella fantomatica Assemblea nazionale, sparita nel nulla).

Ecco i nomi dei componenti:

Lorenzo Gillo, presidente dell’Assemblea, si è defilato da tempo e non è mai stato sostituito. L’assemblea viene così presieduta dalla fedelissima di Donzel Erika Guichardaz, cioè in pratica dallo stesso Donzel. In questa veste il democratico segretario rifiutò mesi fa di mettere ai voti una mia mozione sulle alleanze del partito (avrebbe dovuto gettare la maschera troppo presto).
Antonella Barillà,
Silvia Caveri, Filippo Costa, Annarita Nassisi e Silvia Nicco non si sono mai visti.  Roberto Avetrani ha sempre partecipato e si è dimesso ieri, così come Ornella Cheillon. Quasi sempre presenti Giulio CappaCarmela Fontana, Erika Guichardaz, Giuseppe Rollandin, Luca Tonino, Domenico Tripodi, Emilio Zambon e Giovanna Zanchi.

Questo unico organismo decisionale è stato quindi frequentato da 11 persone su 17. Tra queste 11 (ma anche sulle 17), il segretario dopo la sua elezione poteva contare su una solida maggioranza (Avetrani, Cheillon, Cappa, Fontana, Guichardaz, Zambon, Zanchi). I fautori dell’inciucio con l’Uv, sconfitti alle primarie, erano in irrimediabile minoranza. La decisione di tradire gli elettori delle primarie è stata quindi presa non da un segretario sotto scacco, ma da uno che controllava tranquillamente il partito. Il partito. La responsabilità di imitare Mastella è quindi sua e delle persone che lo sostengono in questa vergognoso trasformismo. Bene hanno fatto Cheillon e Avetrani a dimettersi. Ora il partito è un organismo ridicolo di nove persone. Sarebbe serio che si dimettessero anche gli altri componenti, se non ha la decenza di farlo il segretario.

La parte successiva delle dichiarazioni del Mastella de nosatre esemplificano bene le sue tecniche manipolative. La menzogna pronunciata senza vergogna, come Silvio. Tenetevi forte:
«Ma insistere sul progetto del Galletto significa andare verso un partito unico, posizione che è in totale contrasto con la linea del Pd. Chi contesta non si è reso conto che un coordinamento dell’Alleanza autonomista progressista altro non è che il rilancio del vecchio progetto della Gauche, tentativo forte per andare oltre il Pd».
Il furbetto delle Alpi fa finta di dimenticare la vera questione (il Pd è per l’alternativa, con riferimento l’Alleanza Autonomista Progressista, o è dall’altra parte, complice del regime unionista?) e si scaglia contro il partito unico, una proposta che non è più da mesi all’ordine del giorno. Evoca addirittura la linea del Pd. Quale linea? Discussa quando? Con chi?  In quale sede? Forse nei corridoi del Consiglio regionale?

Poi conclude con quella disarmante idiozia sulla Gauche. Per il Mastella de nosatre, quindi, Renouveau Valdôtain, Vda Vive, i Verdi, Riccarand, Perrin, Louvin, ecc. vogliono ricostruire la Gauche Valdôtaine!

Cosa si può ribattere a un’idiozia simile? Neanche il Berlusca saprebbe spararne una così grossa. Mastella magari sì.

55 pensieri su “Il Mastella de nosatre

  1. tipico trasformismo italico, altro che partito nuovo e plurale, si tratta di centralismo democratico di origine comunista.
    io penso che il bluff del cosiddetto partito democratico sia stato pensato e architettato fin dall’inizio. Non esistendo o quasi la Margherita, era l’occasione buona per riverniciare il Partito, sostituire una classe dirigente interna che non si voleva più con una nuova classe dirigente che scalpitava, definire le altre beghe interne. L’apporto piccolo piccolo della Margherita e l’appello alla società civile erano solo il bluff per far credere che si trattasse effettivamente di una novità, convinti tutti fin dall’inizio che alla fine tutti si sarebbero adeguati. Italico gattopardismo, diciamo, che ora si è manifestato in tutta la sua nudità.
    Che cosa è cambiato tra il veccio DS e quello che chiamano ancora partito democratico? NULLA, se non alcune persone.
    Non parlerò più di questa cocente e amara delusione che è stato il cosiddetto partito democratico, non ne vale proprio la pena.
    Lasciamo che Donzel vada avanti per la strada che si è costruita con i suoi acefali soldatini (non mi pare cmunque un gran condottiere, prima o poi se lo mangeranno vivo, anzi, se lo son già mangiato).

  2. Avetrani e Cheillon li conosco bene sono due persone che hanno profondamente creduto nel progetto di un PD pulito, di un partito nuovo e innovativo. Molte volte ci siamo confrontati su questo e loro hanno sempre cercato di smontare le mie perplessità. Le loro dimisioni sono la dimostrazione che avevo ragione, e di questo, sinceramente mi dispiace.
    Donzel si è rivelato un arrivista che ha pensato innanzitutto al suo interesse. Infatti dopo aver affermato che avrebbe fatto solo in segretario appena sentito odore di poltrona a palazzo regionale si è rimangiato tutto, si è candidato e come da tradizione DS il segretario siede in Consiglio Regionale.
    Cosa si poteva aspettare da un personaggio di questo calibro? Solo un avvicinamento all’UV. Alle regionali hanno perso un seggio alle prossime andrà peggio! Concordo con Bruno che non è un gran condottiero, i suoi sostenitori non sono dei gran personaggi, gli antagonisti mi sembrano decisamente migliori. Tonino, Ferrero, Bich stanno solo aspettando il momento migliore per mangiarselo e spartirsi il potere.
    Per quanto riguarda l’embrassons nous tra gli autonomisti e il resto della sinistra non vedo nulla di positivo, ho già espresso il mio parere in merito.

  3. Penso che il gran condottiero abbia deciso in perfetta autonomia con una pistola puntata alla tempia.

    Già nel 1976, quando ho incominciato (purtroppo) a lavorare in regione (ingrata), c’era un segretario di giunta che, in confidenza, ci diceva che i politici (tutti) avevano la faccia al posto del c… e viceversa.

    Un poeta ci diceva però che i tempi stavano cambiando.

    Sbagliava, i tempi non sono affatto cambiati.

    Anzi.

    Mi dispiace per tanti giovani, che in perfetta buona fede, hanno ancora tutto da imparare (con l’esperienza).

    Non mi fanno pena alcuna quegli anziani che, in perfetta malafede, si danno tanto da fare per corrompere giovani in buona fede e senza esperienza.

  4. prospettive per il futuro? al momento nessuna, né sul versante democratico, né sul versante liberale.
    Scusate gli sfoghi, non riesco proprio ad avere l’ottimismo a prova di bomba di carmassi.

  5. grazie Bruno

    non è ottimismo, è rifiuto di assogettarsi, dignità, orgoglio, amor proprio, ostinazione, cocciutagine, chiamalo come preferisci ma non ottimismo.

    La doppia capriola con avvitamento era un esercizio in programma da tempo, non è stata neanche tanto ben eseguita.

    I trenta denari a volte sono una candidatura alle europee altre volte due assessori al comune, molte volte ancora di meno, ci sono poi pagamenti “in nero”, appalti ad esempio; scomessa chi realizzerà il teleriscaldamneto nella città di Aosta?

    Al vincitore una bottiglia di Lambrusco……..

    L’avevo scritto non molto tempo fà a degli amici, c’è chi si vende per un piatto di lenticchie, chi per un pranzo completo e chi per il solo piatto.

    Il problema della democrazia in Valle così come in Italia è la mancanza di regole che garantiscano la democrazia interna dei partiti e movimenti. Anche quelli nati con le migliori intenzioni si trasformano rapidamente in satrapie.

  6. Tra le roboanti ma a ben vedere, vacue affermazioni di Donzel di cui ho letto in questi giorni, la più divertente è la seguente:“Vi è un tempo per essere opposizione e un tempo per essere maggioranza”. E’ un’affermazione esilarante se non fosse offensiva e rivelatrice del disprezzo con cui sono considerati i cittadini che parteciparono alle primarie del 14 ottobre. Per non dire delle successive regionali …
    L’opposizione come candidato, la maggioranza come eletto!
    Buono a sapersi! Sarò un ingenuo ma non riesco a capire quale sia la novità presente in questo atteggiamento. Cosa cioè sia cambiato rispetto alla “vecchia” politica chiamata in causa così spesso e a sproposito.
    Giovedì sera ho voluto partecipare all’assemblea in cui il PD (sic) ha deciso di mandare al diavolo il percorso politico iniziato nella primavera del 2006. Una decisione di questo tipo, nella sostanziale assenza di dibattito – basti pensare che hanno preso la parola più persone contrarie alla posizione del segretario che a favore – è stata assunta da un pugno – letterale – di persone, con una divertente alleanza tra l’antica guardia DS (Tonino & C.) e i supporter del segretario, che sempre l’hanno odiata.
    Donzel si è presentato con una “non relazione”, semplicemente costituita da una lunga e accurata elencazione delle debolezze del “Galletto” e con le solite roboanti affermazioni di autosufficienza del PD. Nessuna considerazione relativa alle fasi preliminari la fondazione del PD e gli impegni assunti pubblicamente in quelle occasioni. Come se nulla fosse stato. Come se tutto avesse inizio solo ora, dopo un periodo segnato semplicemente dai contrasti all’interno dei DS, determinati da non si sa cosa!
    Perché stupirsi: non è questo il metodo con cui il berlusconismo segna la politica nel nostro paese? Non rispondere mai e parlare sempre d’altro?
    L’aspetto della vicenda che più mi è insopportabile è quello esposto assai bene da Bruno: l’essere stato preso in giro! Per di più non riesco a non sentirmi almeno in parte, responsabile, in prima persona. La mia posizione nei DS non era infatti marginale nella fase di fondazione del PD: ero presente nella segreteria dei DS e ho partecipato più che attivamente alla definizione del percorso di costituzione del PD, in Valle, a Roma e in più occasioni in giro per l’Italia.
    Rivendico a quella segreteria la forza di aver tentato, tra enormi difficoltà e innumerevoli imboscate – quelle vicende meriterebbero un libro – una via di uscita dalla “morta gora” della politica valdostana. Alcuni componenti di quella segreteria erano coscienti di quanto fosse urgente – per il centrosinistra – porre la questione della confusione tra le potenzialità ideali dell’autonomismo e i vantaggi economico-finanziari che ne derivano. Contraddizione assai abilmente affrontata e strumentalmente utilizzata da tutta la tradizione politica valdostana, sia autonomista sia di derivazione nazionale, soprattutto di sinistra.
    Intuimmo allora che si stava aprendo uno spazio politico di azione che avrebbe consentito di definire una visione politica autenticamente di sinistra, coesa con le aspirazioni riformiste nazionali e con una visione europea dell’assetto democratico ed economico delle popolazioni dell’arco alpino, superando la stessa tradizionale concezione dell’autonomia, non prendendo avvio da velleitarie posizioni culturali ma dalla concreta revisione delle opzioni culturali di fondo presenti nei diversi blocchi interes-sati: del centro sinistra, della sinistra radicale e finalmente, anche dell’autonomismo valdostano.
    L’incastro obbligato della fondazione del PD complicò quella prospettiva. Ciò che poteva divenire un ostacolo avrebbe potuto essere superato affidando al PD stesso l’onere e l’onore, di condurre l’operazione. Sarebbe stato sufficiente essere intellettualmente onesti, culturalmente aperti, metodologicamente rispettosi degli altri. Ma a condizione che non si avessero altri obiettivi, soprattutto personali – il consiglio regionale – cui tutto sacrificare.
    Chiedo scusa per non aver fatto tutto quanto era nelle mie possibilità per evitare che ciò potesse accadere. Nonostante l’impegno profuso, le incredibili risorse intellettuali, di tempo e anche economiche profuse, siamo stati gabbati dal principe dei voltagabbana e da un gruppetto di apprendisti stregoni alcuni dei quali hanno già ricevuto la relativa mercede (vedi Sandri) e altri (vedi Fontana) sono in procinto di riceverla (ad es. dopo le comunali del 2010).
    Per intanto sento odore di candidatura alle europee per Donzel …
    E subito dopo intravvedo la candidatura di Ferrero alla carica di vicesindaco …
    A meno che …
    Da parte mia, non parteciperò più alla partita. Troppo dura è la sconfitta e troppo ignobile è il sistema impiegato per sconfiggermi per poter ancora una volta rischiare di lavorare per il re di Prussia.
    Ma nessuno dimentichi: a tempo debito diamoci tutti appuntamento in Corso Battaglione per chiedere riscontro dei risultati di tanta dissennatezza …
    Sul “che fare”, da qui in avanti, sarebbe un bel tema di dibattito …

  7. “Vi è un tempo per essere opposizione e un tempo per essere maggioranza” è molto simile al “ni droite ni gauche” di qualche altra formazione politica nota in Vallée.
    E’ veramente triste come una persona attorniata da un gruppucolo di adepti possa distruggere un progetto, un’idea e soprattutto la speranza.
    Ma scusate la domada: Rean sparito, Calì esiliato, quasi sfrattato mi pare, Avetrani e Cheillon usciti, Florio non più attivo, ma del PD cosa rimane? Solo la costola unionista?

  8. C’è una questione che vorrei porre ai “delusi” del PD. Il direttivo nazionale è informato di questa situazione?
    Non sarebbe il caso di rendere partecipe il segretario Veltroni di una situazione che va in controtendenza alla volontà popolare espressa nelle primarie e ormai anche alla maggior parte dei dirigenti in quell’occasione eletti per sviluppare una linea politica alternativa all’Union?

  9. Per la prima volta scrivo in questo blog, digustata di come vanno le cose nel mondo potenzialmente alternativo al regime de no-s-atre, e in particolare dalla faccia di tolla con cui Raimondo Davide Donzel ha tradito tutti quelli che lo avevano votato a suo tempo come segretario del PD. Non posso non sottolineare l’abisso esistente tra un PD serio come Soru, che si è dovuto dimettere dalla presidenza della Sardegna per non aver voluto svendere il suo territorio agli speculatori (e chissà mai se tornerà su quella scomoda sedia), e il vile PD Donzel che si allea con il partito degli speculatori, dei palazzinari, dei divoratori di acque e territorio, dei progettisti-truffatori omnipresenti e omniincaricati…. sputando in faccia a chi sta facendo di tutto per fermare questo andazzo sempre più preoccupante e squallido. Vergogna, solo vergogna dovrebbe provare.

  10. @el pì
    credo Veltroni abbia altri problemi… Inoltre a Roma la Valle, insignificante dal punto di vista elettorale, interessa assai poco. Il loro disinteresse porta i dirigenti nazionali a un ragionamento del tutto utilitaristico, per cui un’alleanza con l’Uv è ben vista. Senza alcuno sforzo, in occasione di qualsiasi scadenza elettorale, è comodo presentare la vittoria dell’Uv come una vittoria del centrosinistra. Anche Emilio Fede, in questo caso, piazzerebbe, sia pure a malincuore, la bandierina rossa sulla cartina della Valle. Così è nell’immaginario romano.
    Quando come Margherita nel 2006 fummo partecipi dell’operazione Galletto, a me spettò il compito di spiegare ad Arturo Parisi e quindi a Prodi la reale situazione politica della nostra regione. Ma non fu affatto facile convincerli che si dovesse porsi in alternativa all’Uv, anche da loro creduta un partito di centrosinistra. Andò bene perché Parisi si fidò delle mie parole.
    Perciò la partita contro l’impostura di Donzel va (andava) giocata qui.

    Ho letto la Vallée. Molto efficace l’articolo sul Pd. Il giornalista, bene informato, ci informa che le trattative per le comunali di Aosta (vicesindaco a me, due assessori a te) sono già ben avviate. Come volevasi dimostrare.

  11. Sento urla strazianti levarsi.
    Percepisco un malessere profondo che le parole non sempre riescono a descrivere.
    Credo nella buonafede e nella sincerità.
    Avverto che le difficoltà di questo particolare momento che ci apprestiamo a vivere sconvolgonoi pensieri e fanno riconsiderare programmi e certezze che solo alcuni mesi fa sembravano inossidabili.
    Bisognerà pure che questi lamenti vengano incanalati in qualcosa di comune altrimenti rimangono come soffi di vento effimeri.
    Difficile per chi è rimasto scottato lanciarsi in un altro fuoco che non si sa nemmeno se riuscirà ad accendere.
    Difficile per chi invece questo fuoco l’ha visto spegnersi ancor prima di ardere continuare a crederci.
    La soluzione non è facile perchè sembra non possa esistere una soluzione che possa abbracciare le diverse sfumature che emergono.
    Confusione di pensiero e di comportamento.
    Trasformismo e prese di posizione incomprensibili.
    Ci sarà bisogno dell’apporto di tutti, fra non molto.
    Altrimenti l’urlo si perderà inutilmente e rimarrà l’arido conteggio delle visite del blog.
    Con questo post dò il mio saluto a tutti su questi lidi.
    Chissà forse il destino ci darà un giorno la possibilità di ritrovarci in modo più costruttivo.
    Poudzo.

  12. ghianda (credo di non sbagliarmi) è un “politico” assai noto e navigato, dal linguaggio forbito e biforcuto, di antica scuola staliniana, di cui ha sempre condiviso metodi e tattiche. Un uomo nuovo insomma.
    Un uomo per tutte le stagioni, disponibile al ricatto, alle manovre più disparate giocate non alla luce del sole, ma all’ombra, killer nel passato di giunte regionali, ecc.
    In sede di formazione del cosiddetto PD (non riesco proprio più a chiamarlo partito democratico, PD è ormai per me un acronimo privo di qualsiasi significato), si è, secondo i suoi soliti metodi, defilato, nascondendosi nell’ombra.
    Ha fatto il furbacchione, anche su questo blog.
    Nell’ombra ha lavorato pazientemente.
    All’inizio i vertici eletti del PD ne dicevano peste e corna, poi all’improvviso, hanno smesso di parlarne.
    E’ riuscito, puntando, con metodi demokratici, la pistola alle tempie di Donzel a condurlo dove voleva (povero Donzel, vittima sacrificale!)
    Insomma, è lui la vera anima (mente e braccio) del PD.
    Alla faccia di Assemblee RIcostituenti, circoli, e tutte le buffonate che stanno mettendo in piedi.
    Vive nell’ombra, è un galantuomo (a suo tempo amico e complice di Milanesio), è un piccolo Putin nostrano.
    Questa è la faccia, questi sono i metodi del nuovo PD.
    La sua fortuna è assicurata.
    Intanto Donzel vuol fare l’Obama della Bassa Valle (crisi industriale). Secondo me, basta e avanza Rollandin. Quella di Donzel è una mera operazione elettore, guidata da una ghianda.
    Donzel, tra Obama, Veltroni e ghianda, è un semplice burattino.

  13. @Bruno
    Mi incuriosisci. Devo dire che non avevo mai sospettato di Ghianda. Dici che è un diavoletto, che ci faceva parlare fingendosi ciò che non era?

    Dissento però dalla tua teoria, che hai già accennato in altri commenti, secondo la quale Donzel procederebbe con la pistola alla tempia. Così non fai che sminuire le sue responsabilità. No, caro Bruno, come ho cercato di far capire mettendo a nudo le strutture di partito e i nomi delle persone con diritto di voto, Donzel ha scelto lui, di sua volontà, senza nessuna costrizione. Che poi i suoi reali obiettivi, fino a un certo punto abilmente dissimulati (Obama qui, Obama là), ora siano venuti alla luce, e coincidano con quelli della solita masnada, è altro discorso.

  14. Certo, ha scelto lui, ma probabilmente sapeva che se non avesse fatto così non avrebbe avuto vita lunga come segretario. Si è dimostrato un burattino nelle mani di un personaggio che i primi tempi veniva invece indicato come un male all’interno del partito da costituire. Un personaggio che probabilmente ha pilotato abilmente la situazione fino a giovedì, il vero segretario insomma.
    Leggiti bene i suoi ultimi due commenti, compreso l’addio finale. Ora ha vinto, e quindi non ha più bisogno di parlare.
    Ovviamente posso sbagliarmi, ma non credo. E’ un personaggio che nella vicenda ha grossi interessi nella permanenza in maggioranza del PD ad aosta, e tiene famiglia.

  15. No, ribadisco: il personaggio cui alludi (ovviamente ho capito chi intendi)non poteva contare sulla maggioranza in assemblea costituente, quindi il segretario non rischiava per nulla. Il segretario non è un burattino. Sta portando lucidamente avanti i suoi piani. Casomai burattini sono coloro che lo sostengono in queste sporche manovre. Ripeto: nessuna pistola puntata, ma liberissima scelta.

  16. E comunque, rileggendo alcuni post di Ghianda, non ne traggo le stesse tue conclusioni. Esprime idee totalmente opposte a quelle che ho sempre sentito esprimere da mister x. E’ un caso di dissociazione mentale?

  17. Ho visto il tracollo del PD in Sardegna, Veltroni rimette il mandato, Donzel invece se lo tiene ben stretto!
    Questa volta niente Veltroni qui, Veltroni là?

  18. Prima di andarmene definitivamente sono necessarie alcune precisazioni verso i post del Sig. Bruno.
    Sono entrato in questo blog 1 anno fa in punta di piedi e in questo modo ho piacere di uscire.
    Alcuni post ultimamente mi hanno fatto prendere tale decisione poichè a diverse riprese è stato espressa una certa antipatia verso chi scrive (come nel mio caso) evitando di dare le proprie generalità.
    Non ho mai fatto politica attiva nel senso che non sono mai stato in nessun consiglio regionale e tantomeno in quello regionale ovviamente.
    Non conosco il Sig. Donzel e nemmeno il Sig. Calì.
    Ho sempre cercato di rispettare tutti e (salvo un paio di post forse un pò sopra le righe con il Sig.Giorgio Bruscia poi chiariti) non ho mai mancato di rispetto a nessuno e non ho mai cercato di andare alla ricerca di identità che potessero celarsi dietro i nick utilizzati.
    Credo, in sintesi, di aver tenuto un comportamento corretto dicendo quello che in quel momento pensavo senza farmi influenzare troppo dall’opinione in voga e così conto di fare in futuro nel rapportarmi con gli altri.
    Vedere fantasmi dappertutto ed essere convinti di vederli per giunta credo che in questo momento sia un gioco che serve a poco più che a nulla.

    Saluti.

  19. Beh, Bruno, è probabile che tu abbia preso un abbaglio. Prendo atto della precisazione di Ghianda, che in effetti si è sempre comportato civilmente nei suoi interventi, molto spesso da me condivisi. Però mi sfugge il motivo del suo abbandono. Non ho notato particolari antipatie nei suoi confronti da parte di anonimi.

  20. anch’io mi sono stupito (e molto) quando mi hanno rivelato tale presunta identità. Me l’ha rivelata, molto tempo fa, in un messaggio di posta elettronica, Erika Guichardaz, la quale sembrava sicura di quel che diceva. In ogni caso, i DP NON sono affidabili (per quale motivo Erika, scientemente o no, ha fatto tale nome?). (Io continuo a pensare che sia molto probabile e vero quel che ho detto). Il personaggio di cui sopra, ovviamente Donzel consenziente, è stato, insieme a Donzel, il regista occulto, di tutta la buffonata PD.
    Zozza politica, che più zozza non si può.
    (anch’io, in un certo modo, avevo sempre avuto un po’ di stima per il personaggio).
    Per le regionali, a suo tempo, mi aveva confidato che personalmente si sarebbe battuto perché il PD ci andasse da solo.

    p.s. la politica non mi interessa più, ho cose più serie a cui pensare che a miserie di tal tipo (nella pratica quotidiana) e a masturbazioni pseudo intellettuali nella teoria.

  21. Ci sono persone che preferiscono non scrivere su alcuni blog o forum perchè ritenuti troppo faziosi, io invece da blogger ne accetto la dinamica e per cui non mi astengo dal ribattere anche alle critiche più dure.

    Nell’assemblea di giovedì 12 abbiamo votato di non voler far parte del cosiddetto Coordinamento del Galletto, sovrastruttura che ritengo completamente inutile e morta per volontà di tutti i componenti già in seguito alle elezioni politiche 2008, infatti alle elezioni regionali salvo i comizi di apertura e chiusura (peraltro neanche troppo partecipati) si andava ognun per la sua strada e senza esclusione di colpi. una sovrastruttura pensata da qcn come una gabbia per le prossime elezioni europee e comunali (quello che interessa è soprattutto la città di aosta) dico gabbia perchè a quel tavolo a quanto pare ogni forza ha lo stesso peso ed esprime un voto indipendentemente dal consenso che abbia ottenuto (per quelle che si sono presentate a elezioni), a mio modo di vedere a quel tavolo ci sono persone che parlano e votano a titolo personale o quasi, se questa è la democrazia rappresentativa …
    Io per questo boccio quel progetto, quell’idea di coordinamento nato con i soli intenti di:
    – apparentamento di convenienza alla lista del PD per le Europee, cocchio dorato di cui era già stato individuato il leader e proposto come un prendere o lasciare, una forzatura dal sapore un po’ Union che tanto si disprezza, ma da cui diversi di quel tavolo provengono e pare ancora conservino metodi procedurali,
    – e per sventare la malaugurata ipotesi di un PD di nuovo con l’UV alle Comunali di Aosta del 2010.
    beh scusate ma neanche questo non è che denoti proprio un nuovo modo di fare e concepire la politica … lo stare insieme contro qcn abbiamo visto quanto paghi quando poi ti trovi nell’impossibilità di governare, lo abbiamo scontato ancora ieri in Sardegna e ne ha fatto le spese uno dei nostri leader più carismatici ed apprezzati.

    per concludere 2 parole ai roboanti amici dell’IDV che si scagliano volentieri contro di noi da queste colonne;
    non sarebbe più utile che concentraste le vostre attenzioni ed energie a fare qcs PER l’IDV piuttosto che CONTRO il PD?
    è un consiglio davvero spassionato il mio.
    per quel che mi risulta siete l’unica regione a non avere nemmeno un sito internet e le vostre ultime ANSA sono del al 10 e 13 ottobre 2008 e del 14 gennaio 2009 tutte sulla raccolta firme del lodo Alfano … un po’ pochetto per un partito che ha tante cose da dire, tante critiche da muovere come dimostrate da queste colonne … CORAGGIO AL LAVORO.
    io ho deciso di lavorare PER il PD e CONTRO nessuno tantomeno se si parla di partiti con cui si possono condividere dei principi ideali, forse sarebbe il caso che iniziaste anche voi a fare qcs per voi, forse non ve ne siete accorti, ma c’è una crisi mondiale, fabbriche che chiudono, casse-integrazioni, un impoverimento delle famiglie, un preoccupante ritorno della xenofobia alimentato dalla TV e un simpatico nanetto pelato che inneggia all’ottimismo e razzola voti, forse non abbiamo cose più importanti da fare???
    altro che deridere chi va a portare solidarietà agli operai fuori dai cancelli delle fabbriche … piuttosto dovrebbe stupire il fatto che non ci siano i rappresentanti della sinistra più radicale a fare la stessa cosa.

  22. Ci rendiamo conto di dove siamo arrivati?
    Scopro con preoccpuazione e divertimento tutti questi retroscena degni di una commedia napoletana d’altri tempi.
    Lo scambio apparentemente innocente ,”a umma umma”, dove ci si pongono puntelli presunti circa le generalità presunte di un semplice frequentatore di un blog.
    Alla faccia del tanto criticato controllo irriverente dell ‘Union.
    Paladini di una libertà che per primi ci ritroviamo a buttare nella tazza del cesso.
    Convinti assertori di un’emancipazione che ritroviamo invece figlia delle peggiori frustrazioni liberiste.
    Un ottimo esempio delle capacità di ascolto e di comprensione.

    P.S.: Hai capito adesso Vincenzo il perchè della volontà di abbandono?

    Rinnovo i saluti.

  23. @Ghianda
    Mi sembra fuori luogo il tuo paragone con il “controllo irriverente dell’Union”. Qui nessuno vuole controllare le identità per poi punire concretamente (togliendo il lavoro, isolando, stroncando la carriera, togliendo consulenze, ecc.) chi professi eventuali idee contrarie. Il voler svelare un’identità di un commentatore anonimo è curiosità legittima e del tutto innocente. La libertà non c’entra nulla, e comunque è un valore che dovrebbe essere nominato con parsimonia da chi esprime opinioni in anonimato. La libertà deve essere accompagnata dalla responsabilità, dal coraggio delle proprie azioni ed opinioni.
    Ripeto un concetto già espresso in passato: un commentatore ha il diritto di nascondere la propria identità, attenendosi però a un comportamento corretto. Gli altri commentatori e il gestore del blog, da parte loro, hanno il diritto di cercare di rivelare quell’identità. In questo caso si è aperto un dibattito sulla tua presunta identità, ma io lo vedo solo come un gioco divertente. Non mi sembra che se la tua identità fosse svelata tu possa rischiare la vita, o il lavoro, o rappresaglie concrete. Certo non da parte mia o di Bruno. Se invece pensi che le normalissime opinioni che hai manifestato in questi mesi su questo blog potrebbero causarti problemi sul lavoro, o nella carriera, ecc., allora ciò sarebbe la conferma che viviamo in un regime asfissiante. Molto asfissiante. E non per colpa mia o di Bruno.

  24. Su questo blog, dove mi piace scrivere, esprimo le mie opinioni personali da libera cittadina. Non sono qui in veste politica. Non scrivo sul blog di Area Democratica per scelta e non lo farò mai: piaccia o non piaccia.
    In Italia, in Valle d’Aosta meno, c’è ancora libertà di espressione e quindi in base a questo principio esterno le mie impressioni nel “salotto” di Vincenzo.
    Quando i miei interventi al padrone di casa, l’unico che si può permettere di censurare gli interventi, non saranno più graditi mi asterrò dal digitare.
    Comunque sig. Zambon si tranquillizzi l’IDV avrà presto un sito e dorma serenamente stiamo anche lavorando. Le notizie su di noi sono sicuramente inferiori alle vostre anche perchè noi non ci “sbraniamo” e collaboriano tranquillamente in serenità e concordia.

  25. @Emilio
    Allora, visto che c’è la crisi mondiale e le fabbriche chiudono, dovremmo evitare di lottare contro il “simpatico nanetto pelato che inneggia all’ottimismo e razzola voti”? Dovremmo evitare di lottare contro il razzismo della Lega? Dovremmo evitare di lottare contro il disegno di asservimento della magistratura al potere esecutivo? Dovremmo evitare di lottare contro il controllo pervasivo dei mezzi d’informazione da parte del regime berlusconiano?

    No, lì mi pare che sei d’accordo sul fatto che bisogna lottare malgrado la crisi e le fabbriche che chiudono.

    A Donzel interessa solo che si smetta di dare fastidio al regime unionista. Visto che c’è la crisi mondiale e le fabbriche chiudono, bisogna evitare ogni critica al controllo sistematico dell’informazione regionale, all’asservimento di ogni singolo cittadino, al sistema mafioso che punisce e isola i dissenzienti, a chi vuole costruire un inceneritore in una regione di centomila abitanti, a chi vuole portare aerei da 80 posti nell’aeroportino di Aosta, a chi vuole costruire una linea di metropolitana dall’ospedale alla Cogne, a chi ha devastato e vuole continuare a devastare il territorio, a chi ha ridotto la Valle d’Aosta a terra di conquista per comitati d’affari trasversali ai partiti, a chi premia i servi obbedienti e punisce le intelligenze critiche.

    Guai, è più importante volantinare davanti alla Cogne (della qual cosa, che dubito risolva la crisi mondiale, a Rollandin ovviamente non frega nulla e non si rischia di irritarlo, che sennò poi si arrabbia e si rovina il piano di rientro all’ovile) e intanto trattare per un assessorato in più e posti di sottogoverno alle prossime comunali.

    Capisco che tu venga in avanscoperta per seguire le regolette dettate da Donzel: negare l’evidenza e parlare d’altro (nelle fasi dell’ubriacatura la “negacion de la evidencia” è uno degli ultimi gradi). Ma non è che gli altri siano scemi e non capiscano l’unica cosa che c’è da capire: il Pd, per volontà di Donzel, nella scelta di campo tra regime e costruzione di un’alternativa, ha scelto il regime, con grande gioia dei suoi attuali sostenitori Tonino, Ferrero, Bich e c. La Vallée di sabato ha ben sintetizzato la situazione. Il “coordinamento” e le forme per costruire l’alternativa sono un altro discorso, e non c’entrano nulla. Il comunicato votato dall’Assemblea di Montjovet è un penoso esempio della peggiore politica politicante, degna di un Lavoyer qualsiasi.
    Punto.

  26. preciso e chiudo.
    1) di quale sia la vera identità di ghianda non mi è mai fregato niente, neanche per curiosità (non ho mai adottato certe pratiche care ai politici, pur conoscendole).
    2) l’identità accennata mi è stata rivelata la Erika Guichardaz, assolutamente non richiesta, credo per gettare, allora, discredito sul personaggio.
    3) ho solo riportato quanto saputo da altra persona, senz’altro più informata di me
    4) ieri sera ho ricevuto su facebook un messaggio di Erka Guichardaz piuttosto minaccioso di cui riporto il contenuto: “caro Bruno, sappi che i colpi ritornano indietro … mi dispiace per te. comunque ti capisco, ciao Erika”
    5) le ho chiesto se era una minaccia e comunque, una in più, o una in meno, ormai ci ho fatto il callo”.
    6) ho chiesto agli amministratori di cancellarmi da facebook, che non mi piace.
    Per il resto sottoscrivo pienamente quanto ha appena detto vincenzo aggiungendo che ormai non amo più né questa mia valle né questo mio paese natale

  27. @Emilio: La prima parte delle questioni che sollevi sull’IDV-VDA la giudico interessante e legittima.
    Mi permetti così di anticipare alcuni progetti su cui sto personalmente lavorando con la mediazione di tutto il partito e non solo.
    Il nostro sito regionale, ad esempio, esiste da un paio di settimane.
    http://www.vda.italiadeivalori.it/
    Certo, va riempito.
    L’idea sarebbe quella di partecipare con più gente possibile sia interna, sia esterna al partito. Questa sarà la linea su cui abbiamo intenzione di muoverci: lavorare quindi dall’interno e contemporaneamente coinvolgere più gente esterna possibile senza la necessità di doverla per forza marchiare a fuoco con gabbiani ed arcobaleni.
    Ci abbiamo messo un po’. Bisognava ottenere lo spazio web correlato con quello del sito nazionale, ma soprattutto trovare la collaborazione di gente esterna disposta ad aiutare senza pretendere milionate (sia per la forma che per i contenuti).
    Cos’altro.. c’è un account Skype che permette di comunicare (via chat) in tempo reale con la sede, in orario d’apertura (non so dirti se la cosa avrà successo o meno, ma perlomeno c’è).
    Abbiamo sviluppato alcuni manifesti per la campagna adesioni intraprendendo una strada ed un dibattito interno (che a mezzo stampa, se sarà concesso, intenderemo far affiorare) che permetta di riflettere sul rapporto tra i contenuti politici del suo partito e la sua immagine.
    Poi c’è un progetto di partecipazione interattiva alla politica, che non intendo anticipare, a partire da facebook. Ho visto oggi, che VDA Vive intende seguire una strada simile in questa questione, in una forma più istituzionale. Magari ci sarà una possibilità di integrare le due cose, ma questo non posso dirlo io.
    Poi.. per completare la grafica del sito abbiamo idea di coinvolgere alcuni studenti, ovviamente anche loro esterni al partito, per far si che intraprendano un discorso su quello che è la professionalità. Ovvero saper lavorare come si deve al servizio di qualunque tipo di cliente a prescindere dalle proprie convinzioni personali, la cosa avrebbe per noi il vantaggio evidente di completare il sito e per loro la possibilità di comprendere alcuni punti chiave di come funziona il mondo del lavoro. Quest’ultima cosa è ancora campata in aria (e solo una mia idea), anche perchè bisogna vedere se è possibile inserirsi senza stravolgere i tempi scolastici.
    Poi per quel che riguarda le tematiche politiche, molte sono comuni alle altre dell’area autonomista progressista, alcune le stiamo sviluppando noi e saranno presentate con vari incontri sul territorio. Ma queste sono cose di cui si occuperanno altri, perciò non so dirti perfettamente.
    Bon, ci sarebbe altro, ma credo di aver annoiato abbastanza.
    Per quel che riguarda il PD. Qui si critica la linea politica di Donzel e non mi sembra che siano state fatte sparate off topic. Ma, al contrario, seguendo la riflessione di chi scrive il blog.
    Il PD, come tutti gli altri partiti va considerato come un patrimonio di tutti i cittadini, che come tali possono esprimere giudizi in merito alle sue scelte.
    Concludo citando a memoria Bersani, che si lamentava come in alcuni scioperi e vertenze sindacali sia stata l’IDV ad incontrare e a manifestare con i lavoratori e non le forze canoniche della sinistra.

  28. @ sig.ra Vezza
    il PD finisce sui giornali sbranandosi al suo interno, ma anche sbranato dagli opportunisti solo su ipotetiche alleanze DA MESI. Questa situazione è divenuta insostenibile per le persone nuove che si sono avvicinate al nostro partito che infatti nell’assemblea di Montjovet reclamavano una votazione che chiudesse questo discorso per superare questa sterile impasse, andare oltre ed iniziare a parlare di cose serie e ben più sostanziali e concrete.
    Sul fatto che l’IDV si stia organizzando non può che farmi sinceramente piacere, non ho paura del confronto, sempre che si mantenga impostato sulla correttezza ed il rispetto reciproco, cosa che però da parte sua nei miei confronti (senza neanche conoscermi) sempre non è, basti vedere sopra per esempio dove allude con dispezzo ad un “gruppuncolo di adepti”, mi scusi ma con chi spara giudizi sommari come i suoi (senza indagare a fondo le motivazioni) non posso esimermi dal risponderle per le rime.

    @ Vincenzo
    non so perchè tu debba sempre insinuare che qcn “venga in avanscoperta” e scriva in nome o in difesa di qcn, era già capitato non molto tempo fa.
    Qui si riporta una sola campana, io quando lo ritengo necessario vorrei fare l’altra campana e sarebbe anche un arricchimento di vedute per il tuo blog, certo che se cerchi da subito di gettare discredito sulla mia persona dicendo “attenzione questo viene in nome di quello”, da Galateo, non è un buon esempio del Perfetto Padrone di Casa.
    Se uno si sente un ospite poco gradito rischi di perderlo con la conseguente perdita di ricchezza della discussione, di punti di vista, come sta succedendo con Ghianda che non credo di conoscere, ma del o della quale non mi interessa indagare oltre l’identità.

  29. @Emilio
    Mi spiace, ma non ti ho mai sentito sostenere idee diverse da quelle espresse da Donzel. Non è un’insinuazione, ma una semplice constatazione. Il giorno che lo farai la discussione sarà senz’altro più interessante.

  30. Mi dispiace sig. Zambon di averla urtata con la definizione adepti, non mi pareva un termine offensivo.
    Pubblichi un elenco di termini che a Lei non piacciono così eviterò di usarli in futuro.

  31. @ el pì
    scusa, mi devo essere perso un pezzo, quale è la nuova iniziativa di VdaVive?

    Mi sostituisco a Vincenzo, in quanto artefice della pubblicazione, per comunicarvi che oltre che su facebook e attivo il blog del Comitato Aeroporto Sostenibile

    http://aeroportosostenibile.wordpress.com/category/politica-valdostana/

    Sulle questioni dibattute a commento di questo post ho scritto un pezzo per la rubrica di Spigolando in onda su T.I.R. e riportato sul blog della rubrica stessa.

    Dalle prime reazione devo aver urtato qualche nervo scoperto ma quel che è vero è vero!

    In fine una curiosità, per Emilio se mi è permesso, quali erano le persone nuove che avrebbero richiesto la votazione?

    A me risulta un comunicato ANSA di qualche ora antecedente in cui era già dichiarata la rottura dell’Alleanza.

  32. molto più interessante mi sembra il dialogo con lorenzo connotato da zero acredini personalistiche e che va più al sodo delle questioni. sicuramente un linguaggio ed un modo nuovo di fare politica meno polemico e più operativo con cui si può cercare un contatto interessante.
    e a lui chiedo venia avendo affermato che non mi “risultava” l’esistenza del sito perchè pur avendo cercato (sono uno che cerca in rete prima di parlare) su altri siti dell’IDV e sui motori di ricerca (probabilmente non è ancora indicizzato) non sono riuscito a trovarlo. essendo tra gli amministratori del sito del PD, non provo invidia e non ti vedo come un concorrente come potrebbe pensare qcnaltro molto più “astuto” di me, ma trovo che sia importante esserci e mettere idee in circolazione e a disposizione di tutti, per cui mi fa piacere che qcn ci stia lavorando e sia a buon punto e che le iniziative collaterali siano tante.

    @ dario carmassi
    sinceramente non so se a queste persone farebbe piacere essere citate a loro insaputa su questo blog e non è mia intenzione sparare nomi a sensazione come scorrettamente fanno altri, tanto più che essendo persone nuove non vorrei ferirle o farle tacciare da subito come “adepti”, se leggono e se avranno voglia si identificheranno da soli, altrimenti se i soliti beninformati qui presenti vorranno fare dei nomi …
    cmq per completezza non è che si siano espressi Galletto SI o Galletto NO hanno chiesto con forza all’assemblea di prendere una decisione sull’argomento e di votarla per superare questa situazione insostenibile di continuo stallo, di sterile polemica, che ci portiamo dietro da mesi; questa è la filosofia di tutti i nuovi arrivati: il FARE più che il FILOSO-FARE.

  33. mi risulta, da testimoni, che non erano in molti i “titolati” presenti all’assemblea, il numero legale? e i presenti non erano esattamenti dei “volti nuovi”.

    Più che altro hanno ratificato una decisione che era già stata comunicata dall’ANSA alcune ore prima, quasi in concomitanza con la manifestazione in piazza.

    Se parliamo di filosofie non può non esserci il filosofare
    quel FARE somiglia molto ad un tragico “primum vivere, deinde philosophari” che ho vissuto e che ha portato alla sparizione del partito socialista.

  34. zozza, zozza, zozza politica in zozzo paese.
    chi la conosce, la fugge, come l’AIDS.
    per fortuna non di solo politica vive l’uomo.

  35. hai ragione, non di solo politica

    ma non è l’AIDS che: “chi lo conosce lo evita”

    la politica è in ogni gesto quotidiano che facciamo, dall’accendere la TV o la radio e sintonizzarli su un determinato canale, al giornale che compramiamo o leggiamo al mattino, alla spesa che facciamo tutti i giorni

    l’errore è lasciarla solo nelle mani di chi ne fà uso “pro domo sua” e dei suoi accoliti

    un popolo di astensionisti è il sogno nel cassetto di ogni regime, carta bianca e nessun controllo

  36. Bravo Dario! Sono perfettamente d’accordo! Ma questa è una battaglia difficile, anche perchè non vedo, al momento, cambiamenti tali da motivare una rinascita popolare. Bisogna comunque provarci, lavoarre con pazienza, perseveranza e fermezza, mettendo ogni tanto il tassello giusto al posto giusto.

  37. io sto invece pensando di termovalorizzare la mia carta elettorale (anch’io pensavo quel che ha detto carmassi, ma mi ero sbagliato) e di ricavarne energia (calore) dalla mia stufa. Il regime c’è già, e ben solido. E son tutti d’accordo nel sostenerlo. Non son certo un paio di voti contrari che preoccupano il regime.
    Forse sarebbe più preoccupato se il partito del non voto (per protesta) assumesse proporzioni rilevanti.
    Aderirò e sosterrò il partito del non voto (che non è astensionismo).
    Potrebbe anche servire la crisi economica; speriamo che sia dura e che faccia riflettere.
    p.s. tutte le persone che ho stimato e apprezzato nella via vita NON appartenevano alla vil classe dei politici.

  38. mah non so a quale assemblea abbiano partecipato i tuoi informatori, loro magari tendono a vedere il bicchieri mezzo vuoto, io per compensazione tendo a vederlo mezzo pieno ed ho assistito ad un’assemblea in cui saranno state presenti una 40ina di persone, che non mi sembrano poche, non ho notizie di altri partiti che facciano con una certa frequenza assemblee aperte al pubblico così partecipate, tanto per parlare di democrazia e di partiti aperti alla cittadinanza.
    di queste persone non so di preciso quante avessero titolo di votare, ma volendone fare una fredda questione numerica, i delegati all’assemblea sono 16 e 8 sarebbero già una maggioranza qualificata, 2 persone si sono astenute e una non ha partecipato alle votazioni, tutti in coerenza con le proprie idee. ripensando ai presenti in sala secondo me il numero legale c’era, ma non spetta a me il conteggio e non fatemi fare i nomi e cognomi che non è mai carino, chi voleva esserci, vedere, sapere e dire non aveva che da venire.
    le persone a cui faccio riferimento sono sulla 40ina e non hanno grande esperienza politica (per quel che ne so io e lo vedo come un pregio) sono a mio modo di vedere persone stimabilissime, che ascoltano e hanno rispetto delle altrui opinioni e non sono riconducibili a nessun “clan” precostituito.
    se la volontà è di infangare tutto e tutti non so che farci …
    di certo la disamina che ti è stata riferita è un po’ faziosa da una parte
    come la mia parrà all’altrui opinione altrettanto faziosa dal lato opposto …
    sarà questione di point of view, per sicurezza fai circa la metà.

  39. il verbale c’è sicuramente io non ho nessun interesse a richiederlo e poi non vedo il motivo di darne diffusione qui, se non per accontentare qualche voyeur … se i vostri testimoni vorranno, potranno richiederlo al tavolo di presidenza dell’assemblea, io non ho nessuna intenzione di spendere tempo ulteriore in questioni così stucchevoli.
    una voce “alternativa” è stata portata, di modo che chi legge si può fare un’idea più completa e a me questo basta.

  40. come, sei dentro il partito (si fa per dire), se non sbaglio hai perfino una carica specifica, e non sai dire con certezza se il verbale c’è oppure no?

  41. non preoccuparti che non mi offendi dicendo che sono “dentro” al partito, io lo vedo con un’accezione positiva l’essere “dentro” ad un partito perchè ci credo veramente. fossero di più i giovani “dentro” ai partiti le cose andrebbero di sicuro diversamente, ma così non è, almeno ora.
    se dico che il verbale sicuramente c’è: sicuramente c’è. solamente non è una mia preoccupazione averlo in questo momento, sarò superficiale agli occhi tuoi … magari ce l’ho anche in email non letto … ma mi chiedo: dobbiamo proprio annoiare tutti i lettori di questo blog con quest’inutile querelle? non credo.

  42. la legalità, il rispetto delle regole non sono mai inutili querelle, sono il confine tra democrazia e arbitrio.

    Non l’ho scritto per avere un’altra ovazione da Lorella, che ringrazio della precedente, ma perchè se non vengono rispettate in casa propria non si può pretendere che altri le rispettino.

    E’ il problema della democrazia in Italia, non solo in Valle, moralizzatori in casa altrui.

    Nel nostro paese abbiamo un’abbondanza di leggi incredibile, nessuna però che regoli il funzionamento dei partiti.

    I “caminetti” prevalgono sempre sulle assemblee e anche sulle “primarie”.

  43. sottolineo le parole di dario carmassi, che condivido appieno e che ha accennato ad uno degli infiniti problemi per i quali questo paese, con il filosofeggiare, non andrà da nessuna parte.
    Se uno dice o afferma che problemi, quali quello di un modesto e scontato verbale, sono “inutili querelle” si mette sullo stesso piano di berlusconi, anzi peggio, perché a parole dice di volerlo contrastare.
    Ripeto per l’ennesima volta (ho trascorso una vita nell’amministrazione, e quindi posso dirlo a ragion veduta): il rispetto della legalità è il presupposto NECESSARIO, ma non sufficiente, per poter fare politica.
    Caro emilio, so che sei giovane, e visto che non parti con questo principio, NON parti bene (quanti verbali, nella mia vita lavorativa, sono stati sequestrati dalla magistratura!). Non è un caso se Beslusconi vuol disfarsi della magistratura.
    Questi giovani che pensano di poter fare a meno dei vecchi mi preoccupano. Perché non ci termovalorizzate subito, invece di spendere tanti soldi per microcomunità, centri anziani, ecc.?
    Mia nonna diceva: “si vieillesse pouvait, si jeunesse savait”.
    Avremmo tante, tante, tante cose da insegnarvi, per esperienza vissuta.
    Pensate piuttosto a mettere da parte i politici per tutte le stagioni, a cominciare dal complottista Tonino e compagnia, ai quali date invece retta.

  44. I politici usano alcune parole TOTALMENTE a sproposito, esclusivamente per screditare chi le dice e per assolversi personalmente.
    Alcuni esempi:
    GIUSTIZIALISMO: nessuno vuole giustiziare nessuno (in questo paese forse non rimarrebbe vivo nessuno), si vuole solo che le leggi vengano applicate, nei confronti di tutti.
    ANTIPOLITICA: nessuno ce l’ha con la politica, ce l’abbiamo con “questa” politica.
    ecc.
    Alle europee votate per il partito del NON voto, pas de sens, pas de vote.

  45. allora ripeto … probabilmente mi leggete a sprazzi …
    IL VERBALE C’E’, come c’è il verbale di ogni riunione
    ma non vedo perchè dovrei pubblicarlo qui.
    ecco rispettate le regole.

    ricorderai che il
    “pas de sens, pas de vote”
    era lo slogan della campagna anti-referendaria UV …

  46. certo che ricordo, ma che sens avrà votare alle prossime europee? NESSUNO.
    tutt’alpiù NON un voto di adesione, ma un voto di protesta.
    p.s. per quel che riguarda il PD, ormai lo considero un partito filounionista, cioè collaborazionista del regime (del resto ha un lungo passato di collaborazione e grandISSIME responsabilità nell’instaurazione del regime UV da parte di Viérin, da cui ha avuto i suoi bravi posti e posticini, al sole e all’ombra). Ma allora tutto andava bene.
    D’altronde, anche in Italia, se abbiamo Berlusconi, è in gran parte merito della pochezza dei DS, è inutile abbaiare tanto.

  47. questa politica è veramente zozza, da qualunque parte uno la guardi. Il più pulito ha la rogna. Gli altri hanno l’AIDS. Basta leggere quel che scrive Giorgio sul forum di area democratica a proposito di IdV (Spizzicando), il quale (giorgio il volpone) ha sempre delle belle parole per me (il buon bruno …). Caro giorgio, so benissimo di essere un ingenuo in un paese di furbi, beato te che fai parte di un partito in cui la furbizia è sempre stata di casa, ne avete appena data una clamorosa (e ultima in ordine di tempo)dimostrazione giovedì..

  48. @Dario e Bruno
    Una precisazione, in onore alla verità: il verbale delle assemblee del pd si faceva i primi tempi, e veniva spedito a tutti con trasparenza. Da circa un anno in qua non è più stato fatto nessun verbale (a meno che non fossero segreti, perché io non li ho mai più visti). Mi stupirebbe se fosse stato fatto in quest’ultima occasione.

  49. ahi, ahi, ahi, per un partito che voleva essere nuovo, democratico, trasparente, diverso, mi pare una cosa grave, molto grave.

    In un qualsiasi procedimento amministrativo in cui sia previsto il parere o la decisione di un organismo collegiale la mancanza del verbale è tale da inficiare le decisioni assunte e tutto il procedimento.

    Alla riunione dell’organismo collegiale devono inoltre essere regolarmente convocati tutti gli aventi diritto.

    Le pagine del verbale devono inoltre essere tutte numerate e firmate da chi di dovere.

    Principi elementari di diritto amministrativo.

    Formalismi?

    Se volete vi faccio esempi concreti e reali. Cambierete subito idea.

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