Disse il saggio

L’unica decisione seria da prendere oggi nel Pd è: primarie subito. Un segretario provvisorio in attesa del congresso di ottobre porterebbe alla disfatta.

11 pensieri su “Disse il saggio

  1. credo che con la storia delle primarie abbiamo preso un granchio, quando si copiano gli altri bisogna farlo bene.

    Mi spiego, le primarie negli USA le fanno non per eleggere il capo dei democratici ma per eleggere il candidato alla Presidenze e a caduta i candidati alle varie cariche elettive.

    Le primarie vere sono state le prime, quelle vinte da Prodi, perchè erano per indicare il candidato premier della coalizione dell’Ulivo, anche se in Italia non è prevista l’elezione diretta del Presidente (Consiglio e/o Repubblica) rimane un atto di trasparenza e responsabilità.

    Il problema è la confusione nei ruoli e nelle istiutzioni, partiti-istituzioni, leglislativo-esecutivo.

    Il segretario del partito non deve essere necessariamente il candidato premier perchè dovrebbero fare due “lavori” diversi.

    Il segretario di un partito deve essere eletto dagli iscritti a quel partito nella maniera più trasparente e democratica possibile (non sarebbe male una legge a tal riguardo) ma non ha senso che sia eletto da cittadini che non vi aderiscono. Questi, se si riconoscono in uno schieramento, parteciperanno alla scelta dei candidati nelle varie elezioni.

  2. Fini: odioso collegare stranieri e crimine
    «Allarme sociale ostacola l’integrazione, manteniamo la lucidità. Serve garanzia della sicurezza e della legalità»

    abbiamo trovato il nuovo leader del PD?

    battuta concessa?

  3. Il problema, a mio avviso, del PD non sono tanto le regole, ci sono e sono senz’altro democratiche, ma la composizione. Il voler canalizzare diversi partiti e di conseguenza posizioni diverse, in uno solo lmovimneto, lo ha reso un contenitore pieno di correnti.
    Il voler raccogliere i famosi voti dei moderati ha spostato il baricentro, il problema è che non si sa più dove è finito.
    Il dare spazio alla società civile, che personalmente non ho capito cosa volesse dire (chi si occupa di politica è incivile?), non mi pare sia stato: ai vertici si sono viste sempre le solite facce.
    Hanno voluto dar vita ad un progetto americano, ma come diceva qualcuno: l’america è lontana!

  4. ma credete veramente che il PD abbia un futuro degno di questo nome fintanto che non si saranno definitivamente estinti i comunisti e la loro scuola?

    Io no.

    “Per fare un ottomila il primo passo è importante quanto l’ultimo” (R. Messner)

  5. @Bruno: Mi sembra un po’ paradossale che debba dire io quello che sto per dire.
    Non capisco perchè si debba rinunciare alla critica di un sistema che ucciderà ecologicamente il nostro pianeta in una cinquantina d’anni e che basa la ricchezza di pochi “democratici” sul lavoro “a 2 centesimi al pezzo” di milioni di esseri umani che vivono sotto atroci dittature. Oltre a creare sistematicamente, da parte delle sue élites economiche, aristocrazie operaie da contrapporre ad arte agli ultimi degli ultimi (ad esempio gli immigrati) al solo scopo di dividere i lavoratori e abbassarne i salari e la capacità di rivendicazioni.
    In questi ultimi anni l’ex PCI (ora PD) è diventato un acritico ricucitore di un sistema mondiale che si strappa da tutte le parti. Lasciando il lavoro di analisi e critica (chiamiamolo comunismo, chiamiamolo socialismo, chiamiamolo giorgio) del sistema capitalistico a piccoli e marginali gruppi politici, incapaci di organizzarsi.

  6. la mia impressione è che il sistema mondiale si strapperà sempre di più.

    al momento non vedo, nel mondo occidentale, nessuna volontà e capacità di evitare lo strappo (dovremmo mettere il nostro mondo in discussione, invece di cercare di esportarlo).

    Un’ondata ci sommergerà?

  7. confesso però di essere totalmente incapace di affrontare problemi di questa portata. La mia è solo un’impressione.

  8. “Vale la pena osservare il naufragio dell’opposizione italiana con l’aiuto d’un terzo occhio, più ingenuo forse ma più vero: l’occhio che ci guarda da fuori. Perché il nostro sguardo … . Non credendo possibile cambiare la cultura italiana dell’illegalità, siamo da essa cambiati.” (Barbara Spinelli su La Stampa di oggi).

    In risposta a giorgio bruscia che dal suo forum mi accusa di “pessimismo cosmico” e che probabilmente, oltre all’Unità, e ai giornali di partito, non ha mai letto altro. O non vuol vedere. E accusa questo blog di grondare sangue (immagine granguignolesca), parla di mani e tasti insanguinati, ecc.

    In risposta anche a pasolini, che dallo stesso forum mi rivolge delle insinuazioni (scarpe sporche, ecc.) per lo meno infamanti e che non si rende conto che la frase di PPP di cui si fregia vale oggi soprattutto per l’unionfascismo della VdA, che essi appoggiano ed hanno ampiamente favorito nel passato.

    Tempo previsto in VdA, anche e grazie al loro comportamento:

    tempo stabile e stazionario per almeno i prossimi quindici anni, periodo per il quale non si prevede alcuna variazione di rilievo.

    Siete tutti pregati di adeguarvi.

  9. mi scuso con pasolini per il citato riferimento alle scarpe sporche, si trattava di un certo paolog (com’è difficile avere a che fare con persone che continuano a nascondersi dietro a maschere varie; sembra un perenne carnevale).
    Comunque pasolini mi augura (più o meno, la fine del ricottaro, in PPP, morto in croce). p.s. se mi consente, gli consiglierei di lasciar riposare PPP in pace nel cimitero del suo paesino di Casarsa.
    chiudo qui ogni rapporto con il blog di area demokratica, anche per interposto blog.
    sono allergici a critiche di qualsiasi tipo e in genere rispondono con insulti.
    è un blog esclusivo di propaganda partitica (una pravda informatica) e di ricerca di adepti che la pensino come il loro kapo (Franceschini, Donzel, ecc. perseguono ancora il culto della personalità).
    Impossibile interloquire.
    Per piacere, frequentatori del blog di area demokratica, non rispondetemi, visto che avete portato il cervello all’ammasso, e continuate pure a parlarvi addosso.
    Per quel che mi riguarda, ringraziandovi, non scriverò più sul vostro blog e non citerò più, in alcun intervento, alcuno dei vostri interlocutori interventisti in maschera, visto che siete in genere dei lapins, che non hanno il coraggio delle proprie azioni (o pensate ancora che la guerra non sia finita e i vostri sono nomi di battaglia elettronica?).

  10. a chi avesse la memoria corta, vorrei ricordare che Guido Pasolini, fratello di PPP, partigiano non comunista, fu attratto in un’imboscata, catturato e ucciso da partigiani italiani comunisti, sulle alture del Friuli. Si trattava di partigiani al servizio di Tito, i quali erano ovviamente pronti a svendere l’Italia al comunista Tito. Fino a qualche anno fa, sull’episodio era meglio tacere.
    I comunisti, durante la resistenza, hanno infatti combattutto per la libertà (dal nazismo e dal fascismo), ma il loro scopo era quello di consegnare poi l’Italia ad un’altra dittatura, il comunismo, anche a costo di svenderla al primo venuto (es. Tito).
    Non era pertanto una battaglia per la libertà fine a sé stessa.

  11. leggo con un po’ di stupore (queste notizie vengono di solito nascoste tra le pieghe e non commentate) che all’assemblea del PD (2800 persone circa regolarmente elette) ha partecipato solo una minoranza dei convocati (1200 persone pari a circa il 43%).
    Tralasciando il fatto che in qualsiasi organismo questo fatto avrebbe comportato la mancanza del numero legale per prendere qualsiasi decisione (la politica di queste cose se ne frega, le regole si applicano ai cittadini, vedi referendum)), cosa significa questo?
    1) che il 57% degli aderenti al PD a suo tempo, lo ha già abbandonato?
    2) che lo stesso 57% se ne frega delle decisioni che vengono assunte?
    Il fatto a me pare degno di rilievo; nell’assemblea ha vinto il tanto deprecato NON VOTO, proprio nell’assemblea di quelli che alle europee accuseranno di qualunquismo e di uomo qualunque i cittadini che, ad es., non andranno a votare alle europee.
    Eppure si trattava, tutte quante, non di semplici cittadini, ma di persone che si avevano dato in prima persona e ativamente la loro adesione e il loro impegno per un progetto politiko.

    Da rifletterci seriamente, più che sul risultato che ha prodotto il voto dell’assemblea.
    Da rifletterci seriamente, al di là della contingenza che il fatto si sia verificato all’interno di un preciso movimento politiko.

    A proposito, visto che siamo in tema, quando mai, noi semplici cittadini (direi sudditi) potremo andare a votare ad un referendum senza problemi di numeri legali,quorum, come già fanno gli addetti alla politika quando si tratta di decidere le loro cose?

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