E che ne so?

Alcune perle della trasmissione Ballarò di martedì 24 febbraio:

«Pagate la benzina a metà prezzo, ma cosa avete di speciale?» «E che ne so?» (un cittadino mentre fa il pieno di benzina)

«gli abitanti parlano metà italiano e metà francese» (l’autrice del reportage sulla Valle d’Aosta)

«Finora non si sono toccate le regioni a statuto speciale perché un sesto dei parlamentari viene da quelle regioni»

«Pont-Saint-Martin ha sei banche e noi nessuna. Noi non abbiamo i soldi per asfaltare una strada, loro  le lastricano in pietra pregiata con ringhiere d’argento» (il sindaco di Carema)

«Gli impegni comunitari sono successivi agli statuti speciali» (Bruno Tabacci)

«Sono d’accordo con Tabacci. Dopo gli statuti speciali c’è stato stato l’ingresso in europa, si sono accettati patti e anche l’euro, si sono ricevute norme come le modifiche al titolo V, ora le regioni a statuto speciale non possono pensare di imporci di sottostare ad accordi precedenti a tutto questo» (il ministro Roberto Calderoli)

«La riforma federalista deve essere l’occasione per ridurre le disparità tra le regioni ordinarie e quelle a statuto speciale» (Paolo Gentiloni)

«I partiti di centrosinistra hanno sempre sostenuto i partiti autonomisti destinatari delle prebende, ora come fanno a contestarli? Con noi questa situazione cambierà» (Roberto Calderoli)

«Ministro Calderoli, le faccio una domanda semplice: Trento, Bolzano, la Valle d’Aosta e la Sicilia si devono dimenticare il fiume di soldi che ricevono?» «Ne vorrebbero ancora di più! Ma le altre regioni ormai non ci stanno più. Si rivedranno gli accordi e se necessario anche la costituzione»

10 pensieri su “E che ne so?

  1. ti sei perso l’intervento ufficiale del presidente del consiglio a. cerise (senz’altro concordato con rollandin) in occasione dell’anniversario dello statuto: non è ora di presentare allo stato proposte di modifiche allo statuto (teniamole nel cassetto), perché tira brutta aria e potrebbero tornarci indietro stravolte.
    Ma la modifica dello statuto non era, ancora una volta, una priorità di questa legislatura?

    e rollandin di rimando: è ora di parlare di zone franche di montagna (ha capito che ormai parlare di zona franca per la sola VdA non ha più alcun senso), così come si parla di zone franche metropolitane (e in analogia a cose simili che si farebbero in francia).

    conclusione: non parliamo più, per il momento, del nostro statuto a voce alta (magari qualcuno se lo dimentica di nuovo); ma credo sia ormai un pò tardi.

    tutti infatti tacciono sull’argomento.

    p.s. diverse leggi regionali riguardanti sovvenzioni varie, ormai datate ed antecedenti a norme comunitarie, non vengono espressamente modificate perché ora dovrebbero essere trasmesse a bruxelles, la quale le casserebbe perché in contrasto con norme comunitarie.

    sarebbe interessante se qualche esperto in materia facesse un censimento di queste leggi regionali “intoccabili” e sacre.

  2. E’ interessante come l’anti-autonomismo, se così possiamo chiamarlo, segua perfettamente il “ni droite, ni gauche”. C’è da dire che, a livello nazionale, di ciò che succede a livello locale frega veramente poco, tanto che Castelli non sa che Lega e UV adesso pare vadano a nozze

  3. mi pare che in questo post e relativi commenti non ci sia nulla contro l’autonomismo, quindi nulla di antiautonomistico, ma c’è autonomismo e autonomismo, federalismo e federalismo, come ci sono doveri, diritti e privilegi.
    Personalmente sono per un autonomismo (parola in sé priva di senso) e federalismo (anch’essa parola da definire) SANO e senza ingiustificati PRIVILEGI.
    D’altronde non ho ancora trovato nessuno che, al di là di parole vuote, abbia dimostrato, cifre alla mano, che le nostre maggiori competenze siano tali da giustificare gli introiti che abbiamo.
    Penso che sia indimostrabile, anche gonfiando a dismisura le nostre spese (ringhiere d’argento, ecc.).
    Anche se i nostri amministratori ce la mettono tutta a spendere quanto più possono (compresi gli infiniti rus du perdu – da cui l’acqua parte abbondante ma arriva a destinazione a gocce).
    Ovviamente in sé non è un problema né di destra né di sinistra, ma di buona amministrazione.
    Stupisce un pò che chi, in linea generale, parla e straparla di uguaglianza, alla fine difenda i privilegi ed intenda l’autonomia come un esercizio e un mantenimento di privilegi (es. il vergognoso Brunettino voluto da sindacati ormai difensori solo dei privilegi dei loro iscritti e non certo di tutti i lavoratori in egual misura).
    Come ha recentemente detto la figlia di de Gasperi, a suo tempo lo statuto ci è stato concesso nella forma che conosciamo in ragione della nostra estrema povertà in allora (oltre che in relazione alle particolari contingenze storiche del momento).
    Le condizioni socioeconomiche ed anche socio culturali sono ora completamente cambiate.
    Provate ad andare a Ceresole Reale (abbiamo le stesse origini francoprovenzali e tanti cognomi in comune) e a parlare loro della nstra specificità.

    p.s. una delle leggi oggi “impresentabile” a Bruxelles dovrebbe essere quella sulla integrazione delle indennità di esproprio da parte della regione (se non sbaglio arriva a triplicare e anche quadruplicare l’indennità statale), ovvero, quando conviene farsi espropriare … (ad es. un terreno agricolo ormai incolto ed improduttivo da decenni).

  4. A proposito di buona amministrazione e rus du pan perdu.

    Il geom. Bassignana, ottavo livello, pretendeva, solo per sé, una tangente del 10% (notizia ANSA)?

    Non ci credo. Neanche un assessore non ha mai preteso tanto.

    Secondo me, in quel 10% ci stanno almeno due o tre tangenti.

  5. Già nella scorsa legislatura si voleva modificare lo Statuto. L’allora presidente Caveri aveva spinto parecchio per farlo in tempi brevi e prendersi la paternità di tali modifiche.

  6. CAVERI VERGOGNATI

    due stipendi da fame con i soldi di noi cittadini!

    Caveri fuori dal Consiglio regionale (dia subito le dimissioni!)

  7. quo usque tandem, caverius, abuteris patientia nostra … (Catilinaria di Cicerone).

    p.s. caverius è stato un mediocre studente di liceo classico.

  8. caverius lucius tenta di gabbarci e giustificare la sua scelta dicendo che il mestiere di consigliere semplice non giustifica il professionismo politico. Può darsi: di conseguenza tutti i consiglieri semplici (più di venti) adeguino il loro stipendio adeguando il loro stipendio a quello di un lavoro non professionistico (se lo riducano per lo meno di metà: 6.000 euro netti (fonte La Stampa)/2 = 3.000 euro netti (e son già troppi per un consigliere non professionale, ma part time).

    BASTA CON LE CASTE.

    basta con chi (caverius lucius) parlava invece di rottamare i dirigenti (quelli che non piacevano a lui!).

    Caverius non deve più partecipare ad una sola riunione del Consiglio regionale!

  9. sempre per prenderci per i fondelli, caverius dice che ciò è possibile in relazione ad un cambio di status giuridico della RAI.
    Non ce ne frega niente.
    Basta con la casta e con le sue leggi (es. lodo Alfano) a suo esclusivo uso e consumo.

    Ne abbiamo anche noi, sudditi valdostani, le PALLE PIENE.

    Ha ragine rollandin: basta con le parole, è l’ora dei fatti!

  10. c’è ancora qualcuno capace di indignarsi e di far sentire la sua voce in questa valle (o di proporre qualcosa), in questa valle di persone rassegnate o senza un minimo d’orgoglio?

    con 10.000 euro netti al mese (fonte La Stampa), possono vivere benissimo 4 o 5 famiglie (magari ora colpite dalla crisi)!

    RIBELLIAMOCI

    Blocchiamo Palazzo regionale al prossimo Consiglio (e succeda quel che succeda: personalmente dò la mia disponibilità).

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