Caveri Luciano

Come ci riferisce un articolo di Stefano Sergi sulla Stampa del 28 febbraio 2009  (ripreso anche nelle pagine nazionali) Luciano Caveri è stato nominato a capo della struttura programmi della Rai regionale. Come se un parlamentare (non uno qualsiasi, ma un ex presidente del consiglio) fosse messo a dirigere la Rai nazionale. Neppure Berlusconi, il massimo esperto mondiale di conflitto di interessi, avrebbe mai osato tanto. Con inconcepibile (ma concepita) protervia, il peggior presidente della giunta regionale di sempre, resosi ridicolo durante il suo mandato proprio a causa della  sua incontinente bramosia di potere, ha addirittura preteso di mantenere la carica di consigliere regionale, garantendosi così il doppio stipendio (4000+6000=10.000 euro mensili).

In un posto normale un’indecenza simile scatenerebbe un putiferio. Qui, non si sa. Stefano Sergi nel suo articolo riferisce che «il codazzo di polemiche è lì pronto sull’uscio ad attenderlo», ma non si capisce se sia qualcosa in più di un auspicio. Non si può escludere che questo ulteriore spregio delle più elementari regole democratiche (la politica non deve controllare l’informazione, e i programmi, anche se non giornalistici, fanno informazione) passi via liscio come l’olio, nella solita indifferenza dei pasciuti valdo-speciali.

Comunque Luciano Caveri sul suo sito dapprima scrive quanto segue, udite udite: «il professionismo politico non è giustificato dal ruolo di consigliere regionale semplice che attualmente ricopro» (seimila euro al mese sono troppo pochi, il poverino deve arrotondare).

Poi ci rassicura: «come sempre avviene, questa decisione sarà variamente commentata: io garantisco serietà sia nel lavoro che nel mandato elettivo, avendo la contezza di come tener separati i ruoli».

Adesso siamo tranquilli. Avrà la contezza. Lo stipendio da quattromila euro lo ritirerà Caveri Luciano, mentre a quello da seimila penserà Luciano Caveri.
Quando un documentarista di regime proporrà a Luciano Caveri di trasmettere un’apologia della festa della Valle d’Aosta la pratica sarà passata a Caveri Luciano, che la rigetterà, ben consapevole che quella festa è una cagata pazzesca.
Quando un suo sostenitore politico proporrà a Luciano Caveri di finanziare un programma che inneggia alle innovazioni da lui introdotte durante il suo mandato (come la fascia rossonera), lui per correttezza uscirà dalla stanza e passerà la pratica a Caveri Luciano, che potrà decidere liberamente.
Quando un autore simpatizzante di un partito oppositore (uh?) gli chiederà udienza per proporre un programma-intervista allo storico Elio Riccarand, Luciano Caveri frenerà il suo risentimento e gli presenterà Caveri Luciano, molto più liberale di lui, il quale offrirà all’ospite persino un tè.

3 pensieri su “Caveri Luciano

  1. la mia impressione è quella di vivere in un paese (da cui sono stato di fatto espulso) ad elettroencefalogramma irrimediabilmente piatto.

  2. la casta non solo è compatta, è compattissima, da destra a sinistra e da sinistra a destra. Va tutto bene, anzi benissimo.
    Quasi un esempio da imitare

  3. Pingback: Scelta personale « Il blog di Vincenzo Calì

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