Uno scandalo col silenziatore

Colpisce, nel dibattito (beh) che si è sviluppato attorno al ritorno in Rai di Luciano Caveri, il fatto che nessuno (a parte l’Idv locale) abbia accennato alla vera questione. Tutti a discettare sull’opportunità che un consigliere regionale possa o meno dedicarsi ad altra attività lavorativa durante il suo mandato (tra l’altro su questo c’è poco da discutere: sappiamo tutti che fare il consigliere regionale con serietà non permette di certo di dedicarsi a tempo pieno a un’altra attività, come ha chiaramente fatto notare Alberto Cerise con la sua lettera ai giornali, per cui neppure l’ubiquo Caveri potrà svolgere al meglio i due ruoli).

Ma la vera questione, il vero scandalo, è nel fatto che Caveri sia stato chiamato a dirigere la Rai locale, non un’azienda privata qualsiasi. In una democrazia, il potere politico dovrebbe essere separato dall’informazione del servizio pubblico. Non importa che sia a capo della struttura programmi e non del Tg, perché si può fare informazione e propaganda per la propria parte politica anche con programmi non strettamente giornalistici. Caveri è uomo di parte, anzi di partito, è stato fino a pochi mesi fa presidente della Regione. Non è assolutamente in grado di garantire l’equidistanza e l’obiettività che il ruolo imporrebbe. Ma nessuno (a parte l’eccezione citata) ha avuto niente da ridire. Roberto Louvin ha scritto una lettera alla Gazzetta Matin centrata sul falso problema del doppio impegno, riuscendo a non fare alcun cenno al macroscopico conflitto di interessi (Caveri può avere interesse personale a far sì che il suo partito, la sua figura politica o le sue azioni politiche siano messi in buona luce, e che i suoi avversari politici non trovino spazio sul servizio pubblico o siano danneggiati da programmi tendenziosi. Può promuovere programmi televisivi che gli facciano anche indirettamente propaganda e lo avvantaggino nelle future sfide elettorali).

Silenzio assoluto dagli altri partiti. I giornalisti non commentano. Si sa mai. Anche qui, eccezione per la Stampa, che ha provato a far capire che si tratta di un caso scandaloso, prevedendo polemiche che poi non sono arrivate (i blog non contano, pare).

2 pensieri su “Uno scandalo col silenziatore

  1. quando si parla del più grande dei valdostani (dopo s. anselmo ovviamente), non resisto alla tentazione di scrivere: è più forte di me. Contravvengo pertanto palesemente al mio proposito di concedermi un periodo sabbatico di digiuno e astinenza quaresimale. Chiedo venia.

    penso che il cosiddetto conflitto di interessi, concetto presente nelle democrazie non solo formali, ma sostanziali, non faccia ancora parte del bagaglio culturalpolitico nostrano.

    Anzi.

    In questa democrazia formale, dove fin dal suo nascere, nell’immediato dopoguerra, è stata prevista e programmata la futura “dittatura della maggioranza” (cioè regime) con la formazione e la creazione del mouvement (UV) destinato a personificarla, quel che altrove si chiama “conflitto di interesse” è invece un concetto del tutto positivo e si chiama “fare sistema”.

    Occorre “fare sistema”, ci sentiamo ripetere ogni giorno, e in particolare da quando la dittatura della maggioranza, prima agognata e sospirata, è diventata una realtà.

    E in effetti, caveri sta facendo sistema: come disapprovarlo allora? meglio glissare e dire che è una scelta personale oppure parlare d’altro.

    D’altronde, su alcune questioni essenziali che stanno a cuore al regime, sembra proprio che TUTTI (o quasi) stiano facendo sistema, maggioranza e opposizione:
    Es.:
    – intesa che introduca il diritto di veto regionale per ogni modificazione allo statuto;
    – difesa ad ogni costo dei privilegi fiscali di cui godiamo “a prescindere” con la motivazione che si tratta di diritti acquisiti (con buona pace del federalisme global): “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato”;
    – controllo della produzione e della commercializzazione delle acque (indipendenza economica, non si sa mai);
    – regionalizzazione di scuola, sanità, ecc., ovvero man bassa di competenze, per cercare di giustificare i diritti acquisiti;
    – parlamentare europeo
    Ecc.

    p.s. caveri ha già preso una cantonata (?) chiamando repubblica il vallese, minaccia un’altra révolution des socques (visto il successo delle prime tre) da parte dei valdostani se oseranno toccare i nostri privilegi, ci informa che in savoia ci sono dei fermenti….

    probabilmente sta già programmando la sua attività in RAI.

  2. trovo estremamente grave e preoccupante che il silenziatore alla cosiddetta società civile voglia addirittura metterlo anche quello che si fa chiamare ancora partito democratico (vedasi il forum di area democratica: a proposito di opposizione). C’è da essere nauseati e da concludere: tutta l’attuale classe politica (casta) è da rottamare, nessuno escluso. E questa volta, se si offendono, peggio per loro. Non avranno più le mie scuse.

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