La decisione

Dalla Stampa del 15 marzo 2009 veniamo a sapere che qualcuno ha chiesto una diminuzione della volumetria al progetto della nuova aerostazione di Aosta. L’articolo di Gianpaolo Charrère chiarisce che a ricevere la richiesta è stata l’Avda (Aeroporto Valle d’Aosta), la società controllata da Air Vallée (con la regione socio di minoranza) che gestisce l’aeroporto e che realizzerà l’ampliamento. Mistero invece sull’autore della richiesta. La Regione, per carità, ma più precisamente? Il presidente Augusto Rollandin per telefono? La giunta regionale formalmente? L’assessore Marco Viérin? E poi: perché è stata fatta questa richiesta? Per una deliberazione di giunta? Per la sollecitazione del Consiglio regionale? In base a quali fatti nuovi? Mistero. L’occhiello del titolo dice soltanto: “Lavori pubblici. La decisione.” La decisione? Ma di chi, e presa quando, e perché, se non siamo indiscreti? L’articolo non svela l’arcano. Riporta solo una scarna dichiarazione di Piergiorgio Brunod, amministratore delegato di Avda: «È stata chiesta una diminuzione della volumetria dell’aerostazione, per questo abbiamo avuto un incontro con l’architetto Gae Aulenti». È stata chiesta. Sembra ci debba bastare questa informazione.

Fatto sta che questa decisione, presa non si sa da chi, non si sa quando, non si sa perché, richiederà un ulteriore esborso di denaro pubblico, per adeguare il progetto alla nuova richiesta. Perché non ci hanno pensato prima? Chi ripagherà le casse pubbliche da questo danno dovuto a mancanza di programmazione?

4 pensieri su “La decisione

  1. è possibile che le modificazioni di cui è caso siano da mettere in relazione con una perizia di variante tecnica e suppletiva approvata dalla Giunta venerdì scorso.

  2. Sapevo che avresti trovato la prima risposta. La prima, perché restano gli altri interrogativi: quale fatto nuovo, rispetto a quando è stato affidato il progetto a Gae Aulenti, ha reso necessaria la variante tecnica e suppletiva?

  3. la storia, le fonti, i documenti: se ne parlava brevemente venerdì al corso di paleografia e diplomatica che sto seguendo (complimenti agli organizzatori ed agli insegnanti, ottimo).
    posso solo ripetere un breve accenno fatto; personalmente ho redatto (da buon notaio) una quantità enorme di deliberazioni (quindi documenti, fonti storiche) concernenti in particolare l’approvazione di piani regolatori comunali et similia, con relative motivazioni.
    Se qualcuno un domani volesse scrivere la storia dell’urbanistica in VdA basandosi su tali documenti scriverebbe una storia monca, povera, incompleta e molte volte inesatta, perché, di tante scelte, le motivazioni vere sono scritte nel vento e tali resteranno. E così, più o meno, per ogni scelta politica.

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