Miss e Nazioni

moriondoLa valdostana Giorgia Moriondo ha conquistato la “camicia verde” al concorso di Miss Padania. Da un articolo di Laura Secci sulla Stampa non risulta il grado di consapevolezza della ragazza su cosa rappresenti quella “camicia”, né sul significato politico del concorso. La ragazza sarà leghista? Sentirà l’orgoglio di avere sangue padano? Sarà fiera della sua nazione, la Padania? Non si sa. Forse sarebbe stata contenta per qualsiasi altra fascia di miss? Chessò, avrebbe partecipato con uguale entusiasmo anche  a un ipotetico concorso di Miss Razza Ariana, o Miss Anti Rumeni, o persino Miss Ronda?
D’altronde anche per La Stampa, quotidiano tradizionalmente considerato tra i più seri, il concorso sembra essere la cosa più naturale del mondo. Non c’è ombra di ironia nel titolo, né nell’articolo. L’invenzione di Bossi, la Padania, ci ha messo pochi anni ad affermarsi. Diciannove, più o meno, proprio come gli anni della miss valdostana. Il nome di quella nazione inesistente compare nella testata di un quotidiano, nel nome di una radio e di una televisione e appunto in questo concorso che dovrebbe celebrare la bellezza delle donne padane. Batti e ribatti, oggi è diventato possibile leggere un articolo come quello dell’autorevole quotidiano torinese, che fa passare per normalissimo ciò che quindici anni fa avrebbe fatto scompisciare dalle risate i lettori (probabilmente anche quelli leghisti).

18 pensieri su “Miss e Nazioni

  1. ahah anch’io ne scrissi per la Gazzetta Matin l’anno scorso. Quando chiesi “che cos’è la Padania” all’organizzatrice ci furono momenti di imbarazzo..
    Cominciò con “dal Po in su” salvo poi rendersi conto che escludeva metà settentrione.. uno spasso..
    Cmq tranne una delle partecipanti tutte le altre non si interessavano di politica e partecipavano al concorso come se fosse semplicemente un’occasione in più per “sfondare”..
    ..la banalità del male.🙂

  2. questo concorso e’ ridicolo, fa sorridere? ecco allora guardate in casa vostra dove c’e’ da piangere vi ha messo alle corde una persona per nulla credibile e affarista come Berlusconi, quindi chi e’ frutto dei suoi mali pianga se stesso prima di deridere gli altri!
    D’altronde in Italia (io mi considero valdostano, italiano solo sulla carta d’identita’) gli italiani hanno la classe politica che si meritano !!

  3. Innanzitutto mi presento, sono Giorgia Moriondo, la famosa ignorantona valdostana che, secondo la Stampa, avrebbe vinto il titolo di “Miss camicia verde” al concorso di Miss Padania.
    Mi intrometto per mettere in chiaro due cosine: in primis, la giornalista che ha scritto l’articolo si è sbagliata, il titolo che mi hanno assegnato non è quello di camicia verde, bensì quello di “Miss sole delle Alpi”. Questa fascia racchiude in sé le caratteristiche di una ragazza solare, creativa, gioiosa, dolce e molto altro, che ora non sto ad elencarti, visto che il mio intento non è quello di informarti riguardo l’organizzazione del concorso, ma di farti RIFLETTERE. Potevi benissimo contattarmi e verificare se la tua tesi effettivamente era vera, prima di scrivere frasi insensate sul mio conto che offendono la mia reputazione. Purtroppo è una caratteristica che accomuna tanti valdostani: non sanno ma si permettono di parlare a sproposito e allora, caro Vincenzo Calì, posso affermare apertamente che questo comportamento è sintomo di ignoranza. A questo punto siamo messe meglio noi, ragazze partecipanti al concorso, che siamo poco informate per quanto riguarda l’ambito della politica, ma stiamo zitte, o meglio, ci limitiamo a dire solo ciò di cui sappiamo realmente qualcosa, anziché persone come te, che pur non sapendo nulla sparlano e sparlano.
    Inoltre volevo comunicarti che io mi sono limitata a rispondere alle domande poste dalla giornalista, perchè forse non era compito mio aggiungere dell’altro, se no, credimi, l’avrei fatto. I media fanno sembrare tutto più stupido e banale di quanto lo sia veramente. Al concorso ho avuto modo di conoscere altre ragazze e fidati, erano tutte abbastanza istruite ed intelligenti, non ochette e stupidotte come molti di voi pensano.
    Abbi pazienza, siamo studentesse e se non siamo troppo informate sugli argomenti “Padania”e “lega” la colpa non è del tutto nostra.
    Spero di esser stata abbastanza chiara.
    Tanti saluti

  4. Grazie per il tuo intervento, e anche per il piglio con cui l’hai scritto. Sei stata chiarissima e mi hai fatto sicuramente riflettere.

    Premessa: come vedi io mi firmo con nome e cognome ed esprimo liberamente opinioni anche scomode, diversamente da quanto fa la maggioranza dei valdostani. Sono consapevole della mia ignoranza su tanti argomenti. Riguardo alle sfilate comunque qualcosa so, perché ho a che fare da più di vent’anni con il mondo dello spettacolo.

    Non ho scritto, né pensato, che tu e le altre partecipanti siate “ochette o stupidotte”, né ho offeso la tua reputazione. Dovrai imparare che quando, come hai fatto tu, ci si espone pubblicamente con azioni o affermazioni, si attirano anche, inevitabilmente, elogi e critiche.

    La mia, però, era innanzitutto una critica alla Stampa, che dà spazio a quella manifestazione spacciandola per una normalissima sfilata di miss, mentre è uno strumento politico con il quale un movimento non esente da rigurgiti razzisti costruisce la sua propaganda, e come tale andrebbe presentata ai lettori.

    Era anche una critica all’autrice dell’articolo. Infatti, come potrai notare rileggendo il mio post, lamento proprio la mancanza di domande sulla questione politica, non l’assenza di tue risposte. Senza quelle domande, che un giornalista a mio avviso dovrebbe sempre fare alle concorrenti di Miss Padania, non mi è stato possibile, in quanto lettore, capire il grado della tua consapevolezza sul tipo di manifestazione alla quale hai partecipato e sulla strumentalizzazione politica che Bossi & c. fanno delle ragazze partecipanti. Infatti su di te non faccio affermazioni ma solo una sfilza di domande cui non ho trovato risposta. Certo (non voglio nascondermi dietro un dito), nel pormi quelle domande facevo trasparire il sospetto che tu non fossi pienamente consapevole del contesto in cui ti eri cacciata. Perché se invece sapevi benissimo dov’eri e qual era il significato di quella passerella, la mia critica dovrebbe rivolgersi anche a te. Secondo me (opinione personalissima) non è bene che una ragazza si faccia strumentalizzare da un partito politico che propaganda idee intrise di chiusura, egoismo e razzismo. A meno che non sia d’accordo con tali idee, nel qual caso la mia critica politica si rivolgerebbe anche a lei.

    Alla fine scrivi una frase molto vera: la colpa del fatto che voi ragazzi e ragazze non siate informati sugli argomenti “Padania” e “Lega” non è del tutto vostra. Però potrei risponderti: non del tutto, ma un pochino sì.

  5. “Le generazioni cambiano, ma la scuola rimane sempre uguale a se stessa”.

    Così diceva il mio professore di filosofia. E aveva ragione secondo me. L’istruzione (sostanzialmente uguale dagli anni 70) viene ricevuta peggio dalle nuove generazioni che hanno capacità cerebrali completamente differenti (non meglio, non peggio, semplicemente diverse) di quelle di 20-30 anni fa.
    Più olistici, ipertestuali e immediati, meno mnemonici e riflessivi.

    Così come la politica.
    Mi ha molto stupito ieri vedere al TGR la nuova coordinatrice giovani del PD accusare a cuor leggero di qualunquismo “i giovani”.
    Il suo è qualunquismo.

    Io, che ho 25 anni, appartengo ad una generazione a cavallo tra l’era del citofono e quella di internet. Tra la seconda e la terza superiore il modo di comunicare (e quindi di pensare) è stato rivoluzionato da cellulari ed internet. C’è un abisso tra prima e dopo.

    Personalmente credo che il fatto sia positivo in senso lato. Il nuovo è sempre meglio, però deve essere applicato come si deve.
    Non è così.

    Si pensi al nuovo ordinamento universitario, quello dei crediti.
    Lì è ben visibile lo scollamento tra la realtà dei giovani e la scuola.
    Tanto che era meglio il vecchio ordinamento.

  6. Poi. Non mi pronuncio sulla Secci, che conosco e stimo.

    Poi. Non riesco a resistere all’autocelebrazione e chiedo scusa per quanto sto per fare.
    Questo è il mio articolo dell’anno scorso (credo) su Miss Padania uscito per la Gazzetta Matin, uno dei miei preferiti (chissà se posso fare questa cosa):

    “Il nuovo cocktail dell’estate? Ragazze in bikini e Lega Nord.
    Certo, l’equazione può sembrare un po’ strana, ma si sa: la Lega è una di quelle forze politiche molto attente a quello che dice la gente comune (magari al bar, talvolta dopo qualche bicchere) e abile ad accarezzarne il padano ventre.

    Sulla stessa linea il discorso d’apertura del deputato Angelo Alessandrini prima dell’inizio del concorso (che sarà volutamente e con buon senso libero da retoriche politiche): apertura con paragone tra ragazze “vere” e Vladimir Luxuria, no agli immigrati clandestini, no alle tasse e al governo, “questa è casa nostra e non deve essere musulmana” e chiusura sulle mitiche gesta di un qualche indipendentista Trentino.

    Il concorso, presentato e organizzato dalla delegata Anna Parisch (molto alla mano), premiava le prime tre ragazze (Piemonte / Valle d’Aosta) che approderanno alla selezione finale per Miss Padania (la finalissima passerà su Rete 4), assegnando alcune fasce.

    Pluripremiata Mary Carvelli (barista, 23 anni, di Valperga in provincia di Torino) sì è aggiudicata il titolo di La Mia Miss, votata dal publico col cellulare e di Miss Camicia Verde, assegnato in seguito ad una originale sfilata delle Miss in Vespa, che, svoltasi al chiuso, ricreava fedelmente la nebbia padana. Ad Angelica Quatela (studente liceale, 18 anni, di Candelo in provincia di Biella), la fascia di Miss Sole delle Alpi donata alla ragazza che “meglio rappresenta la Padania in crescita”, in effetti pare che questa, oltre ad essere piuttosto affascinante, militi nelle file leghiste: non è, dunque, arrivato il momento giusto per sostituire Borghezio?

    Ultima e più importante miss premiata (un po’ perchè aostana un po’ perchè la sua fascia aveva il nome del concorso) Angie Chicco, ventenne, ha un negozio di dolci ad Aosta. Angie è già una modella, sguardo intenso, attento, ha fatto già alcune campagne pubblicitarie (Infasil su scala nazionale), aspira al mondo dello spettacolo, soprattutto alla recitazione, come la quasi totalità delle concorrenti, non partecipa a Miss Padania con intenti politici.”

    Chiedo scusa per la prolissità.
    Prima dimenticavo una causa importantissima della difficoltà dei giovani di cogliere e comprendere l’attualità: 20 anni di Mediaset.

    Lorenzo Piccinno. (mi firmo per farmi riconoscere dal direttore)

  7. Salve a tutti,
    sono Andrea Monegato, ho 26 anni, e sono il fidanzato di Giorgia Moriondo, avendo letto quanto scritto in questo blog mi sento in dovere di rispondere.

    In primis mi rivolgo al sig. Calì, il quale già gode della mia stima per aver creato questo blog, in più, dal breve sguardo datogli, non per l’orientamento politico, ma bensì per la sua diretta espressione di quello che pensa, senza nascondersi, ma firmando con nome e cognome ogni sua parola.
    Già questo non è facile a trovarsi, però vorrei chiederle sinceramente qual’era il fine e a cosa volesse arrivare pubblicando queste parole riguardo l’articolo uscito sulla Stampa.

    Io vedo tutto quanto con molta semplicità, vedo Giorgia, una giovane e bella ragazza, proveniente da una famiglia che le ha trasmesso giusti e sani principi di educazione e di vita, che ha partecipato ad un concorso di bellezza con il solo obiettivo di poter fare un’esperienza nuova in questo ambito. Non ha sicuramente dato peso al fatto che fosse il concorso di Miss “Padania”, ma solamente al fatto che è un concorso e punto, e che gode di buona importanza in questo ambito.

    La ragazza non ha minimamente pensato alla politica, a Bossi, alla Padania, a Berlusconi, e quant’altro, di questo sono sicuro.
    Adesso torno alle sue parole sig. Calì, lei fa una critica alla Stampa, azzeccata secondo il mio punto di vista, in effetti la superficialità con la quale l’articolo è stato redatto è dimostrata già dal titolo nel quale si parla di camicia verde, quando invece Giorgia è stata eletta miss sole delle Alpi, oppure da eventuali domande come lei dice bene sul concorso che non state fatte, però sinceramente se devo calarmi nel personaggio del lettore di questo quotidiano, da giornalista mi verrebbe molto facile scrivere di questo evento senza tirare in mezzo la politica ma esclusivamente nell’ambito dello spettacolo, non crede che così sia tutto piu facile?
    Questo è sbagliato, ma le posso dire che ad un eventuale intevista, Giorgia avrebbe risposto “a tono” ad eventuali domande sulla politicità del concorso, sulla Lega e tutti gli ideali che questo partito rappresenta.

    La maggior parte dei lettori sfortunatamente non arriva a fare una critica come lei, o come potrei fare io, infatti è palese che questo concorso sia una “strumentalizzazione” politica, per fare propaganda politica in tv, per tentare di avvicinare al partito giovani ragazze che magari fino a quel momento hanno visto la politca con disinteresse e raccimolare qualche voto in più alle elezioni. E’ così, però posso dirle che avendo partecipato di persona a questo concorso, Giorgia come buona parte delle altre ragazze presenti, non pensavano a questo concorso come “strumento politico”, ma hanno affrontato questa esperienza divertendosi, passando delle belle giornate tra coetanee e vivendola con la giusta spensieratezza che può avere una ragazza di 17/18 anni.

    Vorrei anche scagliare una freccia in difesa di Giorgia, la quale in diretta su rete4 ha criticato i “media” e l’informazione ad una domanda posta da Emilio Fede (la quale poi è stata tagliata in parte, per motivi che può facilmente capire), per fare una NETTA distinzione tra questo concorso, con tutti i suoi strascichi politici, e la cultura personale di Giorgia. Lei non la conosce, e non penso possa permettersi di giudicarla, sta studiando, sta formando la sua cultura, sta cominciando ad interessarsi alla politica e all’economia dell’ambiente che la circonda, con grande volontà, però non me la sento davvero di accusarla di aver parteciapto ad un concorso di bellezza politicamente schierato.

    La discussione riguardo la politica,argomento che gode di un mio grande interesse e i media, potrebbe continuare per molto perchè penso ci sia parecchio da dire, anzi probabilmente più da criticare, però il mio intervento era esclusivamente mirato a difendere la posizione della mia fidanzata Giorgia Moriondo, come ha potuto vedere non mi sono neppure schierato politicamente ma ho cercato di fare un’analisi oggettiva della sua argomentazione.

    Concludo infine col dirle che per come ho visto le ragazze partecipanti al concorso, non penso proprio che si siano fatte strumentalizzare dal partito della Lega, ma se ne sono disinteressate altamente, quindi la sua critica politica penso proprio che possa cadere.

    Saluti,

    Andrea Monegato

  8. @Andrea
    Il mio articolo aveva lo scopo di criticare il modo con cui anche i giornali più seri e autorevoli trattano un’operazione propagandistica come quella di Miss Padania. A Giorgia non rimprovero nulla se non un pizzico d’ingenuità. Ma sarebbe grave se una ragazza di diciannove anni non ne avesse.
    Volevo inoltre far notare come anche le invenzioni ideologiche più improbabili o assurde possono essere impresse nell’immaginario popolare ripetendole incessantemente e rinforzandole con l’invenzione di riti e tradizioni. Berlusconi ha messo in atto queste tecniche di manipolazione del consenso sfruttando le sue televisioni, Bossi ha seguito strade più “rozze” ma altrettanto efficaci.
    Detto questo, dalla sua risposta al mio articolo ho capito che Giorgia è una ragazza intelligente, e che non aveva espresso le sue idee solo perché nessuno gliele aveva chieste.

    @El Pì
    Sia tu sia Giorgia (tra le righe, quando dice che le colpe della disinformazione non sono tutte dei giovani) tirate in ballo la scuola. Io sono un insegnante e penso tu abbia ragione. Quasi da un giorno all’altro, in un certo anno dell’inizio del secolo, è cambiato il modo di comunicare e di conseguenza di apprendere da parte dei ragazzi e delle ragazze. A questo salto enorme e improvviso gli insegnanti non erano preparati, e non lo sono tuttora. Forse non lo saranno mai più.

  9. Mi permetto di intervenire anch’io in questo interessante dibattitto che va al di là della persona coinvolta.

    Stiamo parlando del sistema complessivo dell’informazione e del ruolo che ognuno di noi gioca in questo sistema.

    Non si può sostenere che partecipando a Miss Padania non si è consapevoli di partecipare ad una manifestazione politica, tra l’altro Giorgio Moriondo ha dimostrato nel suo post di non essere nè una sprovveduta nè una aculturata, chi è la Lega Nord e cosa propone le è certamente chiaro.

    E’ stata una scelta consapevole o si è fatta trascinare dagli eventi?
    Si parte per scherzo e ci si trova Miss Sole delle Alpi sulle pagine dei giornali ed ai tg, può essere.

    Se la Sig.a Moriondo non condivide il pensiero leghista forse non avrebbe dovuto partecipare al concorso ma non per questo va lapidata, apparire e la ricerca della notarietà sono gli obbiettivi più gettonati dei nostri tempi. Molti giovani sono disposti a fare ben di peggio, lo vediamo quotidianamente nei programmi TV e su youtube.

    Sui giornalisti caciaroni ……………

  10. Salve a tutti,
    vorrei rispondere a Dario m. Carmassi, chiarendo e sottolineando NUOVAMENTE che la critica “tra le righe” riguardo alla partecipazione al concorso di Miss Padania è nuovamente fuori luogo o comunque non vista dalla giusta posizione.
    Come dici tu, Giorgia Moriondo non è una sprovveduta, aggiungo io che non è in cerca di notorietà, ma è solamente una bella ragazza che è stata inserita da un amico, che ha una piccola agenzia di modelle locale, in questo concorso, sapendo che a Giorgia piacerebbe un domani sfilare.
    Non capisco cosa ci sia di “cattivo” nella sua partecipazione a questo Concorso senza guardare il lato politico, ma mi viene naturale, conoscendola molto bene, apprezzare e condividere il fatto che abbia voluto fare questa esperienza esclusivamente sotto l’aspetto del divertimento, del confronto con altre ragazze sue coetanee e per vedere una realtà nuova ai suoi occhi.
    Questa discussione ha perso di significato, e già dalle nostre prime risposte il sig. Calì ha compreso e avuto un pò di chiarezza sulla posizione di Giorgia.
    Voglio chiudere dicendo che lei non è assolutamente la persona che brama dalla voglia di fama e notorietà nel mondo spettacolo, anche perchè viste le “doti naturali” in suo possesso, se fosse davvero così, sarebbe già a Milano a bussare ogni porta di Agenzia per cercare uno spiraglio che la porti nel mondo dello spetttacolo.

    Per una volta, anzichè criticare la politica e i giornali e fare quelli per partito preso “contro” a tutto e tutti, guardiamo questa cosa come una ragazza valdostana che in un concorso di bellezza, a confronto con altre bellissime ragazze, ha conquistato il secondo posto, e siamo contenti per lei.

    Andrea Monegato

  11. Salve, sono Laura Secci. Leggo da giorni i vostri commenti sul mio articolo e ciò che mi stupisce maggiormente è l’indignazione condivisa quasi da tutti sulla ” mancanza di domande poliiche” alla neo Miss Sole delle Alpi
    ( preciso che l’informazione relativa alla presunta vittoria della fascia di Miss Camicia Verde mi è stata comunicata dall’agente della signorina Moriondo, non di certo una mia faziosa nè onirica preferenza). Il 14 agosto 08 scrissi un articolo, sempre sulle pagine regionali de La Stampa e che pare nessuno di voi ricordi, che ironizzava sui requisiti necessari a concorrere per il titolo Miss Padania . Detto ciò, il signor Calì, che non conosco ma che ringrazio per volermi insegnare il mestiere di giornalista, ha supposto che per me così come per la redazione nella quale lavoro sia normalissimo “ciò che quindici anni fa – cito il suo intervento- avrebbe fatto scompisciare dalle risate i lettori”. Vede, non tutti ritengono che strumentalizzare l’esperienza di una giovane studentessa per attaccare un concorso di bellezza, a mio parere molto discutibile (come lo è ancora di più il partito che lo promuove) sia il modo più corretto di fare giornalismo.
    Leggendo le domande che secondo lei avrei dovuto porre alla ragazza (Sentirà l’orgoglio di avere sangue padano? Sarà fiera della sua nazione, la Padania? Avrebbe partecipato con uguale entusiasmo anche a un ipotetico concorso di Miss Razza Ariana, o Miss Anti Rumeni, o persino Miss Ronda?) confesso che le trovo retoriche e scontate. L’idea che mi sono fatta di Giorgia Moriondo è quella di una ragazza che ha solo voluto mettersi in gioco partecipando ad UN concorso di bellezza, non a QUEL concorso spinta da un’irrefrenabile passione padana. Quindi, ho ritenuto inopportuno e fuoriluogo leggere la sua esperienza in chiave politica e caricare ingiustamente sulle sue spalle un onere che non le spetta.

  12. in una regione come la nostra, dove TUTTO (lingua, etnia, tradizioni, storia, cultura, autonomia, ecc.) viene ormai strumentalizzato ad uso POLITICO da un potere quasi unanime nell’imporre un “pensiero unico” ed a divulgarlo ed inculcarlo in tutte le forme possibili, perché ci stupiamo tanto se la Lega ci copia? Siamo di fronte a due micronazionalismi fratelli, ognuno figlio, a suo modo, del ventennale (e oltre, direi ottocentesco)nazionalismo (ogni azione suscita una reazione uguale e contraria).
    Siamo persino riusciti a strumentalizzare POLITICAMENTE un ignaro ed inconsapevole stambecco albino!

  13. @Signora Secci
    Non voglio insegnare niente a nessuno. Rifletto su ciò che leggo, esprimo pareri, prendo posizione, chiamo le parole e le cose con il loro nome. E “polemizzo”, se è il caso. Capisco che in una regione cloroformizzata queste pratiche, normali in democrazia, destino meraviglia e provochino sconcerto. Si è persa l’abitudine alle libere discussioni e tutto si confonde in una melassa informativa indistinta.
    Lei resta così colpita dal fatto che un lettore osi criticare un suo articolo, che finisce per reagire in maniera scomposta e fuori misura. Addirittura prende seriamente quelle domande (fiera del sangue padano?, ecc) che nel mio post ho chiaramente utilizzato come iperboli satiriche.
    Non avrei certo preteso che lei “strumentalizzasse l’esperienza di una studentessa per attaccare un concorso di bellezza”. Mi sarei aspettato, piuttosto, domande utili a soddisfare le prevedibili curiosità dei lettori, i più informati dei quali sanno perfettamente che quello non è un semplice concorso di bellezza, così come lo sa lei (mi perdoni se non ho letto il suo articolo di agosto, magari ero in vacanza). Mi sarei aspettato domande volte a verificare il grado di consapevolezza della studentessa sul fatto di essere stata pesantemente strumentalizzata. La strumentalizzazione è di chi l’ha usata a fini politici, non certo del giornalista che fa le domande. Se lei le avesse posto quelle domande, tra l’altro, la studentessa avrebbe potuto dimostrare (come ha fatto qui) di avere delle opinioni, e i dubbi miei e di altri lettori sulla sua possibile adesione alle idee leghiste sarebbero stati fugati.

  14. dimenticavo: qui in questa valle ormai ogni mucca, ogni capra, ogni modzon è già strumentalizzato POLITICAMENTE.
    cosa rimane ancora da strumentalizzare?

  15. Gentile Signor Calì,
    mi dispiace che non riusciamo a sintonizzarci sulla stessa frequenza. Io non ho preso alla lettera le sue domande alla Miss, ne ho colto il carattere provocatorio che ne ha volutamente esasperato i contenuti. Aggiungo che non sono colpita del fatto che qualcuno osi criticare il mio articolo, ci mancherebbe, sono felice che sia servito da spunto di riflessione. Il mio essere stupita si riferiva al fatto che ci si aspettasse un’impronta politica in un articolo che raccontava solo di un’esperienza personale. Ben vengano gli articoli di critica sulle proposte avanzate dalla Lega Nord, ci sarebbe molto da discutere. Tra queste, il concorso ritengo francamente sia la meno pericolosa.

  16. Secondo il mio punto di vista comunque, stiamo solo perdendo tempo…non capisco perchè soffermarsi e criticare così pesantemente un semplice articolo d giornale che in sè non ha nulla di negativo. Mancano domande politiche? Beh, forse in questo caso do ragione alla signorina Laura: era un concorso di bellezza, nulla di più. è vero, utilizzato per far propaganda politica (questo è la definizione che darei, non credo sia addirittura una strumentalizzazione), ma per noi partecipanti era un modo per avvicinarci a questo mondo, tanto amato, è vero, ma anche per vivere situazioni diverse, imparare da esperienze nuove qualcosa di utile. Io, ad esempio, ho imparato molto, davvero. Oltretutto è giusto così: l’articolo si è focalizzato su ciò che il concorso mi ha portato. Non mi sembra il caso di aggiungere domande riguardo la politica, anche perchè, ripeto, noi ragazze partecipanti non eravamo lì per un interesse politico. Gli organizzatori stessi del concorso ci hanno sempre detto: <>. Sicuramente ci sono anche aspetti negativi, in quanto, come dice lei, Vincenzo, quelle poche e monotone domande poste ci hanno fatto sembrare un pò troppo stupide, non hanno fatto capire agli altri, a chi ci ha sentite parlare in tv o a chi ha letto articoli di giornale, che dietro un bel fisico c’è dell’ altro. Nella nostra scatola cranica non c’è segatura ma c’è un cervello, che è giusto mettere in risalto. Sono d’ accordo quindi con entrambi, con Laura per alcuni aspetti, con Vincenzo per altri. Però non mi sembra il caso davvero di condannare la signorina per un suo articolo. Io non ci vedo nulla di troppo sconcertante e non vedo proprio il motivo di farne una strage. A me va benissimo così, a Laura pure e credo che nessun lettore si sia lamentato per il fatto di non aver trovato mie opinioni politiche o robe varie.
    Ora credo si stia esagerando con questa storia, anche perchè si sta parlando, ma è uno straparlare, perchè non si arriva a nulla, nessuna conclusione, nessun punto in comune. E allora perchè non finirla? O se no andiamo a berci tutti insieme un buon caffè discutendone tranquillamente…🙂

  17. @ Signora Secci (forse dovremmo essere meno formali)
    Direi che abbiamo chiarito bene le nostre rispettive posizioni. Resto dell’idea che un'”esperienza personale” vissuta in una manifestazione come quella non possa (non debba) essere disgiunta dai suoi risvolti politici.

    @Bruno
    Hai ragione, è risaputo che Bossi è stato formato dall’unionista Salvadori. Visto che l’operazione di inventarsi un popolo era già riuscita qui, perché non ripetere il tutto più in grande?

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