Effetti collaterali (2)

borluzzi

Giancarlo Borluzzi, l’uomo politico al centro della scena regionale, il più evocato al Conseil Fédéral dell’Uv, ha battuto un colpo, anzi tre.

20 pensieri su “Effetti collaterali (2)

  1. alcune cose, qui in VdA, se non le dice Borluzzi, non le dice nessuno perché non c’è nessuno che ha il coraggio di dirle. E’ più comodo, invece di rispondere alle sue argomentazioni, appioppargli l’etichetta di “fascista” che, forse, meglio si addirebbe a tanti di quelli che la usano nei suoi riguardi.

  2. Io ho sollevato alcuni problemi . Si aprirà un dialogo o sempre con la testa sotto la sabbia , accettando la ” Regione etica ” che pensa per tutti , versione locale dello Stato etico attaccato da Fini al congresso fondativo del PdL ma lodato ( il Fini ) da Perron che o non ha letto i giornali o i resoconti integrali su internet oppure segue il gettonatissimo sport de nostra tera consistente nel prendere un salame/discorso , affettarlo e poi mangiare alcune fette del salame/discorso buttandone via altre ??

  3. @Bruno
    Mi pare che anche io e te in questo spazio qualcosa diciamo, o no? Con pazienza, magari tra cinquant’anni…
    (Ti rimando, per esempio, a quanto feci firmare a Donzel in cambio del mio appoggio alle primarie del Pd)

    @Giancarlo
    Come giustamente dice Bruno, sei stato usato da sempre dall’Uv come utile contraltare. Siccome tu eri “il fascista”, chiunque facesse discorsi simili ai tuoi era zittito in quanto “fascista”. Anche al Conseil Fédéral il tuo nome è stato evocato per dire che l’Uv stava per fare l’accordo con i “fascisti” (metto le virgolette perché il dibattito in questi termini mi sembra, ed è, surreale). Per questo trovo molto divertente la situazione creatasi in questi giorni. La tua irruzione sulla scena con l’intervista alla Stampa (che in questo periodo pare in palla, giornalisticamente parlando) è molto utile a smascherare l’inconsistenza politica (nel senso più alto, perché in quello più basso invece vanno fortissimo) del partito egemone in Valle.
    Voglio dire questo. La questione che preme davvero all’Uv e ai suoi servetti è quella economica: “la roba”, i soldi che Roma ci concede assai generosamente. La roba è in grave pericolo, a causa del progetto di federalismo fiscale. E con essa è a rischio il mantenimento del costosissimo sistema di potere unionista, basato sullo scambio (e quindi mafioso, l’ha detto il Presidente della Camera Gianfranco Fini). E’ probabile che tutto si risolva in una bolla di sapone e/o in un pateracchio all’italiana, ma è indubbio che un equilibrio nuovo nella distribuzione delle risorse dovrà essere trovato, e la Valle d’Aosta sarà costratta a rinunciare a qualcosa. In questa fase, da questo punto di vista, per l’Uv è utile intrattenere buoni rapporti con i decisori romani. L’accordo per le europee, che ovviamente non porterà nessun parlamentare europeo alla Valle, serve a questo. Sicuramente questa manovra è accompagnata da altri avvicinamenti, giocati a livello personale, a livello “occulto”.
    Tutto il resto, compreso il dibattito sul fascismo, sulla cattura di Chanoux, sull’abbraccio con la Mussolini e Borluzzi, ecc. fanno parte del teatrino (miserrimo) della politica locale. Come ogni testo teatrale, può essere affidato alla pura fantasia, magari di un “ideologo” à la carte come Joseph (Giuseppe) Rivolin. Tanto è finzione, dibattito vuoto, utile solo a sviare l’attenzione dalle vere questioni.
    Nell’ambito del teatrino, la tua intervista alla Stampa paradossalmente sarà usata dagli avversari dell’accordo Uv-Pdl (Viérin padre e figlio e altri rimasugli, mi par di capire, cioè la fazione più autenticamente ideologizzata) per dire: vedete?, ci siamo messi nelle mani del fascista Borluzzi. Ciò non toglie che tu faccia benissimo a continuare a dire ciò che pensi, come hai sempre fatto.

  4. @Vincenzo
    sono convinto che fra cinquant’anni gli unici a occuparsi dell’UV saranno gli storici: storicamente ha già esaurito da tempo il suo ruolo e la sua sopravvivenza è dovuta unicamente alla posizione di potere e di controllo che ha saputo costruire e mettere in piedi con complici vari, oltreché alla mancanza e debolezza di credibili e serie alternative.
    Già oggi l’UV non ha più nulla in comune con l’UV delle origini, nemmeno il peuple a cui si rivolge, che è ormai tutt’altro, e deve ogni giorno arrampicarsi sui vetri per giustificare la sua presenza e la sua politica.
    Prima o poi si sgonfierà come una bolla di sapone.

  5. Sicuramente Bruno e Vincenzo vogliono dialogare , mi riferivo a dialoghi tra lorsignori nella stanza bottonara . Un concetto vorrei invece chiarire a Vincenzo . Che la Valle sia pecuniariamente iperprivilegiata dallo Stato è certo ; che molti denari arrivanti ad Aosta andrebbero invece indirizzati nel mezzogiorno è altrettanto certo ; è poi certissimo che grazie ai privilegi statali si è creato in Valle il regime che noi tre abbiamo il coraggio di denunciare . Ma a me preme fondamentalmente denunciare/combattere un altro aspetto che ritengo preminente : l’insopportabilità di una ” regione etica ” che pensa per tutti , che indica gli obbligati riferimenti per tutti , che parla di etnie ( nell’UV è stato costituito un ” comitato per l’etnia ” , mai dichiarato in pensione ) comprendendo tutti , calabresi alla Calì e friulani alla Borluzzi non esclusi , in un calderone che viceversa non contiene nessuno , manco i due Vierin , che etnicamente non si differenziano da Calì e Borluzzi . “Regione etica ” che finge esistente una francofonia qui cremata da tempo nonostante la sua imposizione scolastica ; che si dichiarava federalista , ma che , appena un briciolo di federalismo appare all’orizzonte , difende coi denti l’assistenzialismo statale più nullificante . Voglio dire , Vincenzo , che a me fa vomitare l’ipocrisia che qui imperversa , ipocrisia alla base dello strumentalizzare i residenti affinchè vi sia la parvenza di una non discontinuità tra i residenti di due secoli orsono e quelli attuali . I pallonari , per far colpo sugli sprovveduti , mi hanno definito nemico del francese , elemento fondamentale per definire la continuità o meno col trapassato locale , mentre io dico solo che ciascuno deve studiare le lingue che ritiene personalmente le più in linea col suo DNA , anche se la sua scelta non coincide con quella che l’Union Valdotaine vorrebbe veder imposta a tutti . Io non limito la libertà di chi ha il francese nel cuore ( in bocca non l’ha più nessuno ) , parimenti non voglio che mi si metta tra i piedi ciò che reputo a me estraneo . Io predico la libertà , che è altro dall’integralismo e dalle strumentali imposizioni di chi si illude di essere un padrone di casa . Sul localismo ci possono essere tre posizioni : chi ama il localismo e lo incentra sulla Valle d’Aosta ; chi ama il localismo e lo incentra sulla sua regione di origine , Calabria o Lazio o Friuli che sia ; chi considera il localismo un’estraniamento dall’oggi e ha visioni nazionali o continentali o mondiali . Tutte e tre queste posizioni hanno diritto di coesistere , senza che nessuno tenti di imporre la sua visione come camicia di forza per tutti . Torno a bomba : la difesa sfacciata delle elemosine statali è biasimevole , ma , caro Vincenzo , è peggiore l’imposizione culturale attuale che si vorrebbe perpetuare col folkloristico principio dell’intesa Stato-Regione per le modifiche dello Statuto regionale , alias via libera all’UV affinchè blocchi quanto non è congeniale alla sua politica e venga mantenuto lo status quo , fotocopia in salsa valdostana dell’Iran degli ayatollah . Sul fascismo : i miei critici identificano il fascismo con la sopraffazione ; posto che quest’ultima è gradita a chi vuole imporre i percorsi culturali a tutti mentre io sono per la totale libertà di ciascuno di autodeterminarsi come meglio crede , è evidente che sopraffattori/fascisti sono coloro ai quali io sto sul piloro , mentre io sono un micro-Cavour post litteram in questa regione ove la scissione dal reale è un obbligo per chi vuole essere gradito al ” potente ” .

  6. Il fatto è che la “regione etica” è lo strumento più importante in mano ai nostri “lorsignori nella stanza bottonara”, come li chiami tu. Senza la Grande Finzione ideologica, da inscenare per gabbare i politici nazionali (ma ormai alle fesserie ideologiche locali non crede più nessuno), non sarebbe più giustificata l’Autonomia Speciale.
    Quando affermo che le questioni vere sono altre intendo dire che si parla del Fascismo per far dimenticare l’Unionismo, che usa gli stessi mezzi: indottrinamento dei cittadini-sudditi (a cominciare dalla scuola dell’infanzia), obbligo di sottomissione al Pensiero Unico per chiunque voglia lavorare, aprire imprese, far carriera di qualsiasi genere; punizione di chi si oppone al sistema (togliendogli il lavoro, sbarrandogli le strade, facendogli il vuoto intorno, ecc.), controllo dell’informazione, censura dei libri scomodi, impossibilità di cambiare il partito al potere con un’alternanza democratica…
    Si parla della dittatura di sessantacinque anni fa per sviare l’attenzione da quella di oggi.

  7. avete evidenziato in modo chiarissimo uno dei problemi di fondo della miserevole politica valdostana. Non posso che sottoscrivere: personalmente sono valdostano purosangue, conosco e amo sia il francese che l’italiano, la mia lingua materna è il patois, ho imparato sia l’italiano che il francese a scuola, come lingue scolastiche, eppure, siccome non mi sono adeguato al pensiero unico dell’UV, sono considerato un “traditore della patria” (caveri a suo tempo), sono stato emarginato sul lavoro, minacciato di morte, e vivo da emarginato in un paesino di montagna (in questi paesini, l’emarginazione è addirittura un fatto fisico, ieri mi raccontavano cose analoghe per Arvier, ma la situazione è generale).

  8. Per Vincenzo.

    Non è vero che “Senza la Grande Finzione ideologica, da inscenare per gabbare i politici nazionali (ma ormai alle fesserie ideologiche locali non crede più nessuno), non sarebbe più giustificata l’Autonomia Speciale”. Riporto qui ciò che scrissi sul Forun che la Regione aveva attivato ai tempi della Commissione per la revisione dello Statuto.
    CIAO

    Pur essendo assai lontano dalla sua parte politica mi trovo a condividere l’opinione di fondo dell’amico Giancarlo Borluzzi che da tempo ha concentrato tutta la sua attenzione nella battaglia contro l’affermazione dell’esistenza di una minoranza etnica in questa Regione.
    In un territorio dove la popolazione vive e parla in italiano e dove non esiste caratteristica alcuna che differenzi la popolazione locale dal resto d’Italia, voler continuare a fondare la domanda di autonomia su queste autoattribuite caratteristiche è, a mio parere, non solo sbagliato ma anche dannoso e forse suicida. Continuare a motivare la domanda di autonomia con l’inesistente specificità linguistica ed etnica permetterebbe a chiunque lo volesse di venire qua a dimostrare che i presupposti non esistono e ad attaccare il regime di autogoverno con ragioni più che sostenibili.
    Sarebbe invece molto più corretto (ed inattaccabile di fronte a qualunque detrattore) affermare l’esistenza di un diritto inalienabile di ogni popolo all’autodeterminazione, e quindi del diritto della nostra comunità ad essere libera di governarsi da sé già solo ed esclusivamente per il fatto di volerlo.
    Un presupposto, quindi, liberale e democratico, che prescinde dalle qualità del soggetto esigente la propria autonomia e che si fonda invece sull’affermazione di un diritto universalmente riconosciuto: quell’autodeterminazione dei popoli di cui tutti si riempiono la bocca quando si analizza lo scenario mondiale, ma che nessuno ricorda più quando si tratta di discutere dei fatti di casa nostra.

    Té capi’ ?
    Corrado

  9. Va be’, chiamala comunità o come ti pare, il senso è lo stesso, chiamalo “gruppo di persone.

  10. L’audeterminazione di ogni “comunità” è il preludio a massacri di tipo jugoslavo. Teniamoci gli stati come sono oggi, che è meglio. Casomai rimpiango il declino dell’Europa politica.

  11. Non centra molto , comunque giovedì 24 sono in Bosnia – Erzegovina per 12 giorni e poi riferirò sul frutto dei capolavori jugoslavi frutto di certe ideologie .

  12. su indicazione informale ma perentoria dell’UV, il valdoPdL, su parere conforme dell’italo PdL, provvederà in serata a “giustiziare” Giancarlo Borluzzi, incompatibile con l’UV (in piazza Littorio, ora piazza della Repubblica?)

  13. Grazie dell’invito al blog,anche se di parole ansiose
    oltre i pensieri,le idee,le delusioni sono piene le cronache.
    °°°
    Ciò che conta è la democrazia odierna,quella eufemistica
    del cittadino,elettore,contribuente che prima dell’elezione
    chiede a destra ed a manca e poi produce con il modo di agire
    tipo “voto di scambio” gli effetti politici,sociali,economici ecc.
    che critichiamo tutti i giorni.
    °°°
    So che molto di ciò che ciascuno di noi pensa è passibile di querela,
    ma è strano che l’arma più importante del controllo su ciò che fa la politica
    (anche in termini di danni) sia semplicemente sanzionato a posteriori da una Corte dei Conti che deve avere poteri in via preliminare.
    °°°
    Per contribuire ad essere più chiaro su tanti temi che ci “impagliano”
    invio l’ultimo pezzo pubblicato nelle lettere alla Stampa,che come solito per ragioni di spazio viene tagliato, e contribuendo così a salvare il manovratore dalle meritate di critiche,di supermanager che pochi ancora gli riconoscono.
    °°°
    Grazie dell’ospitalità per “AUTONOMIA FLAMBE’E”.
    Cordialità
    Enrico Fabbro
    328 5761000
    °°°
    AUTONOMIA FLAMBE’E

    La Val d’Aosta occupata dal megalomane potere politico autarchico, patisce la sua prigione di privilegio egoistico, maximautonomia in cattività di fortune ed oppressioni storiche, vessata da condizioni ambientali, sociali e politiche non sempre eccitanti né limpide.
    °°°

    Un mix di evidenti ragioni per non salvare l’analogia di privilegi fra autonomi assunti storici ,per essere contrari a perpetrarne questo clichè di utilizzo a qualsiasi costo, contro il diritto e il buon senso.
    °°°
    E non è secondario anche il farneticare dei nostri parlamentari rispetto alla negazione della nostra rappresentanza in Europa,elencando prerogative e privilegi,competenze ed assunti geo-politici inesistenti, che ha impedito fin’ora alla democratica-economia-autonoma ad esprimersi con il vero volto.
    °°°
    Il monolito politico in auge ed i tanti utili satelliti coesi e costosi, vince sugli stessi suoi sostenitori, a qualsiasi parrocchia appartengano e sui cittadini divisi, disuniti e disuguali.Cristallizza un’economia già condannata dall’asfissia pubblica parassitaria nella grande fabbrica dei raccomandati obbedienti di mamma regione. Dirige con sfrontatezza nepotismi nel racket dei lavori pubblici, produce effetti disastrosi di bilanci negativi senza futuro riassunti in 50 società partecipate regionali di cui 49 in debito cronico nonostante si sbandierino a parole condizioni di opportunità uguali per tutti.
    °°°
    La verità è che l’autonomia politica affaristica oggi ci tappa ancora la bocca con quattro” buoni benzina”,con una indennità di bilinguismo camuffata da cultura,pagata non solo per non parlare francese, ma anche per non vedere scandali, speculazione, abusi, violenze, intimidazioni, per non sentire l’onta della vergogna e dell’ingiustizia, non ascoltare le discriminazioni a destra, lo sfruttamento e la manipolazzione a manca, per non rompere le scatole al manovratore.
    °°°
    Non possiamo continuare a fidarci dell’ inefficienza e disattenzione politica per burocrazia,fisco, giustizia ecc., come perequazione fondante i privilegi all’autonoma valdostana repubblica delle fontine che millanta credito da mafia di montagna fonduta e aggravata dall’incipiente federalismo fiscale incontrastabile ed incoincidente nella ripartizione di risorse che non produciamo.
    °°°
    Cosa hanno fatto i responsabili politici per gli “autonomisti”, narcotizzati dal clima di fazione tribale in cui sono stati costretti, per ridurre spese inutili e abbattere privilegi.
    I valdostani capiranno a loro spese l’elevato costo dell’autonomia come indiani in riserva, assistiti da una casta politica sempre così affettuosa e che pensa a tutto, che toglie a ciascuno l’entusiasmo per affrontare la realtà ed andare avanti con le proprie forze ,il senso del diritto, del merito e del rischio; oggi è la Valle d’Aosta che ci chiede di fare qualcosa per lei e non il contrario com’è stato fin’ora con questa autonomia oramai flambée.
    °°°
    .

  14. causa maltempo, l’esecuzione di giancarlo borluzzi è stata rinviata a data da destinarsi.

  15. Potrei scrivere un romanzo collegandomi all’ultimo post di Bruno . Io sono sempre io , mi sono solo spostato da un lato a un altro della montagna per arrivare in vetta prima . Pls , believe me .

  16. Io sono esperto di montagne in generale e , nel caso specifico , ti assicuro che il timore da te adombrato non ha motivo di sussistere . Believe me , pls .

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