Le lingue languono

Il corso di Lingue e Comunicazione per il territorio, l’impresa ed il turismo dell’Università della Valle d’Aosta non ha raggiunto il numero minimo di iscritti. Malgrado ciò, “il Senato Accademico e il Consiglio dell’Università hanno ritenuto di approvarne l’attivazione“.
Bontà loro, i due organismi hanno anche provato a spiegare il perché. Dicono che hanno deciso tenendo conto “della possibilità di attivare specifiche azioni di promozione e orientamento“. Per essere esperti di lingue, non è che si siano espressi molto chiaramente, e poi non siamo mica laureati in lingue, noi. Però con un po’ di sforzo possiamo cercare di capire. In pratica, direi, dovrebbe funzionare così. Si comincia all’insegna del chi c’è c’è, chi non c’è non c’è. Poi, in corso d’anno, si attivano specifiche azioni. Ma specifiche quanto? Individuali? Si cerca di convincere (promuovere e orientare) qualche iscritto ad altri corsi, magari a psicologia, a cambiare indirizzo? Con quali mezzi di convincimento? Certo, viene da pensare, se le specifiche azioni non dovessero avere successo, il prossimo anno bisognerà dire qualcosa di convincente allo sparuto gruppo di iscritti: abbiamo scherzato, il corso è cancellato, ma niente paura, vi abbiamo trovato un posto a psicologia.

14 pensieri su “Le lingue languono

  1. Finchè le lingue in VdA vengono impiegate esclusivamente nei direttivi di alcuni partiti, la vedo dura a promuoverle.
    Il francese è il linguaggio della retotrica politica, di comunicare con i francesi non se ne parla, troppo diversi.

  2. Si sente effettivamente un gran bisogno di un corso di lingue inteso come “Comunicazione per il territorio”.
    In questi giorni molti amici dell’Union me l’hanno comunicato.
    La farsa del voto bulgaro al Comite’ molti sanno come è nata e cresciuta.
    Fatevi raccontare le indicazioni che erano arrivate dalle varie sezioni.

    Poi, ovviamente la storia si trasforma e ci trasforma.

    Rimane, forse, il cuore. Ed è sulle pulsioni del cuore che molti si stanno interrogando.

    La trasformazione passa necessariamente attraverso la perdita di identità e la ricerca del nuovo diventa difficile poichè il nuovo che abbiamo a disposizione non è altro che un pupazzo vestito di vecchi abiti pitturati con colori sgargianti ma ormai consumati.

    E’ stato compiuto un nuovo passo verso il futuro.

  3. @ ghianda
    potresti spiegarti meglio per i non addetti ai lavori?
    cosa intendi per “comunicazione per il territorio”?
    cos’è stata questa farsa del voto bulgaro del Comité e quali erano le indicazioni arrivate dalle sezioni dell’UV?
    (l’unica cosa che abbiamo capito è che queste elezioni europee qui in VdA sono una farsa di cui sarebbe meglio non rendersi complici rimanendo semplicemente a casa).

  4. @ ghianda . Vedo con piacere che ti poni interrogativi . Quello che invece mi lascia perplesso è che mi sembri ( chiedo perdono se sbaglio a interpretare il tuo post sibillino in quanto ora evidenzio ) propenso a che qualcuno individui percorsi da far deglutire a tutti , volenti o nolenti . Il mondo corre e ciascuno interpreta come meglio ritiene ogni aspetto in cui si imbatte . La sommatoria delle libere scelte , in qualsiasi campo , determina , a posteriori , il giudizio sulle caratteristiche della Regione in quel campo . Non si stabilisce a tavolino ciò cui devono adeguarsi le persone , non siamo nell’Iran degli ayatollah e in Valle non esistono Corani locali validi per tutti . Ciascuno è libero , tra le persone civili , di interpretare il nuovo come meglio crede e , sull’identità , questa esiste , se esiste , di per sè , non perchè si veste a forza qualcuno di caratteristiche che non ha ma farebbe comodo a qualcuno che avesse .

  5. @Bruno
    Preciso, come più volte ho già fatto, di non essere per nulla un addetto ai lavori.
    L’espressione “comunicazione per il territorio” è stata da me utilizzata agganciandomi al post di Calì sulla facoltà di “Lingue e Comunicazione per il territorio”.
    Mi sembrava simpatico l’esempio di come, a volte, pur mancando i numeri concreti si possano mandare avanti progetti che sembrano ( e forse lo sono) un pò bizzarri.
    Forse ho solo frainteso o forse mi è stato riferito male, ma mi risulta che l’opposizione sull’apparentamento con il Pdl negli incontri delle sezioni fosse a larga maggioranza la scelta più logica.
    Credo che l’astensionismo colpirà duro; le percentuali misere dei votanti del 2004 (63%) saranno, a mio parere, massacrate.

    @ Sig.Borluzzi

    Sono d’accordo ma capovolgo le partenze.
    Non è necessario essere in Iran per capire che spesso le decisioni finali vengono amabilmente fatte trangugiare come le nostre madri ci davano amabilmente l’olio di merluzzo al mattino in nome di una futura purificazione gastro-intestinale.
    E allora bisogna poi vedere quanti saranno disposti a chiudere gli occhi, tapparsi il naso e mandar giù l’apparente plebiscito.

  6. penso anch’io che il buon caveri non riuscirà a convincere molta gente a turarsi il naso prima di andare a votare.

  7. Il paradosso delle lingue morte in una regione che deve il suo benessere (esogeno) alla presunta ricchezza linguistica, ha aperto una discussione più allargata. Interessanti le allusioni di Ghianda, che ha assunto da un po’ di tempo a questa parte uno stile profetico. Le sue frasi sono ricercatamente sibilline. Lascia intendere di sapere cose che noi non sappiamo, e prevede grandi cambiamenti, senza però dirci quali, né facendoci capire quando e come arriveranno. D’altronde non s’è mai visto un profeta che parli chiaro.
    Non è detto che abbia torto. La grande speranza del Galletto pare tramontata e la restaurazione dell’Uv di Rollandin trionfante. Però ci sono alcuni segnali tipici della fine di un impero, che potrebbe arrivare per cause esterne, una volta scongiurate quelle interne (almeno in apparenza). L’alleanza con il PdL è un sintomo di debolezza e paura. La macchina da soldi fondata sulla Grande Finzione rischia di essere gravemente compromessa, e il regime tenta il tutto per tutto per non perdere la benzina (i soldi dello stato) che lo ha alimentato fino a oggi. Per far questo rinuncia a un atto importante della Commedia: la contrapposizione al fascismo (sottilmente diverso dall’antifascismo). Ma quando da una rappresentazione ben architettata si elimina uno dei capitoli, la credibilità dell’insieme vacilla. Anche la proposta di La Torre (partito unico degli “autonomisti di centro”) è una crepa significativa. E’ la confessione dell’inesistenza di una reale sovrastruttura ideale o ideologica. E’ la messa a nudo di una macchina politica dedita soltanto al mantenimento di un potere fine a se stesso. E’ un sintomo, grave, della possibile fine di un impero. Chiama a raccolta tutti gli eserciti del Pensiero Unico, per combattere tutti insieme la Grande Minaccia: il federalismo fiscale, la fine dei privilegi di una regione mantenuta, ingorda e ovviamente ingrata.
    Sono segnali che il fascismo di oggi, l’unionismo, potrebbe non essere tanto lontano dalla fine.

  8. E’un off topic il mio , ma dove altrimenti piazzarlo ? Nel suo blog , accedere al quale comporta l’insieme procedurale necessario per entrare nella Corea del Nord ( mentre si entra qui proprio come a piedi in Svizzera dal Grande ) , Luciano Caveri dimostra la conoscenza delle montagne tipica di ogni unionista nell’ultima discussione proposta . La perla : secondo lui ci sono discussioni tra Svizzera e Italia relativamente ai loro rispettivi confini nella parte che va dal Cervino al Monte Rosa , confini che erano storicamente identificati dalla cresta di frontiera ( e fino qui nulla da ridire ) , ma ora con la deglaciazione tale cresta ( Furggen , Breithorn , Dioscuri , Lyskamm, Parrot e avanti fino al Nordend , ma questo lo aggiungo ovviamente io ) non permetterebbe più di identificare una linea sicura di confine . Chiunque abbia un briciolo di esperienza alpinistica e frequentazione montana resta allibito davanti a tale esternazione : che i ghiacciai si ritirino ( e soprattutto in Valle , posta nella parte sud delle Alpi ) è indubbio , ma questo non ha per nulla cambiato la morfologia montana alla base di quell’ovvio modo di delimitare i confini italo-elvetici . Anche di questo passo , fra 100 anni la cresta sarà un modo perfetto per determinare i confini in questione . Altro problema è quello della proprietà del Monte Bianco , causato da carte d’antan , ma nella discussione in merito Caveri non espone giudizi , lasciando al confine delle vallate di Cervinia- Champoluc – Gressoney il compito di indicare se lui è più bravo in windsurf/pesca subacquea /circumnavigazione di capo Horn oppure nel traversare dal Dent d’Herens alla Dufour .

  9. a borluzzi.
    se sarà il caso dichiareremo guerra anche alla Svizzera! l’acqua dei ghiacciai è petrolio bianco! forse vogliono rubarci l’acqua!

  10. Altro off topic . Ci sono le celebrazioni anselmiane , comprendenti un certamen , competizione culturale in più tappe . Oggi pomeriggio c’è stata la finale , prova scritta di 5 ore tra i 4 candidati rimasti in gara . Ha vinto tale Federico Borluzzi , mio parente strettissimo . Ciò posto , unito al fatto che la regione “autonoma ” in cui ci troviamo ha avuto bisogno di me , friulano , per correggere i 151 errori della guida dei rifugi montani valdostani , dedurrei che qualcuno dovrebbe smetterla di parlare di etnia valdostana nel modo noto … E domani il capo giunta premia un Borluzzi ancora più italiano di me … Chiedo scusa , ma la faccenda non è solo personale , è indicativa di altro …

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