A proposito di falsi miti…

renate

Dice che…

l’Alto Adige è schiacciato dal conflitto d’interesse, che c’è un partito che domina da 60 anni e lo sta soffocando, che il bilinguismo ha ucciso la meritocrazia e piegato la sanità e la giustizia, che la sua economia è vischiosa come la sua politica. Dice persino che è «una regione incestuosa», governata sempre dalla stessa gente e dalle stesse famiglie di lingua tedesca. Eccolo il miracolo Bolzano: un vecchio malato di cancro che non smette di ballare sulla tolda del Titanic.

(Renate Holzeisen, candidata dei Verdi alle Europee a Bolzano, a Pierangelo Sapegno della Stampa)

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4 pensieri su “A proposito di falsi miti…

  1. SVP e UV: due regimi dittatoriali tollerati in nome di un’ideologia e di una visione “nazionalista” dell’autonomia.

  2. e che delusione il P(i)D(onzel), che sembra già pronto, subito dopo le europee, a perdonare all’UV la scappatella con il PdL, pur di conservare qualche assessorato in qualche Giunta comunale!
    e invece di cercare di capire continua a fare la vittima!
    ma probabilmente è meglio per me abbandonare definitivamente queste miserie e dedicarmi alla raccolta di francobolli, senz’altro più gratificante e meno deprimente!

  3. Il futuro è donna.
    Così sembra anche in questo caso.
    E lo è nel modo più semplice possibile.
    Questo articolo relativo a questa Renate Holzeisen è facilmente collegabile al “caso” di Deborah Seracchiani che ha vuto cos’ grande scalpore nelle file dell’addormentato partito democratico.
    Cosa dicono in definitiva queste belle espressioni del gentil sesso?

    Nulla di sconvolgente. Nulla di così rivoluzionario.
    Eppure scatenano pulsioni che paiono d’altri tempi.
    Una partecipazione anestetizzata dalla complicatezza e dall’incomprensione dei messaggi del gruppo dirigente.
    Riportano i partiti con i piedi per terra mettendo spesso il coltello di quell’enorme piaga che è l’allontanamento della partecipazione.

    Semplicità, immediatezza nei contenuti ma soprattutto chiarezza nelle prese di posizione.

    Una ricetta che sembra così lontana dai manicaretti sofisticati dell’attuale cucina delle varie forze politiche.
    Senza cadere nel populismo, senza formule scontate ma con la volontà di riportare il discorso nei termini concreti delle basi da cui era partito.

    A livello locale noi abbiamo sentito levarsi questi urli già alcuni anni fa.
    Speravamo fosse la volta buona per la creazione di qualcosa di nuovo che non c’è stato perchè i nuovi disegni richiedono tempo per trovare la carta giusta sulla quale esprimersi.

    Ci sono però buone probabilità che con un Pd valdostano ormai distrutto (per propria volontà), con una sinistra inesistente, con le nuove forze autonomiste che sembrano cibo precotto e con il malessere che emerge chiaramente in molte sezioni dell’Union la nuova stagione della politica riesca a partorire quel topolino che l’elefante teme così tanto.

    Salut et courage.

  4. parafrasando Saviano
    ma come si può continuare a voler bene ad una regione che, invece di ringraziarti per il lavoro svolto, di demansiona per ben sette anni senza dartene la minima spiegazione?
    ma come si può continuare a voler bene al proprio paese natio la cui amministrazione comunale ti accoglie minacciando di morte te, i tuoi figli e tua moglie per motivi inconfessabili?

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