L’inceneritore di notizie

inceneritoreLa campagna del Comitato Rifiuti Zero, dell’Associazione Diritto al Futuro, di Legambiente, di VdaVive, dei Verdi, di Italia dei Valori e di singoli cittadini come il sottoscritto, che  si sono opposti sin dall’inizio all’ipotesi sciagurata del megainceneritore, nel quale il governo regionale intendeva bruciare la discarica di Brissogne, ha ottenuto uno dei suoi scopi.

La Giunta, infatti,  ha fatto una parziale marcia indietro. La discarica di Brissogne non sarà più bruciata. È un’ottima notizia, perché si sarebbe trattato dell’unico caso al mondo di un’operazione estremamente avventata,  pericolosa per la salute dei cittadini.

Però le notizie diffuse dai mezzi d’informazione, secondo le quali il governo regionale avrebbe rinunciato alla costruzione di un inceneritore, sono semplicemente FALSE.

In realtà, il governo regionale l’inceneritore lo costruirà comunque.

Ne ho avuto conferma partecipando ieri sera al dibattito che si è svolto nella sala Aurora dell’Immacolata, moderato da Roberto Cavallo, con Giovanni Agnesod dell’Arpa, Michele Bertolino di Legambiente Piemonte, Fabrizio Roscio del Comitato Rifiuti Zero e l’assessora all’ambiente (da me ribattezzata assessora all’inceneritore) Manuela Zublena.

A mia precisa domanda, l’assessora Zublena ha dovuto ammettere che i rifiuti saranno comunque bruciati in un inceneritore.

L’idea sembra essere questa: realizzare un impianto (si parla della tecnologia semisperimentale denominata Thor, che vari esperti considerano una bufala) per la produzione di Cdr (combustibili da rifiuti) di buona qualità, per poi bruciarli in un inceneritore. Non più quello enorme previsto a Brissogne, ma uno più piccolo, alimentato da Cdr di migliore qualità, da installare ad Aosta, per alimentare il teleriscaldamento.

Perché i mezzi d’informazione valdostani mentono ai lettori, scrivendo che non sarà costruito l’inceneritore?

4 pensieri su “L’inceneritore di notizie

  1. INCONTRO DI IERI SERA

    1. Ma se un “pool di tecnici” prima dice che e’ una cosa giusta e poi dice esattamente il contrario… forse non sono tanto tecnici?
    1bis. Gli possiamo chiedere i soldi indietro per la “consulenza”?
    1ter. Non sarebbe il caso di cambiare il team di consulenti?
    1quater. Non sarebbe indispensabile affiancare al pool tecnico-politico una figura come quella dell sig.Bertolino, che – ieri sera – ad ogni domanda ha dato una risposta chiara e non politica?

    2. Il CRZ ed i vari partiti politici possono ufficialmente chiedere all’ass.Zublena di impegnarsi personalmente a far si’ che si proceda alla realizzazione di un impianto per la produzione di CDRQ mediante Trattamento Meccanico Biologico e che tale combustibile venga impiegato in un forno gia’ esistente e a sostituzione di un combustible piu’ inquinante (tipo carbone), evitando un impianto di combustione in VdA?

    3. Costi quel che costi: ass. Zublena, vuole portare la raccolta differenziata almeno al 65%?

  2. Nel dibattito di ieri sera non si è detta una cosa importante (un’altra!): i tecnici interpellati devono essere assolutamente esenti da qualsiasi conflitto di interessi. Se la giunta chiede a un tecnico di dare un parere sulla questione “inceneritore sì o no”, e questo tecnico sa che in caso di risposta positiva sarebbe inserito tra i tecnici progettisti, o tra i consulenti della gestione dell’ipotetico impianto, è molto probabile che propenda per il sì, in modo da garantirsi lauti guadagni per gli anni futuri.
    I tecnici devono essere al dissopra di ogni sospetto. Chi dà il parere deve sapere che nel futuro non lavorerà per la regione, né per le società coinvolte nel progetto.

  3. nascondersi dietro i pareri tecnici è leggermente patetico.

    La politica deve assumersi le proprie resonsabilità.

    I tecnici non solo cadono, spesso e volentieri, nel conflitto di interessi evocato da Vincenzo ma vengono incaricati per studi di fattibilità con il tacito mandato di costruire un dossier a sostegno di una scelta già fatta in funzione di interessi precisi.

    Gli esempi si sprecano, basta pensare agli ampliamenti dell’Ospedale e dell’Aeroporto, in entrambe i casi chi ha redatto gli studi ha dovuto fare le acrobazie per arrivare a delle conclusioni che smentivano tutto quanto precedentemente argomentato.

    Per l’aeroporto abbiamo la coincidenza di entrambe le due sistuazioni, l’incarico di progettazione è stato affidato alla stessa società che aveva predisposto il bussiness plan!

    Il problema non sono i tecnici, che viaggiano con il motto sempreverde “tengo famiglia”, ma i politici che approcciano le questioni non per risolverle ma per favorire una soluzione che crei vantaggi economici per persone “amiche”!

  4. Ma Giovanni Agnesod è il figlio di Gino, ex assessore alle finanze, ora impegnato con Renouveau in Bassa Valle?

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