Il Galletto dove lo metto?

Nel voto valdostano, quanto hanno pesato le motivazioni di ordine nazionale rispetto a quelle regionali? Un indicatore significativo è la percentuale di preferenze del candidato in rapporto ai voti della lista:

Galletto
l’80%ha dato la preferenza a Louvin

Vallée d’Aoste
il 78% ha dato la preferenza a Marguerettaz

Partito Democratico
il 51% ha dato la preferenza a Donzel

Rifondazione Comunista
il 46% ha dato la preferenza a Bortot

Italia dei Valori
il 26% ha dato la preferenza a Vezza

Si possono ipotizzare motivazioni prevalentemente nazionali nel voto per Italia dei Valori, molto forti anche nel caso di Rifondazione Comunista e del Partito Democratico.
Più motivato da considerazioni regionali, com’è ovvio, il voto per Vallée d’Aoste e Galletto.
Anche per questa ragione, il confronto tra questo voto e quello regionale, o addirittura comunale, è assai poco significativo. Così come non ha fondamento il tentativo di Donzel di assumere il voto al Pd come un’approvazione per la sua politica a livello regionale. Nel 2004 la lista Uniti nell’Ulivo conquistò il 13,6% senza affiggere manifesti né fare comizi, e senza candidati valdostani. Nel momento in cui si radicalizza lo scontro e le elezioni vengono presentate come un referendum pro o contro Berlusconi, gli elettori sentono il richiamo identitario e manifestano il “voto utile”.
Difficile anche capire se questo voto possa incoraggiare l’ipotesi di partito unico del Galletto. Il risultato elettorale è stato positivo, tanto che Louvin si è presentato sulla soglia del parlamento europeo (e forse ci entrerà nell’ultimo anno di legislatura se Gianni Vattimo o Sonia Alfano saranno eletti al parlamento nazionale), ma non è agevole capire la composizione del voto di lista. Quanto ha pesato la fronda interna all’Uv per un apparentamento non apprezzato da buona parte della base?

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15 pensieri su “Il Galletto dove lo metto?

  1. Oggi mi è successa una cosa strana ma emblematica del clima che si respira nel sottobosco politico valdostano.
    Un “amico” appartenente con paraocchi all’UV ha cominciato ad inveirmi contro con frasi del tipo: “ecco adesso voi del galletto siete contenti? potevamo mandare tranquillamente uno dei nostri (i famosi nos-atre) al Parlamento Europeo ma con la vostra testardaggine adesso siamo tagliati fuori”. “Ma dove pensate di arrivare? Cosa pensate di ottenere?” ecc.ecc.
    Quello che mi ha stupito è la violenza verbale che a dire il vero era più nei termini del volume di voce che non nella qualità dei termini utilizzati.

    Siamo al guado. Molti amici già mi avevano espresso il cambiamento di clima che è passato dalla tiepida osservazione al rovente giudizio.

    In molti comuni della Bassa Valle l’analisi del voto è chiara.
    Molti abbandonato per l’ennesima volta l’indicazione di Avenue des Maquisards per quel galletto che, partito come spina nel fianco, sta prendendo corpo raccogliendo i mugugni autonomisti e le delusioni del PD.

    Quale corpo si riuscirà a scolpire nel marasma generale?

  2. Il voto europeo è spesso in libera uscita. Bisogna vedere quanti dei voti “presi in prestito” dal Galletto questa volta resteranno nei momenti elettorali più… decisivi.

  3. Caro Vincenzo,
    forse la tua analisi può essere vera se applicata proprio per le elezioni del 2004 quando Uniti nell’Ulivo rappresentava il lo strumento di una riscossa nei confronti di Berlusconi e una tappa del percorso di costruzione del risultato del 2006. In quell’occasione il vento era a nostro favore. Io penso, invece, che la spiegazione del risultato del Pd sia, anche se non sarai d’accordo, proprio il lavoro intenso sul territorio fatto in questi mesi (quante iniziative politiche sono state organizzate dal Pd su svariati temi…) e la scelta di presentarsi agli elettori da soli. Magari mi sbaglio e saranno anche altre le ragioni, ma è difficile immaginare una ragione “nazionale” quando in tutto il paese la sconfitta è pesantissima e dell’ordine medio del 7%. In Vda il Pd guadagna sul 2008 il 3,5%. Solo qui si è risposto all’adunata antiberlusconiana? Probabilmente il Pd è stato scelto da una parte dell’elettorato unionista scontento per la svolta a destra e da una parte del mondo cattolico che ha ricominciato a vedere in questo partito una opzione credibile (vedi il risultato dell’UDC). Certo ha perso voti verso il Galletto in relazione alla tua posizione e a quella di altri compagni che hanno fatto scelte analoghe ma probabilmente ne ha anche guadagnati dato che rispetto al 2008 il Galletto perde quasi 3000 voti che non si spiegano solo con la presenza della lista di Rifondazione e della Bonino. Del resto la tua stessa previsione “felina” era ben lungi da immaginare una tale performance e francamente io stesso davo più credito alla gatta… Ma tantè… Per questo penso che il risultato del Pd è anche un giudizio sulla linea politica di questi mesi… Tra l’altro andrebbe detto anche, che non è del tutto corretto paragonare le preferenze tra liste con un candidato solo e liste con 19 candidati tra cui scegliere anche se non cè dubbio che il dato di Marguerettaz è assai significativo. Avendo battuto, in negativo, anche Grimod (che fu messo alla gogna) e avendo rifiutato l’offerta di ricercare un candidato comune fatta a tutti dal PD la loro spiegazione non sta in piedi. E’ interessante l’esperienza di Ghianda. Questa ostentata tranquillità pubblica e questo nervosismo in privato testimoniano la loro debolezza… Si stanno aprendo le contraddizioni e forse è ora di metterle un po’ più in luce. Chissa cosa succederà… Puoi chiederlo alla gatta?

  4. ciao fabio, volevo dire qcs di simile sull’incongruenza e quindi l’imparagonabilità di risultati tra liste in cui si possono esprimere 3 preferenze su 19 candidati e liste a preferenza unica con 3 o 4 opzioni di scelta … ma a questo punto il mio timore è di venir tacciato come protasoniano di ferro … 😀
    vorrei aggiungere inoltre che la campagna del PD è stata molto più incentrata sul tema dell’Europa, sulle opportunità che offre, sull’importanza di esserci, piuttosto che a fare quadrato intorno ad un candidato alla ricerca del voto utile per la valle d’aosta …
    queste sono le differenze macroscopiche che riscontro e che possono giustificare una simile disparità di risultato.

  5. cara ghianda, a me invece è successo qcs di molto simile alla manifestazione per il 25 aprile ad Aosta, ma da parte di un’esponente delle Comunità Alpine che con inaudito rancore augurava le cose peggiori al PD e a Donzel … beh immagino sia rimasta delusa … tanto più che nel suo paese di origine il PD, invece di perderli, ha acquisito consensi … 😀

    gli arrabbiati sono un po’ ovunque; i partiti sono fatti di persone, ma i comportamenti del singolo non possono essere estesi in automatico a tutto il partito, sarebbe ingiusto … il buonsenso dice che ognuno è responsabile di ciò che dice e di come lo dice …

  6. @Fabio
    Confrontare i dati delle regionali con quelli delle europee è un’operazione davvero singolare. Come confrontare pere con patate. Prova a spulciare tutti i giornali nazionali di questi giorni e ti accorgerai che a nessuno è venuto in mente di farlo. Il voto amministrativo locale è di natura completamente diversa da quello nazionale ed europeo.

    I raffronti seri (quantomeno con un certo grado di ragionevolezza) sono stati fatti, da tutti, tra il voto europeo 2009, quello europeo 2004 e quello delle politiche 2008.

    Del tutto fuori luogo anche la tua considerazione sui 3000 voti persi dal Galletto rispetto alle regionali del 2008, sia per le ragioni dette prima, sia perché non ha senso ragionare in termini di voti assoluti vista la notevole diversità nell’affluenza al voto nei due casi e il numero di liste notevolmente superiore alle europee (15 invece di 7). Ovvio che con più elettori e meno liste il numero di voti a una singola lista aumenti in termini assoluti. Inoltre, nel valutare il numero di voti del Galletto alle regionali dimentichi che in quell’occasione faceva parte della coalizione anche Rifondazione Comunista (dentro l’arcobaleno).
    Buttando lì numeri a casaccio si può dimostrare qualunque cosa.

    Dunque il confronto deve essere fatto con le europee 2004 e con le politiche 2008. In queste ultime però il Pd si presentava sotto il simbolo del Galletto (del quale, come detto, faceva parte anche Rifondazione).
    Il confronto con le politiche 2008 è interessante, perché mostra come non sia cambiato praticamente nulla. Infatti:
    Il PdL aveva il 18,5% e alle europee è sceso al 14,5%. Ha ceduto voti all’Udc (2%), alla Lega (che ha guadagnato l’1,2%) e alle varie liste di destra;
    Vallée d’Aoste è passata dal 37,8 al 37,1. Quello 0,7% probabilmente l’ha perso anch’essa verso Lega e piccole formazioni non presenti alle politiche.
    Il Galletto è passato dal 39,1 al 31,3. Perde proprio quell’8% che alle europee hanno assommato IdV, Rifondazione e Radicali.

    Il voto al Pd di queste europee quindi può essere confrontato solo con quello delle europee 2004, e le mie considerazioni le ho fatte. Il mio parere è che 2500 voti presi siano di elettori che intendevano esclusivamente rafforzare il Pd nazionale. Molte persone mi hanno detto che avrebbero votato Pd senza dare la preferenza a Donzel, per marcare questa differenza. Li avevo avvertiti, conoscendo i miei polli, che il loro voto sarebbe stato usato contro di loro…

  7. a me sembrano pochine le preferenze a Donzel, tenuto conto di quel che leggo quotidianamente (Donzel qui, Donzel la) in altri blog e tenuto conto del culto della personalità che regna in quella scuola politica (tutt’altra cosa rispetto al Partito-Padrone di un Berlusconi o Di Pietro).
    Intanto il PD, in Consiglio regionale, a proposito di rifiuti, per essere sicuro di non sbagliare, continua ad astenersi: ma si può sapere quello che pensa?

    Marino Guglielminotti Gaiet, a proposito del PUD quartiere Dora, dice che non si trattava di un parere negativo (quello a cui non si è dato ascolto), ma di una semplice segnalazione di non opportunità di costruire.

    A Marguerettaz qualcuno ha sconsigliato di (cercare di) portare a termine il trenino di Cogne: che si incominci a rinsavire?

    Pareri contrastanti all’interno dell’UV: Rollandin dice che l’apparentamento ha funzionato, Caveri e Viérin che non ha funzionato per niente. Ovviamente, come è di norma in politica, hanno tutti ragione.
    Il PD gongola e aspetta, in lista d’attesa: per intanto prosegue la sua masturbazione solitaria.
    Il futuro non sembra prevedere né qualcosa di buono, né qualcosa di nuovo.

  8. @Fabio e Emilio
    E’ perfettamente lecito confrontare le preferenze della lista Pd con quelle del Galletto. Per gli elettori, durante tutta la campagna elettorale, nella lista Pd è sempre esistito solo un candidato, Donzel. Manifesti, pubblicità sui giornali, ecc., propagandavano solo quel candidato, come fosse l’unico. Gli elettori più consapevoli, che sapevano dell’esistenza degli altri candidati, avevano comunque 3 scelte a disposizione. Tutti sanno che con 3 preferenze invece di una le preferenze ai singoli aumentano, dato che è possibile votare il proprio preferito più altri due magari indicati dal partito, per cui Donzel è stato casomai avvantaggiato.

  9. @Bruno
    Come potrai constatare, rispetto ai temi veri, quelli che toccano interessi reali, gli esponenti del Pd tacciono, oppure si distinguono per servilismo. E’ un partito senza opinione su nulla, se non sulla fuffa. Su questa spendono convegni e paroloni.

  10. per enrico bich
    se le tue doti poetiche e politiche sono tutte qui, ti consiglio di lasciar perdere il seguito.
    Non faresti ridere nessuno e ne andrebbe della tua già scarsa credibilità.

  11. “dove vuoi, ma tientelo tu che a me è indigesto…” disse il rospetto al mulo.
    e che ti aspettavi da uno con una così scarsa credibilità….?

  12. e invece guarda che bello,
    un simpatico stornello
    sulla storia di una galletto
    di un mulo ed un rospetto….

  13. è la storia di un manifesto e acclarato TRADIMENTO: quello del PD, che quando si è costituito ha promesso certe cose, poi ha tradito (secondo me scientemente, quindi in malafede) per bassi interessi.
    Donzel aveva affermato che si sarebbe occupato della segreteria del partito, qualche mese dopo lo vediamo candidato alle regionali, qualche mese dopo alle europee: un uomo solo allo sbando. Non è l’unico ovviamente.

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