Il cucùlo

Roberto Mancini sintetizza molto bene il risultato delle europee.

39 pensieri su “Il cucùlo

  1. ho letto anche i commenti. Mi pare che Fabio Protasoni viva sulla luna e non abbia alcuna conoscenza della realtà valdostana (al di là delle riunioni e dei comunicati ufficiali). Per quanto concerne Edoardo Bich, che invece tale realtà conosce senz’altro molto bene, beh … lasciamo perdere.

  2. scusate tutti
    ma edoardo bich è mio figlio (3 anni e mezzo…) ed era mio padre che non c’è più…..
    ma sì courthoud, lasciamo perdere, anzi quasi quasi lascia perdere tu che mi parrebbe meglio
    a meno che non si corra un campionato di dietrologia, allora tra te, calì e mancini vi giocate una medaglia d’oro per nulla scontata….
    appassionante…….. come un gp di f1

    saluti

    enrico bich

  3. io non ho proprio nulla da lasciar perdere e da perdere: non ho mai, volutamente, fatto politica, ma, come funzionario, ho conosciuto per lavoro, sia a livello regionale che nazionale, politici di ben altro spessore che non il suo (senza offesa):
    Lei parla di “idee e proposte vincenti del PD”: mi potrebbe elencare, qui in VdA, quali sono queste “idee e proposte vincenti del PD”? Io non vedo altro che parole, bla, bla bla, e, se vogliamo andare al concreto, un forte desiderio di tornare a letto con l’UV, per lo meno al comune di Aosta, e basta.
    E’ convinto di voler continuare a fare politica e di voler continuare a portar acqua agli interessi del PDonzel (che non conta nulla, dico Donzel), che è poi il PD del’ineffabile Alder Tonino(dia un’occhiata al suo curriculum politico) e soci (tra cui Lei) che continua a lavorare dietro le quinte (Alder Tonino).
    Altro che partito nuovo! Un partito che, appena nato, sa già di muffa. Per quanto riguarda il resto, se vi piace fare il giro dei mercati, dei bar, battere le strade, e contemporaneamente portare il cervello all’ammasso, fate pure: qualche voto in più lo prenderete senz’altro (non misuro la bontà di una forza politica dal numero dei voti che ottiene, altrimenti voterei UV o PdL).

  4. guarda nulla di più falso in quello che scrivi: non hai mai fatto politica? ma qui la fai… ogni tuo post è politico…. con la p minuscola ma è certamente “politico”
    con la p minuscola perchè nelle tue parole acide e rancorose non vedo altro che la frustrazione di vorrebbe ma non può, perchè tu, caro courthoud, tu sì che di credibilità ne hai poca. e guarda la credibilità in politica te la puoi guadagnare essenzialmente in due modi: promettendo e mantenendo, ma per quello ci vuole potere (e molto) cosa che io non ho, oppure mettendo la propria faccia (pulita) sui cartellloni in campagna elettorale, andando tra la gente a spiegare le proprie ragioni e i propri programmi, insomma mettendosi in gioco. ma tu quello non lo fai…. e no, caro courthoud, troppo comodo stare nell’ombra di un oscuro ufficio regionale a sentenziare attraverso il filtro anonimo della rete, troppo comodo fare lo stilita anarchico e distribuire bacchettate a destra e a manca senza mai sottoporsi al giudizio del prossimo tuo in un confronto veramente aperto, e no, così non si fa….
    o meglio così fa chi non può far altro….
    quanto a “tornare a letto con l’UV”, che brutta espressione….
    per andare “a letto” francamente preferisco altro….

    saluti

    enrico bich

    ps non cominciare anche tu con il lei, non attacca…

  5. già fatta, grazie.
    provi anche Lei, gliela consiglio, potrebbe servirle.
    A proposito dei risultati delle europee, a livello sia nazionale che regionale, vedo che tutto l’establishement della politica si dà un gran da fare per cercare di individuare chi ha vinto e chi ha perso.
    I numeri, le percentuali, i raffronti abbondano da ogni parte (ognuno utilizza quelli che gli fanno comodo).
    A me pare che, sia a livello nazionale che regionale,
    tenuto conto anche del crescente astensionismo (i cittadini ne hanno le palle piene di questa politica e di questi politici)
    tenuto conto, ad es. a livello regionale, che neanche più i fedelissimi dell’UV vanno a votare, oppure, se ci vanno, NON votano per Margueretttaz,
    che gli unici partiti che hanno avuto qualche voto in più hanno raccolto non voti di adesione, ma voti di scontento,
    hanno PERSO TUTTI, ha perso cioè TUTTA l’attuale CLASSE POLITICA, di sinistra, di centro, di destra, o come cacchio vi pare, e conseguentemente tutti gli OMINICCHI attualmente sulla scena politica.
    In un paese democratico non solo formalmente ognuno farebbe un esame di coscienza e ne trarrebbe le debite conseguenze.
    Ma questo paese non è il nostro, né la nostra valle.
    Anzi, adesso dopo averci rotto le palle per convincerci ad andare a votare per queste “assurde” elezioni, si stanno già muovendo per non lasciarci andare a votare ad un referendum, il più democratico dei voti.

    Se, come sembra affermare Bich, la bontà di una proposta politica non si misura sulla bontà e credibilità di un realistico programma politico, cosa che non si è assolutamente vista in questa campagna elettorale, ma si misura invece sul numero dei consensi, beh, allora c’è poco da dire:
    l’UV rappresenta il meglio per la Valle d’Aosta
    il PdL rappresenta il meglio per l’Italia
    e non parliamone più

  6. @bich:
    Premetto che ci siamo già incontrati: nell’ufficio dell’AAP.

    Quella volta che io, te e una decina abbondante di delegati di quello che dovrebbe essere “il centro sinistra” valdostano abbiamo abbastanza buttato nel cesso 2 ore della nostra vita a veder discutere il tuo partito e RC con VdA-Vive/Renouveau.

    Una discussione sullo scottante tema “è giusto o non giusto che sia presentato il simbolo del galletto alle europee se non ci sono dentro il PD e RC?”.

    Ora, mettendo da parte quella questione, volevo intervenire su un paio di cose dette nel confronto/scontro sul blog di Mancini.

    – Non credo che la questione del “pacchetto Viérin” sia interessante e non credo che questa volta abbia spostato granchè. L’analisi di Mancini è (come sempre) suggestiva, ma non ne vedo riscontri numerici/geografici.
    Credo anche che “il pacchetto Viérin” sia ormai sempre più etereo.

    – Il galletto poteva apparentarsi con una sola forza tra le tre che avevano liste (Pd, IdV, Rc). Quindi per forza di cose due di queste avrebbero corso da sole. Come avrai notato l’Idv, pur concedendo al Galletto di competere, ha portato avanti in maniera indipendente la sua campagna elettorale.

    Normale, normalissimo, le elezioni europee funzionano così, perchè la legge non permette nient’altro di credibile. Motivo per cui, da parte mia, non ho nessuna volontà di rinfacciarti nulla per questo.

    – Il punto è sempre lo stesso: il vostro rapporto con l’Uv.

    Magari è un problema vostro di comunicazione o forse mio di informazione, ma non riesco a capire che cosa effettivamente siate riusciti ad ottenere (per i cittadini) dall’essere presenti in comune ad Aosta assieme a “ceux-là”.

    Ultima cosa.

    Dirsi “riformisti” significa un po’ tutto, ma soprattutto un po’ niente.

    Dirsi “di governo” è pericoloso. Cosa vuol dire? Stare al governo a tutti i costi e con chiunque? Anche Mastella allora è “di governo”.

    Lorenzo Piccinno

  7. @El pì
    Alle tue considerazioni aggiungo questa: anche il Pd nazionale (che avrei votato anche stavolta se non fossi rimasto schifato da quello locale) è “di governo” e pure “riformista” (brutta parola, che non vuol dire nulla. Le riforme possono essere buone o cattive, dipende…). Eppure sta all’opposizione. Eppure dice no a tantissime cose (in ultimo, alla legge sulle intercettazioni). Per Tonino, Donzel, Bich & c., invece, non bisogna mai dire no a nulla. Me lo dicevano, nelle assemblee del Pd. Non bisogna dire no, sennò si diventa “massimalisti”, si entra nel “partito del no” come i verdi e rifondazione. E poi questa stupidaggine la mettono pure in pratica. Non bisogna dire no all’ampliamento dell’aeroporto, siamo o non siamo riformisti? Non bisogna dire no all’ampliamento dell’ospedale in pieno centro con cantieri perenni e soldi pubblici sperperati, siamo o non siamo di governo? Non bisogna dire no all’inceneritore in città, travestito da teleriscaldamento, siamo o non siamo di governo? Non bisogna dire no alla metropolitana cittadina, siamo o non siamo riformisti e di governo? Il partito riformista di governo deve dire sempre sì, quando si tratta degli interessi dei comitati d’affari. C’è l’occasione di partecipare alla spartizione della torta (molto appetitosa), la vogliamo buttar via? Ci dobbiamo fare scrupoli solo perché l’urbanistica della città viene violentata? Perché alla sanità pubblica vengono creati disagi e difficoltà a vantaggio di quella privata? Perché si avvelena l’aria senza che ciò sia necessario, moltiplicando i casi di cancro? Figuriamoci, su queste cose gli intrallazzatori potranno sempre contare sul nostro silenzio e la nostra collaborazione. Se proprio dobbiamo opporci a qualcosa, così, tanto per farci notare e poter far finta che in regione siamo all’opposizione, puntiamo su argomenti innocui, nel senso che non influiscono sugli interessi dei comitati d’affari: i provvedimenti sulla crisi economica (è mica colpa dell’Uv), le leggi sugli immigrati, ecc. (argomenti importanti anch’essi, ovviamente, ma credo si sia capito cosa intendo dire).
    Riguardo al “pacchetto Viérin” credo che Mancini sbagli a pensare a un complotto. Io penso a un fenomeno più spontaneo, nel senso che molti unionisti contrari alla svolta a destra dell’Uv abbiano voluto dare un segnale, per riportare il movimento al suo rapporto di collaborazione con il Pd-Ds-Pds-Pci (l’ordine inverso è voluto), partner ritenuto fedele, nel senso che ho esplicitato prima: manda giù qualsiasi cosa e obbedisce tacendo, basta garantirgli un rancio ottimo e abbondante. Tra questi unionisti, alcuni si sono astenuti, altri hanno votato Galletto (se non avevano vecchi rancori verso gli ex compagni di partito) e altri ancora hanno votato Pd. Non è certo un caso che subito dopo le elezioni sia Viérin sia Grimod hanno dichiarato che l’esperienza con il PdL deve ritenersi conclusa e che bisogna riconfermare la maggioranza al comune di Aosta.

  8. Esatto, e diciamolo pure ormai chiaramente. L’attuale PD, durante le sue infinite trasmutazioni e prima di abbandonare la Giunta regionale, qualche anno fa, ha fatto parte per più di dieci anni del Comitato di Affari regionale. Ha continuato e continua a farne parte nel comune di Aosta.
    Quasi tutti gli affari sopra elencati hanno le radici in quel periodo e i DS le avevano benedette.
    Sembrava, con estreme resistenze interne, che volesse chiudere quel capitolo di collaborazionismo. Sembrava, personalmente avevo qualche dubbio, e la nascita dei DP, se da un lato mi interessava, dall’altro mi lasciava aperte delle riserve, che i fatti avrebbero dovuto dissipare.
    I fatti non li hanno dissipati, li hanno confermati in toto.
    D’altronde, partecipare al banchetto per più di dieci anni con incarichi, posti di sottogoverno e quant’altro, e poi abbandonare tutto di colpo, non sarebbe stata cosa da poco.
    In quegli anni ero funzionario regionale ed assistevo quotidianamente alla ripartizione del pasto. Ho dei colleghi, amministratori DS in comuni vari, che potrebbero testimoniare quante volte ho loro detto: “Ma che cosa fanno questi DS? Ma stanno diventando peggio dell’UV! Il loro ingresso in Giunta (che avevo in un primo tempo salutato con favore), invece di migliorare la politica clientelare dell’UV, ha rovinato anche i DS! Ma non hanno un minimo di dignità e per lo meno di rispetto per la loro storia?”
    E’ andata così.
    Ora i PD (sigla che non meritano assolutamente, il vero partito democratico deve ancora nascere) locali, sono tornati all’origine.
    Non dicono di no a niente e dicono di sì a tutto (o stanno zitti).
    Un partito di cui c’è veramente da vergognarsi, come c’è da vergognarsi per come ha preso per i fondelli tanta gente.
    Un partito di furbetti all’italiana.
    Un partito di cui vergognarsi.
    Un partito da mettere all’indice.
    Un partito con cui non avere alcun rapporto, di nessun tipo.
    Il peggio della politica in VdA

    Tutto sommato, molto, molto meglio la politica di Rollandin.
    p.s. non sopporto i furbetti, i falsi, quelli che dicono una cosa e ne pensano e fanno un’altra.
    THE END:

  9. il punto è sempre lo stesso: il nostro rapporto con l’uv, il necessario rapporto con una forza di quelle dimesioni, sempre se il tuo obiettivo dichiarato è quello di governare la cosa pubblica, quello cioè di dare alla pubblica amministrazione l’impronta che deriva dalle tue idee, dal tuo programma.
    quando questo è possibile perchè c’è la dovuta affinità politico programmatica (come per esempio ad aosta), si fa, dove non esiste questo necessario ingrediente (come ad esempio in regione) non si fa
    punto e basta
    non si governa con tutti a prescindere
    non lo si è mai fatto e non si farà mai
    ad aosta, ed è solo un esempio, questa buona pratica di governo ci è riconosciuta a livello nazionale per quanto concerne le politiche di assistenza alla persona, indice di una cultura politica ben riconoscibile, la nostra…
    essere riformista non è necessariamente “essere per le riforme” tout court, è priincipalmente un metodo, una prassi politica e un atteggiamento filosofico opposti al masimalismo e al conservatorismo, questo per sgombrare il campo da un errore che calì spesso ci propina come verità incontrovertibile per giustificare la sua avversione per la parola e dunque per il metodo.
    esattamente come essere “di governo”: significa, caro lorenzo, avere come primo obiettivo esprimere capacità di governo dei cambiamenti attraverso la pratica riformista, il che non vuol dire dire sì a tutto, ma, al contrario, su tutto avere un punto di vista laicamente critico ma positivo, guardare cioè alla possibilità di migliorare ciò che viene proposto, senza porsi, preconcettualmente, contro, ed ove non si possa migliorare, dire semplicemente NO.
    esattamente agli antipodi di chi è conservatore, sia esso di destra o di sinistra. perchè anche a sinistra si annidano conservatorismi radicali e pervicaci.
    quanto ai no, cari tutti, se ne sono detti, ma molti non ricordano o non vogliono ricordare, non sanno o non vogliono sapere, fa troppo comodo farsi schermo di accuse campate per aria (“usi ad obbedir tacendo”) per mascherare il proprio vuoto politico (e di consensi…)
    e qui entra il discorso ospedale: io ero tra quelli, e non mi vergogno nè faccio retromarcia oggi, tra quelli che chiedevano un ospedale nuovo. ma non dalle pagine di qualche blog o dalle colonne di qualche giornale locale, no, con la mia faccia, a raccogliere le firme dei miei concittadini per promuovere il referendum e in consiglio comunale.
    l’esito lo conoscete tutti.
    l’argomento non ha interessato (e qui mi si dirà: l’uv non li ha mandati a votare, li teneva al giunzaglio, controllavano il voto, BALLE, quando il valdostano può votare lo fa, come nel 2006, ai referendum non l’ha fatto, punto e basta) pochi hanno votato e quei pochi sull’ospedale si sono espressi in modo assai più contraddittorio che per quanto riguardava gli altri quesiti.
    dunque io rispetto il voto dei miei concittadini, non cerco alibi, e mi rimbocco le maniche.
    l’obiettivo del nuovo ospedale è saltato? cerco di rendere migliore quello che è stato ormai approvato (in termini urbanistici generali) attraverso l’azione politica dentro e fuori dalle istituzioni….
    non mi riuscirà neanche questo?
    pazienza ci avrò provato con i mezzi di cui dispongo e con l’onestà con la quale ho sempre fatto politica, ma almeno non mi lagnerò contro il destino baro e crudele.
    quato poi ai famigerati comitati d’affari, scusate ma se sapete qualcosa, procedete come stabilisce la legge, se siete a conoscenza di reati contro la pubblica amministrazione perpetrati da esponenti del pd o di qualsiasi altro partito, recatevi senza posa dal pm di turno e DENUNCIATE….
    altrimenti, come si dice in altre occasioni, tacete per sempre
    il livore di chi si sente impotente perchè minoranza della minoranza della minoranza della minoranza mi interessa relativamente poco, ma le accuse buttate per aria come merda nel ventilatore che non servono a nulla se non ad alimentare gossip invece sì
    ripeto se qualcuno ha sentore di qualche reato, agisca di conseguenza, altrimenti taccia.

    saluti

    enrico bich

    ps: @lorenzo (OT): sei parente di antonio il prof di francese?

  10. ospedale: se non sbaglio ha vinto il sì per il nuovo ospedale, cioè il no al rattoppo dell’esistente.
    Chi non è andato a votare, come in ogni paese civile, dovrebbe adeguarsi alla maggioranza.
    Il quorum ai referendum è, non diciamo un’anomalia, ma una norma antidemocratica tutta italiana, che, se non verrà abolita, sarà la tomba dei referendum, cioè della democrazia diretta.
    E chi avrà seppellito i referendum? la politica, a cui evidentemente non piacciono e che ha tutti i mezzi per seppellirli (“pas de sens, pas devote”).
    1) Abolizione del quorum
    2) Proibizione alla politica di prendere posizione sui referendum: non li riguardano, riguardano i cittadini
    3) Informazione sul contenuto e le conseguenze dei referendum
    Con riferimento alle ultime elezioni europee, ci pensate se venissero annullate le elezioni in tutti quegli stati che non hanno raggiunto il 51% di elettori? E ci pensate perché invece qualcosa di simile deve invece succedere per i referendum?

    Al prossimo referendum che, se non verrà abolito il quorum, presumo sarà l’ultima volta in cui potrà esprimersi il voto popolare diretto, andrò senz’altro a votare, se non altro per fare un dispetto a questa politica.

    Comitati di affari: ma qual è quel fesso che lascia dietro di sé qualche traccia penalmente rilevante, anche se magari tutti sanno?
    Se qualcuno ogni tanto ci casca molto marginalmente, è proprio il più fesso.

  11. @Bich
    Parto dal fondo. “Comitato d’affari” non significa “associazione a delinquere”. In alcuni casi i due concetti possono coincidere, ma non è detto. I comitati d’affari influenzano la politica per favorire decisioni utili all’interesse di alcuni invece che della collettività. Prendere decisioni che favoriscano l’aumento del fatturato di alcune società non è illegale (se fosse un effetto secondario di una decisione presa a prescindere da questo e giusta per la collettività, non sarebbe neanche condannabile politicamente). Gli amministratori conoscono tutti i cavilli per mezzo dei quali è possibile assumere decisioni del tutto legali, quindi penalmente non rilevanti, anche se contrarie all’interesse dei cittadini. Un esempio è quello del teleriscaldamento (che in realtà sarà una centrale di generazione di energia). Tutto legale (per quanto a mia conoscenza: solo la magistratura ha i mezzi per verificarlo) ma sicuramente un’opera che nuocerà alla salute dei cittadini e arricchirà a dismisura un ristretto numero di persone. Un’opera assolutamente non necessaria, anzi dannosa (nel caso fosse stata assolutamente necessaria sarebbe stato lecito valutarne gli impatti negativi, considerarli costi inevitabili da pagare e decidere di procedere comunque valutando il rapporto costi/benefici. Ma così non è).
    Il governo dell’Uv, costituito dall’intreccio di tutti i livelli, dal regionale al comunale (che quindi non possono essere valutati separatamente, in quanto espressione dello stesso sistema di potere), è pesantemente influenzato dai comitati d’affari, legati a questo o a quel politico. Lo si capisce dall’assoluta mancanza di coordinamento tra le decisioni, prese in funzione dell’interesse di questi o di quelli, e non in seguito a un disegno globale di interventi utili alla collettività. Si fa la metropolitana, con decisione della regione e del comune, perché c’è la necessità di fare grandi tunnel, forieri di appalti molto interessanti (si muove l’economia, diciamo). A nessun politico interessato davvero al bene comune sarebbe mai venuta in mente un’idiozia simile.
    Riguardo all’ospedale (spero tu mi dia l’autorizzazione a parlarne, ero nel comitato) il referendum è stato vinto. Gli elettori non si sono affatto espressi “in modo assai più contradditorio”. Più che votare in maggioranza sì al nuovo ospedale cosa avrebbero dovuto fare? Volevi un disegnino esplicativo? E se eri convinto che la decisione di ampliare l’ospedale fosse sbagliata, ora non lo pensi più solo perché l’Uv ha impedito il raggiungimento del quorum con l’intimidazione degli elettori (alle politiche il voto non era controllabile, lo sai bene, al referendum sì)? Rinunci così facilmente alle tue idee?
    Ma ammettiamo che la maggioranza dei cittadini fosse contraria al nuovo ospedale (cosa tutta da dimostrare). Qui arriviamo alla prima delle tue ossessioni: il dominio della maggioranza.
    Dalle tue parole risulta sempre che ha diritto di parlare, e di manifestare le proprie idee e le proprie critiche, solo chi è in “maggioranza”. In questo sei pienamente berlusconiano. Ma questa aberrazione porta a conclusioni grottesche, a dir poco. Siccome Hitler aveva l’appoggio della maggioranza dei tedeschi, la minoranza della popolazione che gli si opponeva doveva accettare i forni crematori, e magari collaborare affinché funzionassero al meglio? Avremmo avuto i forni crematori riformisti? Doveva prendere atto dell’impazzimento generale e parteciparvi? E Gesù, tanto per dire, essendo in minoranza (erano in dodici, mi pare), avrebbe dovuto starsene zitto? Chi ha la maggioranza dei voti (se vogliamo tacere pure il fatto che siano conquistati in larga parte con metodi clientelari) ha il diritto di fare i suoi porci comodi, assecondato dal silenzio della minoranza? Hai uno strano concetto di libertà e di democrazia.
    L’altra tua ossessione è quella di “chi ci mette la faccia”. Io sono uno che ci ha messo la faccia, ma non mi sognerei mai di pretendere che chi non si sia mai candiato a un’elezione debba stare zitto. Allora i giornalisti, i politologi, i sociologi, gli editorialisti, gli economisti, i semplici cittadini ecc. che non si siano mai candidati (praticamente quasi tutti) non devono permettersi di commentare e criticare le decisioni del governo? Ogni cittadino ha il diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero, caro Bich. Un’opinione la si deve rispettare e discutere in quanto tale, ragionando sul merito di essa, e non in quanto espressa da un candidato alle elezioni o da un esponente della maggioranza.
    La tua visione è quella del perfetto “conformista”, non “riformista”.
    Cioè di colui che si adegua sempre all’opinione corrente, alle idee della maggioranza, e si agita solo quel tanto che basta per rimanere sempre e comunque a galla. Comportamento che può essere considerato saggio, per carità, e poi tieni famiglia anche tu. Capisco il tuo disagio, ma essere liberi dà più soddisfazione.

  12. partiamo dal fondo, caro calì
    dal conformista tanto per capirci
    ecco la tua di ossessione: l’anticonformismo, o meglio essere comunque contro, a prescindere dal grado di conoscenza delle cose.
    teleriscaldamento: ma cosa ne sai? hai mai visto uno straccio di progetto? o forse ti abbeveri solo alle fonti che preferisci, a prescindere dalle carte, quelle vere che costituiscono supporto tecnico alle scelte?
    vai a chiedere dove il teleriscaldamento (con parte anche di cogenerazione) è stato fatto e con ottimi risultati, anche ambientali.
    vai a vedere e poi dimmi…
    perchè se “giustamente” tu dici “visto che ci sono i comitati d’affari, almeno facessero ANCHE il bene della comunità”, io al contrario ti dico “nessun comitato, ma decisioni SOLO per il bene pubblico” a prescindere da quale ente e quale parte politica prenda tali decisioni.

    quanto poi alla mia presunta concezione della democrazia guarda mai minchiata maggiore fu pronunciata: vorresti mica paragonare hitler e gesù cristo con la valle d’aosta, fammi ridere
    o vorresti mica far credere che la mia idea di democrazia passa attraverso un bieco plebiscitarismo alla berluska?
    prendo invece semplicemente atto dei risultati di LIBERE ELEZIONI e ti (vi) dico: finchè le regole del gioco sono quelle avete TORTO, i referendum sono stati (purtroppo) persi
    attenetevi o cambiate le regole
    e per cambiarle si potrebbe iniziare a raccogliere le firme: io ci sono, e voi?

    (piccolo excursus: il pd dice di andare a votare il prossimo referendum, nessun dispetto, nessun fastidio courthoud….)

    veniamo alla mia altra “ossessione” (presunta): il dominio della maggioranza
    ma vediamo un pò, dimmi quando questa ossessione si è manifestata: quando ho detto che presa una decisione che non mi piace, e presa ormai in maniera definitiva, invece di appendermi per i coglioni all’ingresso dell’ospedale vecchio, come un bonzo tibetano, preferisco agire sul terreno della politica perchè l’ampliamento sia più vicino possibile alle esigenze dei nostri concittadini….
    oppure quando ho detto che in una democrazia ci sono una maggioranza, eletta dai cittadini in base ad un programma politico, che prende le decisioni e detta l’agenda (quando possibile in maniera bipartisan) e una minoranza che tali decisioni contesta, si oppone e controlla l’operato dell’esecutivo, in un quadro istituzionale che è quello dei consessi elettivi?

    infine guarda non ho mai chiesto a nessuno di stare zitto (neanche a te e ne avrei ben donde…), ma rivendico non un primato, ma quantomeno un livello diverso di esposizione (quello di essere passibile di un giudizio pubblico) che chi fa politica attiva, nel senso che si mette in gioco secondo le regole democratiche, possiede rispetto a chi si trincera unicamente dietro i post di un blog.

    e poi, amico mio, “tengo famiglia” tientelo per te, che fino a poco tempo fa era il tuo motto e invece non è mai stato il mio
    nè padroni, nè padrini, caro calì

    non rinvanghiamo l’epoca del 2003, quando tu partecipasti da fondatore alla creazione di alé vallée, all’atto della fondazione del progetto politico e la presentazione di una lista per le elezioni regionali dello stesso anno.
    dopo una settimana all’appuntamento dal notaio per sottoscrivere l’atto fondativo non ti facesti trovare.
    dove eravate? perchè non c’eravate? perchè non ci diceste nulla, o “uomini liberi”? chi fece la TELEFONATA per dirvi “lì, con QUELLI, no!”?

    e quando nel 2005 vi avevamo coinvolti in un progetto politico per la città, dopo un tuo iniziale fervore e la tua assonanza, specie nell’analisi della situazione politica, registrammo il tuo finale dissenso dovuto a misteriose circostanze che portarono anche molti degli aderenti della margherita lontano da quel partito o lontano dalla politica, e, contemporaneamente, tu vicino alla attuale maggioranza al comune di aosta, della quale, se non ricordo male, eri anche tu “azionista”.
    cosa successe in quel frangente?
    a cinque anni di distanza potresti spiegarmi CHI ti chiese di soprassedere improvvisamente dall’alleanza con alé vallée ed accasarti con l’alleanza per grimod-guglielminotti?
    allora dammi tu adesso, se sei veramente, come dici, un uomo libero, dammi delle risposte chiare e dirette
    altrimenti sei solo un’altro quaquaraquà….

  13. Partiamo dal fondo.
    Capisco il tuo livore e il bassissimo livello della tua replica. E’ umano. Io sono uscito dalla merda che descrivi (le misteriose telefonate dei misteriosi personaggi nelle misteriose circostanze), mentre tu ci sei dentro fino al collo. E’ stata una scelta, la mia. Mi sarebbe stato molto più comodo e molto più conveniente restarci, come puoi benissimo immaginare. Ma, sai, l’aria pulita è impagabile. A me che ora sono qua fuori, avendo conosciuto quei bassifondi, le frottole non me le potete raccontare, e capisco che questo ti innervosisca.

    Ovvio che Hitler e Gesù erano delle estremizzazioni, era per farti capire. Non è detto che la maggioranza abbia sempre ragione, e se io sono convinto di una mia idea la porto avanti lo stesso. Anche se un referendum sancisse (magari per mancanza del quorum) di mantenere il lodo Alfano, oppure una legge razzista della lega, continuerei a essere contrario in ogni circostanza.

    Le tue ossessioni sono venute fuori nei tuoi interventi. Mostri disprezzo per i commentatori che non fanno politica attiva, e per me che scrivo su un blog (dimenticando che io mi sono candidato, tra l’altro). Se intendi che avrei dovuto rimanere nel partito per confrontarmi con la “maggioranza”, ti dico no grazie. Ripeto che dalla merda ho deciso di uscire e non mi ci rituffo. Poi finisce che mi arriva una misteriosa telefonata, non sia mai.

    Per finire, di teleriscaldamento ci capisco qualcosa (sono pur sempre ingegnere) e mi sono confrontato con esperti. Se vuoi ti posso spiegare perché trattasi di una porcata, ma affrettati ad informarti perché mi sa che poi è tardi.

  14. @bich:
    “Il necessario rapporto con una forza di quelle dimensioni”

    Evidenzi subito un punto cruciale.

    Quello che secondo me bisognerebbe chiedersi è:

    – come ha fatto l’Uv negli ultimi 30 anni a diventare una forza di tale dimensione?
    – A discapito di chi?
    – Qual è la forza politica che ogni elezione regionale, da tante elezioni regionali, perde seggi cedendoli all’UV? (si trovano simili riscontri anche sull’altro versante, mi sembra)
    – Perchè?

    Anni fa ad Aosta c’erano giunte col Pci in maggioranza e l’Uv (che era per molti versi un altro partito da quello attuale) in opposizione.

    Secondo punto.

    Se fossi Rollandin, da una parte prometterei ai consiglieri regionali Pd di farli entrare in maggioranza in cambio di collaborazione ad Aosta (considerando che il PD, che discende dal Pci, lì è ancora forte).
    Dall’altra farei pressioni perchè in regione il PD non faccia opposizione dura, perchè, chiaro, in tal caso l’accordo nel comune di Aosta potrebbe essere compromesso.

    Ora, quest’ultima considerazione a me non sembra tanto dietrologia.
    Trovo, inoltre, che il presidente della regione non ne esca neanche come un oscuro manovratore da questa descrizione, ma semplicemente come un politico che cerca di ottenere il 51% per il suo partito.
    Di modo da poter governare in completa indipendenza. Cosa che in regione è già largamente riuscita.

    Quindi se, per essere il più corretto possibile nei vostri confronti, scarto l’ingenuità e l'”affarismo” rimane solo che in questa operazione (ormai di lungo corso) voi crediate sinceramente di avere degli assi nella manica.

    Allora mi piacerebbe sapere quali (e quando li tirate giù), perchè davvero non ci arrivo.

    Ultime due cose.

    Mi sembra eccessivo dare del massimalista a chi a sinistra si oppone al modo di amministrare dell’Uv e vuole offrire un’alternativa. Vorrei farti notare che questa linea se pecca di “sterilità” magari è anche perchè subisce il rifiuto ad aderire del più grande partito nazionale del centro sinistra.

    Sempre se fossi Rollandin darei anche una controllatina a quello che si potrebbe ottenere (in termine di rosicchiare consensi) dal Pdl, ma ora come ora sembra che il partito di Berlusconi sia un cliente troppo scomodo.

    Lorenzo Piccinno

    Off Topic: sì, figlio.

  15. grazie non ho bisogno di estremizzazioni per capire
    non prendiamoci per i fondelli: se la politica prende strade non gradite all’opinione pubblica, il voto referendario la ridimensiona (vedi nucleare, aborto, divorzio, maggioritario, ecc.)
    sono contrario al lodo alfano
    se si facesse oggi un referendum, non so chi vincerebbe…
    una cosa è certa: il mio rispetto per il risultato di una decisione democratica
    e comunque bravo: neanch’io ho il cervello all’ammasso e mi applico anche nell’esercizio della critica, ma sempre, credo, con una certa costruttività ed un certo costrutto.
    per questo non sono in nessuna merda, caro mio, non bazzico nessun bassofondo…
    piuttosto vorrei capire in che tipo di merda ti eri tuffato tu, perchè e come ne sei uscito un bel momento, fresco, come direbbe camilleri, come “un quarto di pollo”
    perchè alle mie domande mica hai risposto

    ps. il livello poteva ancora scendere, per le trippe ci vado abbastanza bene…

  16. è preoccupante constatare che ci siano dei politici che cercano di zittire i cittadini che non si occupano attivamente (“non ci mettono la faccia”) di “politica”, molto preoccupante (per la democrazia).

  17. @Bich
    So che potresti scendere ancora, al peggio tuo non c’è limite. Ma se ti impegni un giorno magari potresti riuscire a risalire, a comportanti civilmente. Permetterai, intanto, che depuri i tuoi commenti dagli insulti: è per tutelarti, non ho voglia di vederti in tribunale, né altrove d’altronde.

    Non so CHI ti telefona per suggerirti i tuoi commenti, ma la merda cui mi riferisco è semplicemente quella della politica politicante del regime valdostano, alla quale ho detto basta e nella quale la giravolta del Pd rischiava di ricacciarmi.
    Non c’è un risvolto “incoffessabile”.
    Mi spiace per te (ottimo investigatore, ti presenterò a D’Avanzo di Repubblica) ma non ho nulla da confessare. Riguardo ad Alé Vallée, la Margherita decise di non partecipare perché, contrariamente ai primi accordi, Milanesio rifiutò di fare la scelta chiara di appartenenza al centrosinistra, come chiarimmo con un comunicato stampa. D’altronde lo stesso nome, evocatore di Forza Italia, era eloquente. Per il resto non so neppure di cosa parli. E’ faticoso seguire il delirio di un figlio d’arte.
    Posso solo dire che, come la maggioranza dei valdostani fa tuttora, anch’io negli anni che evochi ho collaborato con il regime. Non ho mai avuto responsabilità amministrative né di altro tipo (ero stato, in precedenza, consigliere comunale, però con la lista di denuncia al regime “Aosta Libera”, una “Aosta Viva” ante litteram) ma il silenzio e la partecipazione per alcuni anni al teatrino della politica inscenata dal sistema è una responsabilità che sento, anche se è minima rispetto a quella di molti altri oggi nel “fronte alternativo”, che contrariamente a me hanno avuto responsabilità dirette nell’amministrazione.
    Non ne sono uscito “fresco come un quarto di pollo”, semplicemente ne sono uscito. Non mi hanno cacciato. Perché ho deciso di uscirne, malgrado sapessi che la cosa mi avrebbe reso vittima di ritorsioni, come in effetti è puntualmente avvenuto (posso spiegarlo in privato, se a qualcuno interessa). Pensi che questo passaggio gravido di effetti negativi prevedibilissimi sia avvenuto in seguito a una telefonata? CHI mai mi avrà telefonato per dirmi di ri-diventare una persona libera? Il Papa, probabilmente.

  18. I problemi stanno venendo al pettine.
    Al di là delle piccole diatribe, delle discussioni accese ed ardite sul ruolo che ognuno deve mantenere in questi particolari momenti sta emergendo sempre più quello che poco tempo addietro avevamo segnalato.
    La perdita di identità, quella è cosa vecchia.
    La perdita di valori forse pure.
    Ora sta nascendo l’ultima fase, quella decisiva; in modi prevedibili ma comunque difficili da interpretare.
    E’ l’epoca della nuova politica; quella svincolata dai pregiudizi ma ancora saldamente legata ai vecchi metodi (non potrebbe essere diversamente), quella della ricerca dei percorsi liberi (ma così stranamente magnetizzati da sentieri già attraversati).
    Tutti contro tutti anche all’interno del proprio piccolo orticello.
    Un passaggio obbligato che chiamiamo a gran voce perchè sarà l’alba di un nuovo percorso non più legato all’appartenenza identitaria ma basato sulle singole voci di capitolato di un progetto comune.
    Chi saprà gestire ed essere portavoce del sentire comune, popolare, di queste scelte che influenzeranno i prossimi decenni sarà la forza vincente del futuro.
    A livello locale e nazionale.
    I tempi sono maturi perchè l’urlo dell’astensione,lo si è visto, si fa sempre più minaccioso.
    La destabilizzazione del mondo occidentale ci darà una mano perchè la perdita di orientamenti porterà inevitabilmente a porsi quegli interrogativi che altrimenti non emergerebbero.
    Sono contento dei risultati delle elezioni perchè al di là dei commenti ipocriti dei nostri politicanti l’unico dato certo è che il popolo è un passo avanti; finalmente un passo avanti.
    Salut.

  19. @Ghianda
    Al di là del tuo linguaggio “esoterico”, penso tu abbia ragione. Si aprirà una fase nuova. A livello locale però è ancora tutta da inventare. Ne parlavo anche con un frequentatore di questo blog, che non cito perché finora sono state discussioni private. Esaurita la forza propulsiva del Galletto (inutile perdere tempo nella ricerca delle responsabilità) bisogna vedere se c’è ancora qualche energia nella società valdostana per organizzare un’azione politica innovativa nei prossimi anni, anche in seguito ai prevedibili effetti del federalismo fiscale.

  20. @ calì

    non ho bisogno di suggeritori occulti

    nè tantomeno di padrini occulti

    non è al peggio mio che non c’è limite, ma al peggio in genere, e quel genere di peggio nel tuo personaggio trova piena cittadinanza

    per quanto concerne la nascita di alé vallée i fatti danno ragione a me e torto a te (il partito non andò a destra ma, alle comunali, per louvin, con aosta viva, verdi e rifondazione, tutti partiti di stampo neofascista come ben sai…), e sai bene quanto con un comunicato stampa qualunque si possa perpetuare il “teatrino della politica”: e tu l’hai fatto, pura arrampicata libera sugli specchi, con tanto di stridore di unghie
    con la margherita nel 2003 avremmo raggiunto il quorum e tu e milanesio doveste mettervi di buzzo buono per non ottenere quell’obiettivo…
    fu solo casualità, o ci fu un disegno ben preciso?
    a me non piace la dietrologia e lascio ad altri la sentenza del caso
    di una cosa sono però certo: la correttezza e la chiarezza di intenti non brillavano tra le tue caratteristiche….
    e comunque non hai chiarito quel che successe alle comunali del 2005…..
    ti telefonò il papa?
    o il papi?

  21. @ el pì
    trovo la tua analisi interessante anche se vi scorgo alcune falle

    falle derivanti dalla diversa impostazione politica e quindi falle per me, ma non per te….

    intanto ti chiedo scusa se hai percepito nelle mie parole un senso negativo nell’affermare il massimalismo di una certa sinistra: in realtà nessuna negatività, forse solo, come ricordavi tu, sterilità della proposta

    penso che l’alternativa debba esprimersi anche in termini di possibilità di arrivare al governo della cosa pubblica, altrminenti resta uno sterile esercizio di stile

    lo scorso anno abbiamo tutti sbattuto il muso contro i numeri della maggiornaza regionale

    se l’alternativa non ha alcuna possibilità di raggiungere i numeri per governare, come può pensare di applicarsi alla realtà?

    allora, PER ME, è meglio scendere al compromesso (non morale ma politico, giusto per non irritare più di tanto i troppi moralisti della domenica…) e applicare al governo ALCUNE delle proprie idee, che stare all’opposizione e non incidere per nulla o poco più….

    ma per fare questo credo necessario un passaggio obbligato che dia a questo contesto un quadro di condizioni necessarie a mantenere la propria caratterizzazione politica e la propria integrità morale.

    quando sei di fronte ad un partito largamente maggioritario e puoi individuare un terreno politico comune di azione, una prassi percorribile, e, terza condizione, ti poni come obiettivo quello di governare la cosa pubblica incidendo, anche magari solo in maniera parziale, con le tue idee, allora io personalmente credo che, messa al bando ogni posizione preconcetta, ci si debba sedere al tavolo della trattativa e su quello imbastire un credibile e attuabile programma di governo.

    ove anche solo una delle precedenti condizioni non sia vera, allora ciò NON può e non deve succedere.

    punto e basta, io la penso così, dammi del democristiano, dell’ingenuo o dell’affarista (dimostra però con i fatti quello che dici…), ma questo è e resta il mio punto di vista.

    io credo che in vda in alcuni partiti ci sia un preconcetto antiunionista, esattamente parallelo a quello che infesta tanti settori (anche del mio partito…) della politica italiana nei confronti di berlusconi, e che garantirà allo stesso il governo del paese per altri 10-15 anni, età e gianfranco fini permettendo…
    qui succede la stessa cosa: ogni volta che si parte lancia in resta contro l’union, l’union vince le elezioni…..
    forse la sinistra valdostana dovrebbe guardare di più alla sua proposta politica che chiedersi con quale parte si alleerà il prossimo giro
    perchè non trova corso l’accusa di subalternità del pd all’uv quando tutto il resto della sinistra valdostana appare subalterna ad altri pezzi autonomisti fuoriusciti dall’uv…

    perchè non ci concentriamo tutti sulle nostre proposte politiche?
    a forza di parlarci addosso se “andare col galletto o da soli” ci siamo allontanati dai nostri concittadini: perchè non ci occupiamo dei problemi della nostra comunità?

    ps OT tuo padre era il mio prof di francese al liceo, me lo saluti?

  22. @bich
    Scrivi: “tu e milanesio doveste mettervi di buzzo buono per non ottenere quell’obiettivo… fu solo casualità, o ci fu un disegno ben preciso?
    Un complotto ordito da me e Milanesio per affossare Alé Vallée. Sei impagabile, davvero.
    La realtà te l’ho già spiegata: la Margherita era un movimento nato al preciso scopo di arrivare alla realizzazione del Partito Democratico (era nel suo statuto). Risultò impossibile, per me, sciogliere la Margherita valdostana in un partito che (a priori, ciò che sarebbe successo poi non potevo prevederlo) rifiutava di collocarsi senza ambiguità nel centrosinistra e nel nome scimmiottava Forza Italia.

    Pur rischiando di annoiare i lettori, rispondo anche alla tua domanda sulle elezioni del 2005, anche se piuttosto confusa e infestata di pure invenzioni, per cui faccio fatica a prenderla in considerazione. Ti ripeto che non ho nulla da nascondere. Anzi, in fondo dovrei esserti grato, un po’ d’interesse per le mie vicende, dove lo trovo più!

    Tu dici: “…e quando nel 2005 vi avevamo coinvolti in un progetto politico per la città, dopo un tuo iniziale fervore e la tua assonanza, specie nell’analisi della situazione politica, registrammo il tuo finale dissenso dovuto a misteriose circostanze che portarono anche molti degli aderenti della margherita lontano da quel partito o lontano dalla politica, e, contemporaneamente, tu vicino alla attuale maggioranza al comune di aosta, della quale, se non ricordo male, eri anche tu “azionista”.

    Se non è un delirio, vi assomiglia, davvero, come ti dimostro subito.

    Cosa successe quell’anno è semplice, ed è del tutto diverso da come lo racconti tu.

    Nel gennaio scrivevo sul “Cittadino Valdostano” (posso fornirti copia di tutto), quando era già venuta fuori la proposta di Louvin:
    È difficile pensare che la sortita di Louvin sia stata preparata in solitudine, proprio perché il personaggio in questione è un politico di lungo corso e conosce tutte le difficoltà che si incontrano nella raccolta del consenso in un’elezione amministrativa. I prossimi giorni ci diranno qualcosa di più sui nomi e sulla consistenza dei sostenitori di questa iniziativa. Se, come molti hanno ipotizzato, anche la corrente dissidente dell’Union si ritroverà in questa partita in contrapposizione alle scelte ufficiali del partito, la scissione sarà un dato di fatto. A quel punto, gli equilibri politici regionali sarebbero sconvolti. Ci ritroveremmo in una situazione del tutto nuova della quale è difficile prevedere gli esiti. La Margherita, in questa situazione, continua a perseguire la sua linea politica, evidenziata a più riprese anche su questo giornale: realizzare l’unità delle forze di centrosinistra, a partire dalla Federazione dell’Ulivo con Ds e Sdi.

    C’era quindi un timido interesse per l’iniziativa, ma con la barra dritta verso lo scopo sociale del partito della Margherita (l’Ulivo).

    A febbraio, l’Assemblea Federale (cioè nazionale) della Margherita approva lo statuto della “Federazione dell’Ulivo”, un’anticipazione di ciò che sarebbe poi diventato, tre anni dopo, il Pd.

    La Margherita regionale, in coerenza con quella scelta nazionale, insieme con i Ds e la Fédération Autonomiste (e su spinta del nazionale) costituisce ufficialmente la Federazione dell’Ulivo regionale, la quale annuncia già nel mese di marzo che appoggerà Grimod alle comunali.

    Lo si legge in un articolo in prima pagina del Cittadino Valdostano a firma di Sabrina Brunodet, che scrive (ripeto: siamo a marzo):
    … l’accelerazione inferta al processo unitario a livello nazionale ha consentito una positiva ricaduta anche in Valle d’Aosta, dove i nostri tre partiti hanno stabilito di procedere, parallelamente all’insediamento di un organismo che elaborerà lo statuto e le direttive della Federazione, all’elaborazione di un programma di rilancio per la città di Aosta … Avremo occasione, in questo breve periodo che ci separa dalle amministrative, di illustrarvi nel dettaglio le proposte programmatiche dell’Ulivo, che, mi auguro, ricalcheranno quegli elementi di freschezza e di rinnovamento di cui è apportatrice la Margherita valdostana.

    Sullo stesso numero del Cittadino (ripeto: marzo, per cui la misteriosa “telefonata” di cui parli dovette arrivare moooolto in anticipo…), in seconda pagina, appare un mio articolo in cui spiego perché la proposta di Louvin non ci convinceva:
    La Margherita ha aderito alla coalizione tra l’Ulivo e le forze autonomiste che sosterrà la candidatura di Guido Grimod. Abbiamo operato questa scelta dopo esserci confrontati per mesi con tutte le forze di centrosinistra, con l’Union Valdotaine e, in ultimo, anche con Aosta Viva, la lista proposta da Roberto Louvin che ha movimentato le placide acque della politica regionale. … Non ci piace la manfrina sulla permanenza di Louvin nell’Union Valdotaine, contro la quale si presenterà alle elezioni … Questo stare dentro e fuori … conferisce all’operazione Aosta Viva una connotazione poco trasparente. Appare più come una lotta di potere interna tra correnti di partito che come proposta limpida alla cittadinanza“.

    Quindi, ricapitolando: la scelta della Margherita fu effettuata già ai primi di marzo (considerati i tempi tecnici di stampa del giornale), non all’ultimo momento, né “dopo essere stati coinvolti in un progetto politico”. Non ci fu nessuna defezione dalla Margherita in seguito a quella scelta. Sabrina Brunodet (ci torno) approvò in pieno la decisione e ne scrisse entusiasticamente in prima pagina sul Cittadino.

    Forse, quando parli di defezioni, fai un po’ di confusione e ti riferisci a quella della stessa Brunodet, che avvenne però più tardi, a poche ore dalla presentazione delle liste all’ufficio elettorale. Questa sì fu improvvisa, ma non riguardava di certo la scelta dell’alleanza. Pochi giorni prima la stessa Brunodet era stata infatti protagonista di una conferenza stampa di presentazione della lista, nella quale lei si annunciava come candidata. Il perché di quella decisione improvvisa, e se ci sia di mezzo una telefonata, devi a questo punto chiederlo a lei e non certo a me. Per me fu allora, e resta tuttora, un mistero. E fu un colpo subìto. Quindi prima di lanciare sospetti e insinuazioni su di me dovresti informarti con maggiore attenzione.

    Per completezza ti riporto anche l’analisi del voto, nel quale la Margherita arrivò a un insoddisfacente 2,2% con 448 voti. Scrivevo, sul Cittadino, nel numero di maggio (a caldo):
    … non possiamo negare che il ruisultato non è stato quello che ci aspettavamo. Dovremo ripensare la linea politica che abbiamo sostenuto nei mesi passati. La ricerca dell’unità delle forze riformiste (acc!, lo usavo anch’io, vedi in che merda mi trovavo?) del centrosinistra, con la costruzione della Federazione dell’Ulivo, insieme con i Ds e la Fédération Autonomiste, si è rivelata sterile. La Federazione è stata utilizzata dai Ds e dalla Fédération solo come strumento per contare di più, nei raffinati calcoli del famigerato manuale Cencelli, in sede di trattative pre e post elettorali, senza una reale convinzione politica. Il risultato deludente ci deve far capire che forse è arrivato il momento di immaginare strategie nuove, anche in vista delle elezioni politiche dell’anno prossimo“.

    Mi sembra che il quadro sia completo, c’era pure l’annuncio della exit strategy

    Adesso posso farti io una domanda?

    Tu nel 2006 eri con il Galletto, che aveva al primo posto la questione morale e la lotta al regime. Oggi sei lì che neghi con stridor di unghie l’esistenza di quello stesso regime, e di questione morale non vuoi neppure sentire parlare. Cosa, o chi, ti ha fatto cambiare idea?

  23. che strano, subito dopo le elezioni europee, questo improvviso accanimento contro vincenzo calì da parte di un esponente del PD!
    a suon di colpi bassi.
    Vincenzo, quando eri piccolo, non hai per caso combinato qualche altra marachella? Che so, rubato di nascosto la marmellata alla mamma?
    Confessalo subito a don bich prima che te lo rimproveri!

  24. E Vanni Florio, e Nicco, e Avetrani, e Cheillon, che legnate sul blog di Area democratica!
    Dio perdona, il … no, come l’UV.
    Lezioni di … coerenza (o fedeltà?)

  25. E Soudaz, dimenticavo. E il Galletto, e i comunisti vari, e Louvin e gli autonomisti.
    E’ l’ora della vendetta?

    E lodi sperticate all’operato della Giunta di Aosta.
    Tutto casuale?

  26. @bruno:

    su “area democratica” preferisco non fare commenti. Si darebbe fin troppa importanza a quel triste ed autoreferenziale one man show.

    @bich:

    Guarda: io posso anche fidarmi del fatto che tu non sia lì per “affari”. Non interverresti qua altrimenti.

    Proprio per questo motivo, impressione mia, ci sbatterai fortissimo il muso.

    Credo che la politica intrapresa in questi ultimi 15-20 anni dai DS-GV abbia una grossa responsabilità nell’avanzata dell’Uv (soprattutto ad Aosta).

    Quando parlo di “sterilità” non parlo di proposte o idee, ma di numeri. Senza la possibilità di sommare i numeri del PD ad un progetto alternativo (su come dovrebbe essere e con chi se ne potrebbe discutere) si continua a condannare i valdostani a non avere nessuna (o perlomeno pochissima) alternativa all’Union.

    Tu potresti dire che se i cittadini lo volessero sceglierebbero liberamente di non appoggiarvi, premiando anche una coalizione alternativa senza PD.

    Mi spiace, ma non è così. La gente vota un partito come tifa una squadra di calcio. Smettiamola di idealizzare un elettorato che non ha i mezzi per comprendere la politica.

    Tu dimostri molta fiducia nella libera scelta del cittadino, allora ti chiedo: come mai siete venuti nell’ufficio dell’AAP a litigare per il simbolo del Galletto adducendo la scusa che utilizzandolo senza che ci fosse PD e RC dentro si sarebbero create inconprensioni nell’elettorato?

    Tu dici:

    “Lo scorso anno abbiamo tutti sbattuto il muso contro i numeri della maggiornaza regionale.
    Se l’alternativa non ha alcuna possibilità di raggiungere i numeri per governare, come può pensare di applicarsi alla realtà?”.

    Io ti rispondo:

    Ma cosa ti aspetti da un elettorato di una regione già stabilmente autonoma che vota in massa partiti autodefiniti autonomisti senza sapere che l’autonomia l’ha fatta uno che con l’Uv non aveva niente a che fare?

    Ultima cosa: anche in questo caso, quello regionale, prova a dare un’occhiata a chi, nelle varie tornate, ha perso seggi e a discapito di chi.

    Lorenzo Piccinno

    ot: ricambia

  27. @ calì
    tu rispondi con \”atti pubblici\”, scritti sul cittadino da te e altri a te vicini, ma quello che successe nelle \”segrete stanze\” delle segreterie dei partiti (anche il nostro) non parli, come non parli dello sbigottimento della brunodet di fronte alla repentina chiusura delle trattative con noi, che al pari vostro, non avevamo ancora deciso quale coalizione sostenere (o se sostenerne una…), ma tu sì, avevi già deciso, e non smenarmela con la fed, sapevamo tutti che era nata già morta (il capo era la torre….).

    ma, vedi, tu strumentalmente rispondi solo con ciò che si stampò sul cittadino operando una decisiva omissione di tutto il resto.
    quanto al complotto, non non lo penso, è troppo furbo milanesio e sei troppo inaffidabile tu perchè vi poteste trovare intorno ad un disegno così complesso, fu, penso, una casualità, una aleatoria convergenza di intenti spinti da forze diverse (?)

    rispondo io adesso: mai negato la questione morale, solo la pongo in maniera magari un pelo diversa dai moralisti, dai dietrologi e dagli abbaiatori alla luna….

    cambiato idea? può darsi… chi o cosa? libera e personale elaborazione politica… non ci credi? problema tuo… fiducia nel ruolo autonomo del pd….. non ci credi? altro tuo problema…

    problema di chi trova la propria identità attraverso quella degli altri, anche se sono \”altro\” rispetto a sè (politicamente parlando, ovviamente)…..
    problema culturale, politico o psicologico? francamente non so…. credo un pò tutte e tre le cose….

    ai deliri da valium di courthoud manco ci rispondo più (così faccio anche la rima…)

  28. @Vincenzo

    La nascita di una nuova fase politica in Valle è alle porte.
    Manca solo un tassello, disancorato dalla vecchia politica, che riesca a mettere insieme le voci libere, imparziali e quindi stufe all’inverosimile della situazione attuale.
    Alcuni capi tribù che sappiano convogliare le voci che sentiamo levarsi ogni giorno, drammaticamente sole, tristemente demoralizzate.
    I primi strappi hanno avuto il grande pregio di rimettere fermento nella discussione; quelli successivi daranno dignità al percorso.
    Il primo spazzolamento ha fatto cadere miti che sembravano inossidabili e lo si è visto a più riprese nei risultati elettorali ; ora si dovrà partire per la fase della ricrescita.
    Come fare?
    Come organizzarsi?
    Io credo che sarà un processo molto più semplice e spontaneo di quello che si crede; manca la prima spinta, la prima carica di una molla che è compressa al punto giusto.
    Io attendo e intanto lavoro per un ulteriore compressione.

  29. In mancanza di argomenti offendi, come sempre. Non sai fare altro che questo.

    Lo sbigottimento della Brunodet te lo sei inventato di sana pianta, e te l’ho dimostrato in maniera inconfutabile con un articolo scritto non da “altri a me vicini”, ma dalla Brunodet stessa. La quale aveva anche condotto personalmente la conferenza stampa di presentazione della lista della Margherita, dove lei era indicata tra i candidati. Ti potrei portare anche alri documenti inoppugnabili, oltre a decine di testimonianze.

    La tua insistenza su questo punto ti rende ridicolo.

    E’ vero, d’altra parte, che io oppongo fatti incontrovertibili e documenti ufficiali ai tuoi chiacchiericci sulle “segrete stanze”. Ai lettori decidere cosa sia più attendibile.

  30. Vincenzo
    non ti curar di lui, ma guarda e passa.
    ma da dove è sbucato? credo proprio che un po’ di valium potrebbe tranquillizzarlo e fargli del bene.

    p.s. e fuori tema.
    Siccome dall’amministrazione regionale (l’amministrazione, non la politica) mi informano che al peggio non c’è limite, e non sapendo dove parlarne (anche se probabilmente non interessa a nessuno), sono ritornato su facebook e ho confidato il tutto alla mia amica marmotta (l’unica con cui mi confido e in cui ho fiducia).
    Ti e vi consiglio di andare a dare un’occhiata, anche se per te, credo, non rappresenta nulla di nuovo. Sono però ancora tanti i cittadini che ingenuamente credono a quello che viene loro ufficialmente raccontato.
    Mi prendo ovviamente, in prima persona, la responsabilità di tutto quello che ho scritto.

    Domenica, vestito a lutto, parteciperò comunque al funerale del referendum in Italia.
    Così hanno voluto i politici.
    Per chi voterò non ha importanza, come non hanno nessuna importanza le elucubrazioni che leggo per invitarci a votare sì o no.
    Si tratta di un funerale.

  31. ecco, gli atti pubblici del “cittadino” poco hanno di ufficiale, e il ridicolo deborda invece nel tuo continuo richiamarti a quelli, a dir il vero autoreferenziali….
    infatti la brunodet in lista non c’era…..
    avrà anche scritto sperticate lodi delle tue scelte politiche ma poi in lista non c’era….
    e se la verità ti offende, stai certo che continuerò ad offenderti

    ma non ti curare, guarda e passa….

  32. credo che ghianda abbia fondamentalmente ragione, sia per questa valle, sia per l’Italia tutta.
    Il vecchio sistema dei partiti nazionali come li abbiamo conosciuti è alle corde e, prima o poi, un’onda d’urto li spazzerà via.
    Del tutto inutili gli sforzi di qualcuno (es. gli exDS), di riproporli tel quel.
    mi pare che, non so in quale forma, bisogni pensare a due “aree”, una chiamiamolo democraticoliberale, l’altra liberaldemocratica, in qualche modo coordinate o federate a livello nazionale, ma fortemente aderenti ai rispettivi territori.

  33. qualcuno sostiene, nel forum di “ABC”, che il PD rappresenti quell’area democraticoliberale di cui parlavo, e ripropone i vecchi documenti (partito aperto e plurale, ecc.) con cui ci avevano a suo tempo ingannato. Infatti non è né aperto, né plurale, come abbiamo avuto modo di constatare nei fatti. E’ uno stanzino chiuso in cui ci stanno a malapena i vecchi DS, camaleontizzati, con i loro soliti riti e le loro solite liturgie, un occhiolino sempre rivolto all’UV e a Caveri. Hanno solo, rispetto all’UV, modificato il “ni droite, ni gauche” con il più accettabile, ma sostanzialmente uguale “non ci interessano le alleanze, ci interessano i programmi”. Ma di programmi, manco l’ombra, al di là dei ritornelli: “la sinistra, il sociale, la crisi, l’antifascismo, la montagna in Europa, ecc.”. Il vecchio Andrione avrebbe detto: “Parole con cui sciacquarsi la bocca” (allora a sciacquarsi la bocca erano Dujany e i DP).

    Ma perché scrivo ancora?

    E’ solo la rabbia ed il disgusto.

    p.s. personalmente più che una pecora di un parco buoi che vede solo il sito “ABC” sono un asinello, una pecorella smarrita, una marmotta.

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