La quaglia vola alto

L’accordo tra Pd valdostano e Partito Socialista, firmato da Raimondo Donzel e Giancarlo Tomaselli con la regia attenta e partecipe di Alder Tonino e Giuliana Ferrero, è “storico“. Lo ha dichiarato lo stesso Donzel.
Colto di sorpresa, purtroppo non ho fatto in tempo a registrare il servizio del Tg3, per conservarlo nella mia cineteca personale. Se qualcuno me ne potesse dare una copia, anche pagando, gliene sarei eternamente grato. Lo vorrei tanto inserire tra l’accordo di Yalta e il ping pong Mao-Nixon.

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23 pensieri su “La quaglia vola alto

  1. 1921: a Livorno nasce il PCI, staccandosi dal Partito socialista.
    2009: ad Aosta, PCI (pardon PD) e PSI si ritrovano.
    C’è qualcosa di nuovo oggi nell’aria, anzi d’antico …
    talmente antico che è già marcio prima di nascere.

  2. In questi ultimi anni, ed in particolare seguendo quella che è stata l’illusione del “partito nuovo”, cioè del cosiddetto PD, ormai di Donzel-Tonino (o Tonino-Donzel, non cambia nulla) ed inoltre seguendo le lezioni di teoria politica su di un forum che è meglio non citare, ho avuto conferma pratica di quel che avevo sempre supposto; ho inoltre chiarito definitivamente la differenza tra destra e sinistra.
    Quest’ultima è estremamente semplice: è di sinistra (o centrosinistra) tutto quello che ha fatto, fa e farà un partito in rapida evoluzione formale (PCI- PDS – DS – DP – …, ma sostanzialmente sempre uguale a se stesso) e satelliti e alleati vari: tutto il resto è di destra (una bruttissima parola, che alle volte sottintende la parola fascismo).
    E’ invece buono tutto quello che fa la sinistra.
    Per definizione ontologica.

  3. @Bruno
    stai volando troppo basso. Sali, sali ancora, fino alle vette ideali (e idealiste) dei protagonisti dello “storico accordo”. Formando il gruppo comunale Pd-Ps, nelle trattative per le poltrone alle prossime comunali Donzel ne potrà strappare qualcuna in più. Capisci a cosa è servito il tuo voto alle primarie?

  4. Ma Vincenzo, come ti permetti di mettere in discussione i nobili fini ed ideali di Pd-Ps, o meglio del donzel di Alder Tonino e del pescatore (di anime) Crea?
    Queste cose le fanno tutti gli altri, il Pd (già PCI) GIAMMAI (evidentemente non segui più il forum dell’Innominato).

  5. In compenso nei giochi per le future comunali extra-veulla sta succedendo un gran marasma per le voci che mi giungono.
    C’è una difficoltà evidente da parte “des hommes des sections” di sapere come muoversi.
    Con chi sono ben accette le alleanze? Chi rimarrà con il cerino?
    Il PD ha compiuto lo sgarbo al galletto. Il galletto è come le dita negli occhi per l’UV. Il Pdl è l’ultima fidanzata mai consumata. Federation e Stella alpina 2 soprammobili a forma di Troll che puntano i piedi per leccare gli avanzi del pranzo.
    Il disorientamento è totale e tutti sono contro tutti perchè una cosa è la regione e l’europa un’altra le misere sorti dei nostri comunelli.

    Il colpo di grazia si avvicina.

  6. … Nel PD le regole si rispettano! Che diamine!

    Quali regole? Quelle di uno Statuto che ancora non esiste? O quelle decise in un’Assemblea (se ricordo bene di 15 componenti), che è bello quando si riunisce con la metà degli aventi titolo (quindi 7,5), e in cui il più delle volte votano in meno di 5?
    O le regole sono più semplicemente quelle decise da chi – con il debito corollario di corifei (ognuno ha i suoi Bondi e i suoi Frattini), espelle facendo finta di porre un problema “etico” che invece è semplicemente costituito dalla risposta ad una domanda assai semplice:
    e’ fuori dal partito colui che, eletto in virtù di un programma elettorale presentato liberamente, diventa prima segretario del PD e quindi anche consigliere regionale, o coloro che – affermando di essere PD e comportandosi come tali – solo questo gli ricordano?
    Il problema è tutto qui: il rispetto del mandato popolare, soprattutto in un Partito NUOVO, o il volo della quaglia!
    O le regole sono quelle di un Partito NUOVO che, recepisce regole congressuali nazionali – in un partito che afferma di essere federato – che impediscono la naturale esigenza che le candidature a segretario del PD regionale, siano più di una!
    Viene da sorridere dello sforzo che abbiamo fatto per sciogliere la Gauche Valdotaine! Le regole interne di quel partito, il livello del confronto che era richiesto per assumere le decisioni, le stesse argomentazioni impiegate nel confronto politico, sottolineano la distanza siderale con metodi rispetto ai quali non ho francamente più parole!
    Naturalmente senza nulla perdonare degli errori commessi.
    Ma l’esigenza che si andasse – seriamente – oltre una situazione di stallo, per di più in una fase che pareva consentire la riapertura dei termini di un confronto a tutto campo, ci convinse della bontà del progetto. La strategia era giusta, non la tattica.
    Perchè il “ladro della speranza” – e i suoi supporter – ne ha approffittato!

  7. ma è vero che l’unica persona che, probabilmente in seguito ad una regoletta studiata “ad personam”, può presentare la sua candidatura a segretario del PD valdostano è il Donzelletto che vien dalla campagna?
    Ma allora lo si confermi subito senza tutta la liturgia e le messinscene previste per i prossimi mesi.
    Mi pare anche che il suo contributo in Consiglio regionale sia desisamente scadente: se è troppo impegnato con le liturgie e le messinscene, perché non lascia perdere e non dà le dimissioni?
    Tra giochi, giochini e tribali lotte di potere per le prossime elezioni comunali (oltre ad Aosta ci sono anche altri 73 comuni, di cui al PD, come da spartizione di zone d’influenza risalenti a tempi remoti, non frega proprio niente), ne vedremo delle belle, come dice ghianda.
    O meglio, il solito copione, nulla di nuovo.

  8. caro Vanni
    a chi dobbiamo credere noi poveri mortali digiuni di “politica”: a te o a quello che ci propina Giorgio Bruscia nel suo blog? Dicci qualcosa di chiaro. Sappiamo tutti che gli ex comunisti forse hanno conservato il vizio e l’abitudine di raccontare la verità A MODO LORO, cioè, a seconda di come loro conviene.
    Perché Area Democratica (quindi donzel e il suo seguito di donzelletti), da sempre, non da ora, ha un astio particolare contro di te e ti tratta come un appestato?

  9. caro Vanni
    scusa se ti disturbo ancora, questa volta come tecnico e non come politico: so infatti che ti è sempre interessata l’urbanistica e ti occupi di PRG e di adeguamento al PTP.
    Tra qualche giorno (mercoledì o giovedì) avremo due leggi (la l.r. 11/98 di cui eri relatore in commissione e in consiglio: che fatica, ti ricordi? e quella di cui all’attuale ddl 45), le quali, tra l’altro, disciplinano, ma in modo diverso, gli interventi sul patrimonio edilizio esistente: due approcci diversi e tra di loro inconciliabili.
    Ti chiedo: ai 72 comuni su 74 che non hanno ancora formalmente adeguato il loro PRG al PTP (sì, perchè come ben sai tale adeguamento è diventato un mero adeguamento formale, una verniciata esteriore, e non l’adeguamento così come previsto dalla legge), che interesse hanno a portare a termine tutte le analisi e le classificazioni previste dalla l.r. 11/98 e dal PTP sul patrimonio edilizio esistente, quando poi, nella realtà, praticamente tutti gli interventi saranno ammissibili in base al ddl 45, e non alle indicazioni di PRG? Direi nessuno, tutto tempo perso o, se vogliamo fumo negli occhi.
    Cosa ne pensi? Sono forse io che sono impazzito ed ormai in preda all’Alzeimer?
    Se no, in fase di adeguamento dei PRG, mi pare che a questo punto sarebbe sufficiente scrivere, più o meno, una frase del genere:
    “Per quanto riguarda il patrimonio edilizio esistente, trovano applicazione le disposizioni della legge … (il ddl 45)” e buonanotte al secchio.
    E anche alle competenze comunali (oltre che alla nostra potestà primaria in materia urbanistica).
    Non so se siamo nelle mani di dilettanti (all’opposizione, e in particolare tra i DS, senz’altro), o dei soliti furbastri.
    Ti immagini l’impatto che questa legge avrà, fin da subito, laddove gli interessi sono enormi e sono quasi esclusivamente legati al mercato della seconda casa, cioè nei comuni ad alto effetto turistico? E questo sarebbe un piano casa? Sarà un piano seconda casa (che invece dovrebbe e potrebbe essere esclusa su tutto il territorio regionale: gli strumenti giuridici per poterlo fare sono stati riconfermati con la lr 11/98 ed avallati anche costituzionalmente da una sentenza del Consiglio di Stato).

  10. @ Bruno
    e a quanti ancora interessano le vicende, tristi e per me dolorose, del PD valdostano.
    Scriverò nei prossimi gg qualcosa di chiaro sulla situazione. Il più brevemente possibile.
    Fornisco alcune anticipazione, partendo dalla fine.
    Non so perchè lor signori mi vedano come un appestato. Ciò che so è che a cambiare idea, anzi a cambiare il criterio di approccio alle questioni della politica in VdA, non sono stato io, ma altri.
    Mi si dice che sono – che siamo – fuori del PD perchè ci saremmo messi fuori. Avrei, avremmo cambiato idea.
    Ciò è semplicemente falso e lor signori lo sanno. Le chiavi di lettura che utilizzo oggi sono sostanzialmente quelle di ieri, anzi rafforzate da ciò che nel frattempo à accaduto. Le mie analisi di oggi sono le stesse che sono servite a Donzel per diventare, prima, segretario del PD e poi, consigliere regionale. A cambiare idea non sono stato io, ma lui: chi è dentro e chi è fuori dal PD? Io o Donzel? Chi ha fatto il volo della quaglia dopo aver ottenuto ciò che gli interessava? Con la partecipazione, a questo punto colpevole, dei cosiddetti “nuovi” della politica?
    Non vi è quindi una questione etica mia e degli amici che condividono questa posizione, ma vi è una questione etica da parte del segretario che, questo sì, non ha tenuto fede a nessuno degli impegni che aveva preso e che gli hanno consentito, anche con il mio, il nostro voto, di diventare prima segretario e poi consigliere.
    La contraddizione è tutta qui e la farò pesare fino in fondo, perchè il PD non è di Donzel e di nessun altro. Non è neppure degli iscritti, ma è addirittura dei cittadini elettori dice il tanto strombazzato statuto.
    Nessuno risponde a queste domande.
    E’ infine un utile esercizio per aiutarsi a capire, chiedersi che fine hafatto la minoranza nel PD. La risposta è: non esiste più! Bich, candidato a segretario in alternatva a Donzel e Tonino, tessitore della sua area, sono oggi i principali – non leali – sostenitori di Donzel. Come mai? E noi che eravamo in una lista che ha sostenuto la candidatura di Donzel, saremmo fuori dal PD!
    Non c’è qualcosa che stona in tutto questo?
    A presto.

  11. Oltre alla regoletta che impedisce di avere altre candidature oltre quella di Donzel (il quale così non avrà neppure bisogno delle primarie per confermarsi segretario, lo voteranno i soliti cinque e voilà), ora la combriccola ha anche esautorato la commissione dei garanti. Hanno messo su una commissione che dovrebbe controllare lo svolgimento della convenzione (congresso). Son tutti dei loro. Come berluschini in carriera, si fanno i regolamenti ad donzellum.

  12. e in consiglio regionale donzel continua ad astenersi (come Ponzio Pilato).
    L’astensione sul piano seconda casa è davvero vergognosa!
    Qualcuno si chiederà perché continuo a parlare di donzel e dei suoi lacché: ma perchè purtroppo l’ho votato alle ultime regionali, in base a tutt’altri presupposti, però!
    Constato anche, girando di quà e di là sui blog che si occupano di politica regionale, che sono finito in una voliera, dove convivono in cattività solo quaglie che si agitano svolazzando e saltando di qua e di là. Qualcuna di loro si pavoneggia pensando di essere addirittura un’aquila! Mi viene in mente “Uccellacci e uccellini” di PPP e S. Francesco-Totò che parla agli uccelli.
    E si rimbrottano (le quaglie) tutte l’un con l’altra con un’unica e medesima parola: “coerenza, ci vuole coerenza!”
    Ma forse ognuna parla per sé (dico “parla” perché non conosco il termine che si usa in relazione al linguaggio delle quaglie).
    Buonanotte, andate a “dzocque” (come le galline), che è tardi.

  13. Ma veramente…. forse qualcuno dovrebbe avere la briga prima di ricondurre i mali dell’universo, sempre e comunque, a questo “Donzel” (wow che potere che ha quest’uomo), di informarsi meglio.
    Il regolamento del congresso regionale è quello Nazionale e deriva dallo statuto che chiunque può controllare sul sito.

  14. Donzel, da buon cinico, fa solo ciò che è utile – a lui, non al partito!
    Il problema è l’atteggiamento di coloro che gli stanno attorno: infatti, da solo, non potrebbe fare nulla! E’ attraverso costoro che agisce, assai più scaltramente – incredibile che sia possibile – del suo mentore originario.
    Lo strumento impiegato è la cooptazione nell’apparato: metodo semplice, ma antico!
    Per quanto riguarda il Regolamento – parola, quasi soggetto, taumaturgica – la risposta è una conferma: che sia inadatto (per non dire altro), alla situazione del PD in Vd’A poco importa. Importante è che sia rispettato. Assai più faticoso sarebbe stato adeguarlo – sforzo naturale in un partito federato – all’esigenza, per me irrinunciabile, di costruire un partito “aperto e plurale”. Ma ciò avrebbe significato correre alcuni rischi. E allora si fa finta di niente … ma si rispettano i regolamenti!

  15. Fabio, lascia stare l’universo, su. Si sta parlando di una molechina. Ma questo Donzel onnipotente non ha il dono della parola?, ha sempre bisogno di mandare un cagnolino a difenderlo? Dài, hai mostrato la tua fedeltà anche stavolta, torna a riferire.

  16. evvai!!! passiamo agli insulti. Complimenti. Comunque questa è casa tua e ne hai facoltà. Non cambia la realtà fatta di un partito plurale con gente diversa ma concorde che raccoglie i consensi degli elettori da una parte (e questo vorrà dire qualcosa) e l’astio e il rancore di alcuni dall’altra. Mi interessano i ragionamenti politici… se ne vorrai fare ancora su questo tuo blog…

    Quanto a Vanni…. non mi rassegno e ti ripeto. Sei fuori perchè hai fatto pubblicamente campagna elettorale per un’altro partito!!!! Fai quello! Non era questa la proposta che hai fatto al partito e che ti hanno bocciato?
    Avanti che la vita è bella!

  17. Vincenzo, non farti nessuna illusione.
    Donzel non parlerà mai, ma farà sempre parlare i suoi fedeli seguaci.
    E’ e rimane nello stile del partito da cui proviene, perderà il pelo ma non il vizio.
    Ha “usato” te e tanti altri nel momento in cui questo gli conveniva, poi ti (li) ha abbandonati quando non gli servivano più.
    Le persone sono numeri (tu conti 1, mentre in giro per mercati e braciole ne può raccattare 10, 100, ..).
    Ma Fabio Protasoni non è un cattolico? E parla come Donzel?
    Ripeto: continuo a parlare di Donzel (e mi sento legittimato a farlo), perché se siede in Consiglio regionale è anche perché ha “rubato” il mio voto, promettendo un tipo di opposizione a cui ha rinunciato fin dal giorno seguente alla sua elezione.
    Apparentemente finge di essere all’opposizione, ma poi vota il piano seconda casa (peggiore di quello proposto da Berlusconi), fa finta di criticare l’UV per l’accordo con il PdL, ma sotto sotto la asseconda in vista delle comunali di Aosta e qualche altro comunello.
    Un cinico e meschino opportunista, come giustamente dice Vanni Florio.
    Non lo avrei mai immaginato (non conoscendolo di persona).
    Le persone che gli stanno intorno e gli fanno la guardia del corpo, per quel poco che ho avuto modo di conoscerle, sono delle emerite nullità, una volta li chiamavano portaborse, ora non so.
    Al PD andrà il merito storico di avere strozzato nella culla la “primavera” valdostana, dopo averla, in apparenza, favorita.
    Mi aspetto ovviamente, gli insulti che mi merito.
    Non essendo un politico, non mi faranno né caldo né freddo.

  18. @Fabio
    “un partito che raccoglie il consenso degli elettori”, parli come Berlusconi, complimenti. Anche Hitler aveva raccolto il consenso degli elettori. Non misuro la validità delle idee sulla base delle percentuali elettorali. Dovrei diventare forse razzista, visto che la Lega raccoglie sempre maggiori consensi? In ogni caso il Pd valdostano raccoglie i consensi che raccoglievano i Ds, lo zoccolo duro ex comunista, che vota lì qualunque cosa succeda. Il progetto era ben più ambizioso, caro mio. L’avete distrutto con la vostre contorsioni ipocrite e conformiste, votate alla conquista di concretissime poltrone.
    I miei non sono insulti, ma constatazioni.
    Donzel non risponde e arrivate sempre voi (una volta uno una volta l’altro) a ripetere le solite formulette standard (“partito plurale” e altre amenità). Godetevi le prossime poltrone, è lecito, ma non rompete le palle con paroloni non degni di voltagabbana noiosi quali siete. Anche intellettualmente disonesti: siete arrivati al punto di pubblicare sul Travail una tua risposta a un mio comunicato, senza riportare quest’ultimo.
    Non c’è nessun rancore da parte mia. Solo disgusto.

  19. @Bruno
    Non mi faccio illusioni. Non ci tengo proprio alle risposte di Donzel. Mi fanno annoiare a morte al solo pensiero. E’ solo che questo accorrere di cagnolini a difesa è davvero rivoltante. Mi ricordano Bondi e Capezzone.

  20. @ Protasoni
    Ciò che ho manifestato in campagna elettorale è esattamente ciò che Donzel ha utilizzato, nei suoi programmi, per essere eletto segretario del PD e quindi consigliere regionale! Nulla più!
    Il curioso della vicenda è tutto qui. E nelle conclusioni che Bruno trae.
    Il fatto cioè che io sarei escluso dal PD perchè sostengo – nel PD – le stesse posizioni che sono servite a Donzel per diventare prima segretario del PD e quindi consigliere regionale.
    Sono io fuori dal PD o lo è Donzel?
    E’ Donzel che ha cambiato radicalmente idea. Non io. E’ lui che delle promesse fatte nel corso di due campagne elettorali non ne ha mantenuta una.
    E voi con lui! Tutto qui. Considerare questo personalismo o astio serve a parlare d’altro e quindi a non rispondere.
    Da notare che rivendico per il segretario il diritto di cambiare idea, mutando la politica e le sue fasi. Con una unica misura di salvaguardia – in un partito nuovo – per l’elettore chiamato a votare: che la decisione di cambiare idea e le ragioni che giustificano il cambiamento sia sottoposta o alla stessa verifica che ha consentito di raggiungere gli incarichi ottenuti o almeno analoga, quale ad esempio un’ assemblea aperta a tutti i partecipanti alle primarie. Ciò soprattutto quando in discussione vi sia la stessa natura nel partito nuovo, i suoi scopi e – oserei dire – le ragioni stesse della sua esistenza.
    Ma qui entra in gioco il Regolamento: alla mia richiesta non è possibile rispondere favorevolmente perchè non è previsto dal Regolamento. Ma il Regolamento prevede cosa si debba fare quando il segretario cambia idea?
    Questo è ciò che ho sempre sostenuto. Sino a quando ho partecipato alle Assemblee aperte e fuori di esse.
    Ma affrontare la questione in questo modo significa dare dignità politica a ciò che di dignitoso non ha nulla. Perchè il cambiamento “politico” di Donzel è semplicemente conseguenza dell’ennesima promessa fatta e non mantenuta: quella di non presentarsi alle regionali.

    Infine una domanda: ma Tonino Zaffettieri per chi ha fatto campagna elettorale?

  21. @ vincenzo:
    ma rispondi a tutti allo stesso modo? hitler, consenso, berlusconi, bondi e capezzone… ciarpame a effetto (!??!!) già sentito in risposta a miei post…. e accosti questo a fabio, sapendo di insultarlo insensatamente e stupidamente?
    ma adesso… cazzo, ho sbagliato, l’ho difeso: sarò considerato un cagnolino da guardia di protasoni? se così deve essere fammi almeno scegliere la razza: ho una predilezione per i bulldog…

    enrico bich

    ps (post scriptum, non partito socialista!!!) fossi in te i miei commenti precedenti non li avrei cassati, se non altro perchè non contenevano insulti nè nomi, erano, appunto, confacenti al REGOLAMENTO

  22. Stessa stupidaggine, stessa risposta. La qualità delle idee non si misura con il consenso elettorale (in questo caso tra l’altro solo presunto, mischiando disonestamente dati regionali con europei). Se non lo capite, sarò sempre costretto a farvi gli esempietti semplici semplici (tipo Hitler). No, tu non sei il cagnolino di Protasoni, tranquillo. Il tuo commento precedente era da maleducato. Non fare nomi ma farli intuire è lo stesso che farli.
    P.S. (Non ho insultato Protasoni, cerco solo di risvegliarlo dal coma).

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