Col tempo

Col tempo il terrore dei terrorizzati scema. I colpevoli svelano incautamente la propria colpa. I remissivi si ribellano a chi li sfrutta. Chi ha segreti se ne stanca e li confida.
(Tratto da Corpi da reato, di James Ellroy, Bompiani)

8 pensieri su “Col tempo

  1. chissà se, col tempo, sapremo anche che donzel raimondo (PD) non è più il segretario a suo tempo eletto dalle primarie, ma, se ha voluto conservare il posto, ha dovuto piegarsi ai voleri di alder tonino e dei suoi, nelle cui mani oggi è un misero burattino e di cui ovviamente deve assecondare i voleri (rivolti esclusivamente a rimanere in Giunta ad Aosta e a collaborare con l’UV).
    Tutto il resto (parole, manifesti, mozioni, congressi, ecc. … ) sono una meschina pagliacciata per i profani e per gli ingenui (e per chi ci crede).
    Povero PD valdostano, che dicono aperto e plurale, poveri illusi quelli che ci credono ancora, magari in buona fede.
    Un partito come gli altri, anzi peggio, perché si nasconde dietro una maschera che vorrebbe farlo credere nuovo, aperto, plurale.
    Invece è un partito nelle mani di un vecchio marpione della politica e degli affari quale è alder tonino (e i suoi).
    Caro raimondo, cosa non si fa per mantenere una carica!
    E quante palle si raccontano! dietro a quante vuote parole occorre nascondersi! e quanti scagnozzi bisogna mandare avanti con il turibolo in mano a recitare giaculatorie: “grazie segretario, ecc. ecc.”.

    Ma forse tutte queste cose le sappiamo già.

  2. @ Bruno

    Rispondo volentieri a Bruno con riferimento al DdL n. 45. Lo faccio per interesse professionale e per passione politica – ne ho ancora, nonostante tutto. E lo faccio per Bruno che saluto con piacere.
    Inizialmente ho valutato il DdL con riferimento a ciò che se ne poteva dire in rapporto alle indicazioni del Consiglio dei Ministri e della Conferenza delle Regioni, nella disillusione derivante nel constatare il mancato pieno utilizzo in materia, della ns autonomia speciale. Ho letto con maggiore attenzione il DL 45 nella formulazione uscita dalle Commissioni.
    Chi ha scritto il provvedimento? Chi lo ha scritto è a conoscenza del quadro legislativo urbanistico in Vd’A? Si è reso conto di ciò che sarebbe accaduto a seguito della scelta di procedere con una legge autonoma rispetto alla LR n. 11/1998? Di tutto ciò i ns governanti si sono resi conto, tutti, anche quelli di opposizione?
    Prima ancora che nel merito, il DdL n. 45 deve essere valutato nel metodo seguito.
    E’ fuori di dubbio che la LR n. 11/1998, con il supporto della n. 13/1998 (PTP), costituisce la struttura portante della politica urbanistica della Vd’A. E’ una legge che ha molti difetti, ma che è organica, prendendo in considerazione unitariamente, tutti i gradi della pianificazione urbanistica. Per quanti hanno poca memoria, ricordo che queste due leggi appartengono alla stagione politica della prima giunta Vierin (con l’allora PdS e i Verdi Alternativi, di cui ero capogruppo), che a tutt’oggi può essere considerata l’ultima vera stagione di approccio riformista della politica valdostana.
    E’ quindi evidente che l’intenzione politica di inserire nella legislazione urbanistica della Vd’A una sorta di premio di volume, dovesse entrare a far parte organicamente della LR n. 11/1998. E’ stata invece scelta la strada della legge parallela, separata. Costruendo così due regimi paralleli e diversi in rapporto alle stesse questioni. Creando confusione e estrema difficoltà di applicazione da parte dei privati e dei Comuni.
    Infatti il DdL n. 45 incide direttamente sui Titoli II e III della LR. n. 11/1998, senza che di ciò si sia tenuto conto: come si dovranno comportare i Comuni – quasi tutti – che ancora debbono adeguare il proprio PRG al PTP?
    Ma il DdL n. 45 incide profondamente e gravemente anche sul Titolo VI della LR n. 11, in relazione alle politiche di riuso e di conservazione dell’edificato storico, da una parte rendendo sostanzialmente inutili i PUD pubblici e privati – proprio nel momento in cui alcune più lungimiranti amministrazioni hanno iniziato ad accettarne la previsione – e, scelta gravissima, sconvolgendo l’art. 52.
    Il DdL n. 45, infatti si inserisce a forza e nei fatti nella legge n. 11 senza prevederne le necessarie correzioni e/o abrogazioni. La conseguenza è che non si sa quale sia la norma che deve essere seguita. Infatti quanto disposto dal 2° comma dell’art. 52 della LR n. 11 contrasta direttamente con quanto previsto dall’art. 6, 2° comma, lettere c) e d) del DdL n. 45. Chi ha ragione? Quale norma si applica in un Comune che si sia dotato della clas-sificazione degli edifici?
    La confusione che seguirà sarà massima con conseguenze nefaste sulla già scarsa credi-bilità della normativa urbanistica e sulla assai poco diffusa coscienza pianificatrice. Ne deriverà un ulteriore rallentamento degli adeguamenti del PRG al PTP a 11 anni dal-l’entrata in vigore della LR n. 11/1998, certificandone definitivamente il fallimento.
    Evidentemente questo è il destino del riformismo valdostano, almeno in questa materia.

    PS. Ricordo di aver proposto parecchio tempo addietro alla responsabile per l’organizzazione del PD, l’idea di organizzare una giornata di confronto sulle LR n. 11 e 13/1978, a dieci anni dalla loro entrata in vigore. Non ebbi nessuna risposta. Rifaccio la proposta e attendo risposta.

  3. Bella frase.
    Corrisponde abbastanza bene al processo di costruzione in corso della Torre di Babele.
    Dunque amici in giro c’è un marasma divertentissimo, peraltro però, già parzialmente in questi lidi preannunciato.
    Nei prossimi 2 o 3 mesi le carte verranno scoperte e non sono facili da anticipare.
    Parola d’ordine: ” Quand vous ne savez pas quoi dire répondez: differents niveaux”
    Si cercano giustificazioni appena passabili per far convergere le diverse idee.
    Secondo le ultime voci l’imbarazzo rimane comunque collocare insieme scelte così diverse fatte in così breve tempo 2005/2006/2008 e 2009; esercizio non facile nemmeno per le nostre sperdute lande.
    Situazione assai più complicata che nel 2005 dove non si capiva ancora se si era traditori o propositori di una nuova verdeggiante stagione valdostana.
    Nel dubbio, a quel tempo, ci furono le sistemazione più disparate dei tasselli disponibili.
    Le voci si inseguono; i commenti travalicano quella che è la pura realtà.
    La svolta, definitiva o meno che sia, si avvicina.

  4. giorgio bruscia, sul sito di area democratica, dietro un mare inconsistente di parole, di fatto conferma, o meglio non smentisce, l’analisi di cui sopra circa la situazione interna del PD, con un segretario diventato ormai fantoccio ricattato dai voleri (e dagli interessi non solo politici) di alder tonino.
    Il PD: un partito come tanti, di quelli che non avremmo più voluto vedere, in quanto a metodi comportamentali e a metodi di reclutamento (così ci avevano promesso).

  5. Ti sbagli, Bruno. Ho provato a dirtelo tante volte. Non c’è affatto un segretario ricattato. Nessuno lo ha costretto a quella politica. E’ una sua scelta deliberata, programmata sin dall’inizio. Ipocritamente e disonestamente. Non merita l’attenuante del “ricatto”, casomai l’aggravante dell’inganno.

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