I ragazzi del Cinquanta

Un articolo sul quotidiano spagnolo El Pais spiega bene, informando senza isterismi, cosa dobbiamo aspettarci dall’influenza suina nei prossimi mesi.

Molte cose si possono desumere dagli effetti del virus nell’emisfero sud, dove si è appena concluso l’inverno.

Possiamo riassumerli così: ci sono stati da 100 a 400 casi per 100.000 abitanti, che è lo standard per l’influenza “stanziale”, cioè quella “normale” che si ripete ogni anno, e ci sono stati meno casi gravi e morti di quanto si fosse temuto.

La differenza rispetto all’influenza stanziale è che l’H1N1 uccide più i giovani dei vecchi. A esserne colpite sono infatti le persone che hanno meno di sessant’anni. La ragione è nel fatto che nel 1950 ci fu un’epidemia di un virus simile, per cui chi era già nato allora ha sviluppato gli anticorpi, chi è nato dopo no. Le persone più colpite dall’influenza suina nell’emisfero sud sono state quelle tra i cinquanta e i sessant’anni, cioè le più vecchie tra quelle che non hanno gli anticorpi.

Sono fattori di rischio la predisposizione genetica, la preesistenza di malattie respiratorie e cardiache e l’immunodepressione. Sono gruppi a rischio anche le donne incinte e i bambini minori di cinque anni.

Il picco sarà probabilmente a novembre. Il vaccino attualmente disponibile non è efficace al 100% contro l’H1N1, ma se si aspettasse di avere quello più efficace si rischierebbe di arrivare in ritardo.

Articoli così seri, misurati e carichi di informazioni utili è difficile trovarli sui nostri giornali. Speriamo che l’informazione del nostro paese, sempre più urlata e sempre meno seria, con la complicità di una classe politica inadeguata, non finisca per provocare una pericolosa psicosi tra i cittadini.

Un pensiero su “I ragazzi del Cinquanta

  1. ma è vero che qui in VdA, vista la probabile carenza di vaccini e dovendo fare delle scelte, daranno la priorità a chi dimostra di avere una buona conoscenza del francoprovenzale? Il PD si astiene positivamente.
    (scusate, ogni tanto bisogna pur scherzare … io comunque tengo a precisare che lo conosco molto bene … pur non avendolo frequentato a scuola, me l’ha insegnato la mamma).
    Dze predzo patoué.

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