La vedi la clinica lassù, sulla collina?

I giornali hanno dato largo spazio alla riconferma di Albert Lanièce all’assessorato regionale alla sanità. Come usa da queste parti, la vicenda è stata affrontata dai partiti politici (e dai mezzi d’informazione) esclusivamente sul piano del teatrino inscenato a uso dei gonzi. 

La sanità, con i rifiuti, è notoriamente il settore dell’economia che permette gli affari più lucrosi. Non per niente le organizzazioni criminali, in tutto il paese, intrecciano sempre più le loro attività con i meccanismi economici degli appalti, delle convenzioni e delle forniture. Il controllo politico del settore, che muove interessi notevolissimi, è perciò conteso dai gruppi di potere, che si affrontano senza esclusione di colpi. Gli appalti per l’infinito rimaneggiamento dell’ospedale di viale Ginevra e le convenzioni con le nuove cliniche private saranno un’arma di controllo politico molto efficace. Il nuovo-vecchio assessore non avrà certo margini autonomi di manovra, e dovrà adeguarsi alle decisioni prese altrove.

La discussione sulla sua eleggibilità si è basata su considerazioni tecnico giuridiche di nessun interesse, usate per distogliere l’attenzione dei cittadini dalla vera questione. Gli assessori tecnici ci sono sempre stati, e il fatto che Lanièce  non fosse eleggibile come consigliere non implica certo che non lo fosse come assessore. E figuriamoci se Rollandin si sarebbe fatto scrupolo di rimangiarsi la parola data dopo la prima sentenza di ineleggibilità.

La vera questione era invece: quale gruppo di potere, e con quali accordi con gli altri gruppi, controllerà l’assessorato? La prima risposta la sappiamo, la seconda no.

La conseguenza di questo modo degenerato di fare politica, è che chiunque sia l’assessore, questa legislatura sarà caratterizzata, come le precedenti, dall’assoluto disprezzo per gli interessi della collettività. Alla salute dei cittadini e al buon funzionamento della sanità regionale la classe politica al potere in Valle non è interessata per nulla. Basta vedere l’incredibile pasticcio del previsto ampliamento dell’ospedale di viale Ginevra. Tutta la maggioranza che sostiene il governo Rollandin e l’assessore Lanièce si era spesa, in occasione del referendum, per difendere la scelta sciagurata del progetto di ampliamento a est propugnato dal precedente assessore Fosson, ora esiliato a Roma. Molti cittadini, intimoriti dalla possibilità di controllo del loro comportamento elettorale da parte del regime, che invitava all’astensione, non si erano recati alle urne (tra i votanti aveva vinto nettamente il sì all’ospedale nuovo). L’Uv e i suoi alleati avevano esultato per il mancato raggiungimento del quorum, e in seguito l’assessore Fosson si era lasciato andare a previsioni trionfalistiche sulla realizzazione del folle progetto

Oggi gli stessi partiti si sono dimenticati  di tutto ciò. Eppure si parla di solo due anni fa. Il progetto di Fosson non si sa che fine abbia fatto. I tempi dell’ampliamento (!?) sono slittati. Oggi il vecchio-nuovo assessore parla di inizio lavori nel 2013, mentre Fosson aveva indicato il 2009. Di unificazione delle sedi ospedaliere nessuno parla più. Ma non era indispensabile e urgente, visti i rischi per la vita dei pazienti del Beauregard, che rischiano di morire durante il trasporto tra le due sedi verso le sale di rianimazione di viale Ginevra?

Intanto entrambe le sedi ospedaliere cadono a pezzi, costringendo gli operatori e i degenti a districarsi tra i mille inconvenienti tecnici e logistici di una struttura vecchia di settant’anni e di un’altra più simile a un carcere che a un ospedale. E le cliniche private si assicurano convenzioni molto favorevoli e lauti guadagni.

10 pensieri su “La vedi la clinica lassù, sulla collina?

  1. Tutto giusto e molto ben esposto.
    Se posso aggiungere qualcosa, mi pare che l’eco-mostro realizzato a Sarre in tempi record – dopo che ci avevano detto che un nuovo ospedale avrebbe richiesto anni di lavori per un completamento perdipiù incerto – abbia anche un altro significato, altamente simbolico.
    Questo sbrego non è stato nascosto in qualche recondita frazione, in omaggio al principio gesuitico del nisi caste tamen caute. No, si è chiaramente voluto fare un salto di qualità, si è voluto plasticamente e icasticamente segnalare che il tempo dell’ipocrisia è finito e che il potere può ora mostrare la sua laida voracità senza velo alcuno. La localizzazione dell’orrore, che lo rende visibile fin da Chambave con bel tempo, di giorno come di notte (è ancora vuoto, ma le luci rimagono accese), mi pare stia a segnalare nel dolore al contribuente-suddito valdostano che egli è, appunto, questo e questo solo. Quasi come un castello, che protegge chi vi è dentro (non i pazienti, in questo caso, ma gli aggiudicatari di una convenzione) e opprime chi invece, alzando lo sguardo, non può fare a meno di notarlo.
    Dagospia chiama spiritosamente uno dei gruppi di potere cui immagino si fa allusione nel post Comunione e Fatturazione. Che sia lui il nuovo sovrano della Valle, e Rollandin solo un volgare valvassino?

  2. quanti sanno che la clinica privata è il risultato di un lunghissimo braccio di ferro Rollandin-Milanesio incominciato negli anni della prima presidenza Rollandin ,se non prima?

  3. Adesso Rollandin e Milanesio sono alleati, e nessuno sa (nessun giornalista si è mai sognato di chiederlo) quali sono i punti “qualificanti” del loro accordo.

  4. quanti sanno che a suo tempo (dopo le disgrazie di rollandin), il PUD della clinica, dopo parere negativo del CRPT (Comitato Regionale Pianificazione Territoriale) motivato tra l’altro dalla totale mancanza di opere di urbanizzazione, tra cui la strada di accesso (il cui costo, credo, dovremo sobbarcarci noi cittadini), non fu approvato per ben due volte successive dalla Giunta regionale di Viérin. Poi …

  5. credo che fosson e Comunione e Fatturazione non c’entrino niente (almeno); fosson ha solo dato il via (su ordine altrui), ad una situazione che si era “politicamente” (termine che uso nel suo senso peggiore) sbloccata.

  6. così come credo che fosson non c’entri nulla con la ristrutturazione del vecchio ospedale invece della costruzione di un ospedale nuovo: ordini di scuderia. D’altronde fosson è stato prelevato da CL e candidato Assessore solo perché aveva una buona riserva di voti (CL) da portare con sé.

  7. Ci fossero giornalisti veri, questo sarebbe un argomento molto appetibile, degno di una bella inchiesta. Ma dove sono?

  8. Aspettiamo sempre un Marc Travail.
    Fosson e Lanièce: due medici come tanti altri presi di peso e messi lì da chi può, a dirigere l’Assessorato alla Sanità per conto terzi.
    Idem per Isabellon all’Agricoltura.
    Sarà un caso, ma sono tutti e tre della Bassa Valle, la quale ha “politicamente” un ben preciso “centro di gravità”.
    Intanto oggi la Soc. Isav è stata autorizzata dalla Giunta ad esercitare la sua attività a Saint-Pierre.

  9. E chissà perché a diego empereur, principe di sarre, comune che, se non mi sbaglio, si è sempre finora rifiutato di sistemare ed allargare la strada di accesso alla clinica, è improvvisamente venuta la fregola dell’Assessorato alla Sanità? Perché, praticamente, solo a lui?
    E perché rollandin gliel’ha fatta brutalmente passare?

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