Fa senso questa storia

I due personaggi che più hanno voluto il Pd, Romano Prodi e Arturo Parisi, e il suo primo leader, Walter Veltroni, non sono presenti alla Convenzione nazionale. Una provvidenziale febbriciattola ha bloccato anche uno dei due segretari fondatori, Francesco Rutelli.
Li capisco, a me è da un anno che questo partito fa un po’ senso.

21 pensieri su “Fa senso questa storia

  1. Se mi è concesso commentare questioni del PD, direi che proprio l’eterogeneità di vedute degli assenti qui citati indica che qualcosa non funziona nella gravidanza del PD. Prodi non disdegnerebbe aperturismi alla sinistra che non sono graditi a Veltroni e men che mai a un Rutelli che si è espresso più volte in maniera che evidenzia spinte centriste. A mio avviso, è errato il tenzone fra i tre aspiranti alla segreteria, col sottinteso che il vincitore poi definisce una linea il cui tratto più caratterizzante sarà la posizione verso le sinistre, oggi diasporate ma forse riassemblabili. Io avrei visto meglio un ipercongresso che individuava una linea; solo poi si sarebbe cercata la persona migliore per portarla avanti. Il dubbio esistenziale del PD è: imbarco le sinistre, caratterizzandomi in un certo modo, ma con minori possibilità di sconfitte elettorali nel medio termine; oppure prescindo dalle sinistre e tento un utopistico sfondamento al centro? Questo era il punto da approfondire, non le ciance su chi sa fare meglio il nodo della cravatta tra Bersani, Franceschini e Marino. Il tutto è comunque estraneo al mondo valdostano, ove il 70% dei voti va a forze solo locali e ove le tematiche sono altre.

  2. Perchè non mi piace come il PD locale amministra Aosta con l’UV e neanche come fa opposizione in consiglio regionale. (credo che la seconda abbia in qualche modo una relazione di consequenzialità con la prima)

  3. Capisco. Converrai che questo è il contenuto di una politica e che le primarie sono il metodo per decidere di quelle politiche.

  4. @fabio:

    A quanto mi risulta non c’è possibilità di scegliere nessuna mozione regionale diversa da quella di Donzel, ma se mi sbaglio ben venga.

    Sai qualcosa che non so?

  5. cè una mozione sola. è vero. il motivo è che nessuno ne ha presentata una diversa. l.hai letta? cosa ne pensi? comunque non è obbligatorio votare per quella regionale…. prendi solo la scheda nazionale.

  6. @El Pì
    non farti ingannare. Quel partito di poltronisti ha bisogno di una buona partecipazione per potersi vendere meglio nelle trattative per le comunali. Tutto il resto è fuffa.

  7. Si continua a far finta di non capire.
    Perchè c’è una mozione sola? Rispondono (non sai se ci sono o ci fanno): ma perchè nessuno ne ha presentata un’altra.
    Lapalissiano!
    Non spiegano perchè nessuno ne ha presentata un’altra.
    Perchè le regole che il PD valdostano ha accettato a Roma lo impedivano! Le regole centraliste di un partito federalista sono tornate comode al nostro!
    Infine, a scanso di possibili rischi, sono stati preventivamente messi fuori da questo PD coloro che, unici, avrebbero potuto voler presentare un’altra candidatura, pur non avendone l’intenzione.
    E sono stati accolti in questo PD coloro che servivano a portare acqua al mulino dei soliti, anche se si trovavano nelle stesse condizioni degli espulsi.
    Ma ci sono le regole da rispettare!
    Quali regole di grazia?
    La carta dei valori!
    … Che vale solo per qualcuno … in momenti particolari … nel silenzio totale di tutti!
    Ma è possibile il numero esatto degli iscritti?
    Il numero di coloro che hanno votato, circolo per circolo?
    Curiosamente pubblicano solo le percentuali.
    Nei tempi peggiori dei DS, questi avevano 450 iscritti, divisi metà ad Aosta e metà nella Valle. Il PD, dopo il giro di testa che anch’io inizialmente ho fatto, non raggiunge 250 iscritti. Di questi hanno votato circa 130, non so come suddivisi. Vale a dire: alcune famiglie! Direte: famiglie in senso lato. NO! Famiglie nel senso di famiglie: marito, moglie, figlio, figlia, ecc. Così come per i delegati alla convenzione regionale!
    Un premio a chi indovina le famiglie più potenti!
    Ma tutto ciò possiede ancora un senso politico? Vorrà dire qualcosa ciò che accade o è giusto rilevare solo ciò che non va bene in casa d’altri?
    Che disastro!
    Vanni

  8. @El Pì
    ovviamente so che tu non hai alcun bisogno del mio avvertimento. Dicevo a te (nuora) perché suocera (potenziale partecipante alle primarie) intendesse.

    Sono d’accordo con Vanni. La ridicola giustificazione di Protasoni (non c’è un’altra mozione perché nessuno l’ha presentata) è degna del miglior Totò.

  9. Candidato unico alla carica di segretario, già segretario uscente, consigliere regionale, candidato alle elezioni europee, mi sorge un dubbio ma se il PD non avesse Donzel esisterebbe un PD Valle d’Aosta? E poi appena eletto non aveva affermato di voler svolgere solo il ruolo di segretario del partito?
    @ Vincenzo e Vanni
    mi sbaglio?

  10. Candidato unico alla carica di segretario, già segretario uscente, consigliere regionale, candidato alle elezioni europee, mi sorge un dubbio ma PD Valle d’Aosta non ha altre persone da presentare? Tutto questo stride con le dichiarazioni di Raimondo, dopo essere stato eletto alle primarie, di voler svolgere solo quel ruolo.
    @ Vincenzo e Vanni
    mi sbaglio?

  11. Nell’ordine: il Pd ha bisogno di una larga partecipazione perchè vogliamo che il Pd cresca con la PARTECIPAZIONE dei suoi elettori. E’ un po’ surreale pensare che “non partecipando” le cose possano migliorare. Anzi più che surreale è berlusconiano…. Se uno è un elettore o un simpatizzante venga e decida come meglio crede. Qualche altro partito fà di meglio? Le regole delle Primarie non impedivano niente a nessuno! Una mozione si poteva presentare raccogliendo o il 10% dei componenti l’assemblea regionale uscente oppure da un
    numero di iscritti pari all’1%. Non è successo perchè cè una coesione vera su un progetto politico e su un candidato. Nessuno a messo fuori nessuno. Alcuni hanno deciso liberamente di uscire dal PD e appoggiare un’altra formazione politica. Di altri, nelle stesse condizioni (?) che invece sarebbero stati accolti non sò. Chi sono?. Per il resto…. mah. Mi piacerebbe poter emulare Totò ma non credo proprio…. Se la giustificazione è ridicola aspetto di sapere da chiunque poss adirlo chi nel PD voleva candidarsi alla sua guida e non lo ha fatto perchè oppresso dalle regole o da una maggioranza uscente autoritaria e fascista. Qualcuno mi può fare dei nomi? Thanks. In quanto alle critiche su accentramento di cariche e company… non credo proprio che IDV possa dare testimonianza di comportamenti visto l’elenco dei ruoli del suo leader. Da ultimo… io non abbastanza tempo da passare on line per “truffare nessun navigatore al fine di convincerlo a venire alle primarie in cambio di una poltrona per me o per qualcunaltro”. La spiegazione è molto più semplice. Sono interessato all’opinione vostra e di tutti (nonostante alcuni di voi) perchè mi interessa capire cosa si pensa di quello che stiamo facendo. Sarebbe, però, ora di uscire da questo tunnel livoroso ed elaborare il lutto di un partito che, legittimamente, non la pensa come voi e criticarlo nel merito. Sarebbe di aiuto.

  12. @Fabio:

    I fatti, precedenti alle scorse elezioni europee, che hanno causato la fuoriuscita dal PD-VdA di alcuni elementi contrari alla linea del segretario regionale Donzel (in sostanza contrari ad amministrare ad Aosta con l’UV) li ho sentiti (o letti) dall’owner di questo blog e da altri fuoriusciti, come anche da chi ha deciso di restare nel partito, vedi Bich su questo blog e altri.

    Io evito di entrare nel merito, anche se ho una mia idea.

    Mi chiedo piuttosto, e lo chiedo a tutti gli interessati, se non sia possibile arrivare ad un confronto, testando il modello di primarie più chiuso che vuole Bersani, tra le due linee. (di modo che non ci siano sospetti di interventi di autonomisti “buoni” e “cattivi”)

    Se non sarà possibile questo 25 ottobre, almeno il giorno in cui scadrà il mandato di Donzel (dura 3 anni giusto?).

    Un confronto che faccia decidere chiaramente (ancora più della volta scorsa) all’elettorato del PD valdostano anche quale linea scegliere nei confronti dell’Uv.

    Ora, io non so quanto fosse possibile presentare un’altra mozione, nè quanto si siano impegnati coloro che erano interessati a farlo, se fosse possibile in questo contesto cambiare segretario/linea o meno.

    Mi sembra però che sia nell’interesse e nello spirito del PD (soprattutto quello che sarà di Bersani) valorizzare le pluralità, il che cozza un po’ con quello che molti dei democratici valdostani affermano in questo ultimo periodo quando dicono “adesso siamo tutti coesi”.

    Certo, chi non era “coeso” non c’è più. Il tutto mi appare un po’ franceschiniano, se mi concedi la battuta.

    Quindi, a mio onesto parere: valorizzare la pluralità = fare TUTTI in modo che ci fosse più di una mozione.

    Voterò alle primarie, perchè ho a cuore il destino del più grande partito di opposizione in Italia, e voterò Bersani, ma, come mi consigli di fare nel mio caso, mi asterrò dalle regionali.

  13. @ Fabio
    Paragonare Donzel a Di Pietro mi sembra un pò azzardato!
    Per quanto concerne il “PD pensiero” mi piacerebbe conoscerlo perchè tra “différents niveaux ” e opposizione costruttiva non sono ancora riuscita a capire quale sia.

  14. siamo alle solite….
    con l’uv o contro l’uv
    e basta, cambiare un pò il tiro e finalmente dire se le scelte fatte ad aosta sono buone o meno e se non lo sono perchè, non sarebbe meglio?
    non sarebbe meglio discutere nel merito delle cose?
    discutere esclusivamente di alleanze con l’uv o contro l’uv non è un pò come definire sè stessi attraverso gli altri? non è un pò come abdicare alla propria identità per definirla solamente in rapporto a terzi?
    tutto questo non mi appassiona….
    @ el pì
    mi fa piacere che voterai almeno per il nazionale
    tu voterai bersani (io no, marino…) ma ricorda che bersani sta facendo oggi contro berlusconi una battaglia incentrata sulle scelte politiche e non una sterile opposizione “contra personam”, come altra parte di (becera) opposizione sta facendo
    qui si deve fare la stessa operazione culturale: il programma politico e le scelte che il pd fa e farà per aosta e per la regione sono o non sono compatibili con un’alleanza con l’uv? mettiamo al centro il pd e le sue scelte… chi ci sta a governare con noi si faccia avanti…. ma basta a proclami contro, non portano a nulla di buono.
    @ vanni
    per presentare una candidatura alternativa bastavano 2 (due!!!!) dei 16 costituenti….. ma proprio 2 dei 16 se ne sono andati con le loro gambe dopo l’assemblea di mongiove…..non piangiamo sempre sul latte versato….

  15. @ vezza
    …. scordavo, dal post precedente…. 4 gatti al congresso pd? a quando il congresso idv? (ah, ah, ah, ah…)

  16. L’epitaffio sul confronto l’ha scritto Protasoni: nel PD VdA “c’è una coesione vera su un progetto politico e su un candidato”.
    Tutti sappiamo invece, che la distanza politica esistente tra Area Democratica e il suo guru e Alder Tonino & C. è siderale! Nel recente passato rasentava il disprezzo. Prendo atto che si sono incontrati su di un progetto politico.
    Quale, di grazia?
    Non mi interessa la questione: con l’UV o contro l’UV. Sostenere che per me e altri questo sarebbe il problema è quantomeno superficiale. Ho invece sempre sostenuto che l’obiettivo del PD era di costruire l’alternanza. Anche in Valle. Anzi, si dice che il PD sia nato proprio per questo. O sbaglio?
    L’obiettivo, in Valle, è ancora più difficile che altrove, per i motivi noti a tutti.
    Per farlo, sono convinto si dovesse:
    * costruire un forte partito di centro sinistra riformatore – che si chiamasse PD o in altro modo era questione trascurabile, autorevole, riconosciuto, legato al territorio, alla sua storia, in grado finalmente di affrontare – da sinistra – il tema dell’autonomismo in rapporto alle altre comunità delle Alpi, alle altre comunità nazionali della montagna, alla riforma federale dello Stato e all’Europa. Un partito che non avesse necessità di affermare la propria importanza, essendogli riconosciuta la capacità di aggregazione e di sviluppo del confronto. Un partito che fosse autenticamente federato con il PD nazionale e che nei suoi contenuti, obiettivi, metodi vi si riconoscesse integralmente e pienamente, partecipando di diritto a tutti i livelli dell’organizzazione nazionale, rafforzando anzi i rapporti ben più di quanto non fossimo già riusciti a rafforzarli con I DS;
    * prestare grande attenzione a quanti, nel campo autonomista, dimostrassero di essere disponibili ad avviare una riflessione comune su questi temi, libera da posizioni aprioristiche e aperta a soluzioni anche profondamente diverse e fortemente innovative rispetto a quelle oggi praticate. Era sufficiente riflettere sul recente passato (metà degli anni 70) per non ripetere gli errori – gravissimi – che l’allora sinistra – tutta – commise;
    *realizzare in VdA una struttura partito effettivamente federata con il centro in cui sia le regole sia i meccanismi di definizione della struttura dirigente fossero correlati con le dimensioni della Valle e soprattutto tenessero conto del grado di partecipazione dei cittadini al libero e aperto confronto politico, che non ha probabilmente uguale nel resto d’Italia. Per non trovarsi con una struttura partito persino arretrata rispetto al tentativo costituito dalla “Gauche Valdotaine”, rispetto alla quale abbiamo ad esempio perduto la sua originale e autonoma capacità organizzativa, riconosciuta dal partito nazionale.
    Questo ho sempre sostenuto, con tutta la forza e la convinzione di cui ero capace, negli incontri preliminari alla costituzione del PD cui ho l’onore di avere partecipato.
    Così, ahimé, non è stato.
    L’incredibile è che non siamo stati sconfitti su questo. Magari così fosse stato. Avremmo la consolazione di dire: ci ha sconfitto un’altra visione politica. Ci ha battuto invece un’altra scelta, quella si aprioristica e disgiunta da ogni confronto sui programmi, effettuata a urne chiuse, tradendo il mandato elettorale e solo per mantenere la poltrona! Scelta prontamente accompagnata da quanti, sono usi a seguire il vincitore …
    D’altra parte la stessa relazione alla Convenzione del candidato alla segreteria non presenta alcuna riflessione sulla politica valdostana, se non attraverso la connessione con le prossime scadenze elettorali. Visione che per ovvi motivi, come noto a tutti, non favorisce “la politica”.
    Ora si inizia a parlare di programma, subordinando ad esso ogni altra questione.
    Bene! Cosa c’è di più politicamente corretto che valutare – ad es. per Aosta – i problemi e i temi della città e dei cittadini. In tema di programmi ho qualche titolo per svolgere alcune considerazioni e per presentare alcune domande.
    Ho infatti redatto pressochè per intero, nel 2005, il programma dei DS per le comunali di Aosta. Quel programma entrò a far parte, quasi per intero, del programma di tutta la coalizione che vinse le elezioni con Grimod sindaco. E parte di esso, proprio quella politico-programmatica, venne impiegato dal sindaco per la sua relazione programmatica.
    E’ possibile – da qualche parte – avviare una valutazione di ciò che è stato fatto?
    Infine, senza polemica, ma per spiegarmi sino in fondo e su di un piano ancora più concreto: qualcuno si è accorto in questi 5 anni, che alla responsabilità dell’urbanistica della città non siede più il prof. Cossard, ma Marino Guglielminotti Gaiet, dei DS ora del PD?
    Io non me ne sono accorto, ma non faccio scuola.
    Sono convinto che molti cittadini non se ne siano accorti.
    E questo, allora, cosa vuol dire?

  17. Caro Enrico ho semplicemente commentato una foto che tra l’altro non ho scattato io. Se volevate il pienone dovevate convocare le truppe cammellate, a quel punto avrei detto: oooooooh quanta gente!

  18. @bich:

    Certo, è inutile rivangare discussioni già fatte.

    Tu parli di programmi e va bene. Mi permetto solo di fare una o due considerazioni politiche (anche ideologiche se vuoi), che secondo me, nelle conseguenze, hanno delle ripercussioni sul modo di amministrare Aosta e la VdA.

    Posso anche ammettere: un PD che si allea con UV-SA-FA tiene lontane le destre dal governare.

    Per contro però, questa convergenza non ha mai più permesso in Valle d’Aosta l’esistenza di una vera e propria alternanza.

    Io credo che non si debba sottovalutare questa questione, alla base di ogni democrazia reale (anche nelle dimensioni di una regione a statuto speciale come la nostra).

    Qualche mese fa parlavi di un PD che al governo di Aosta “faceva la differenza”. Seguendo un po’ di consigli comunali io questa differenza non l’ho vista (tanto che qualche volta il vostro gruppo in aula quasi non interviene).

    Si scherzava (e questa prendila come una battuta un po’ demagogica senza intenzione di offendere) tra chi seguiva, che fare il consigliere comunale del PD fosse il lavoro più bello del mondo, fino a che qualcuno non tocca un tuo assessore te ne puoi stare seduto tranquillo davanti al portatile.

    Mi è parso di vedere quindi una maggioranza vastissima e molto eterogenea (alla quale nelle votazioni ultimamente si aggiunge anche il PdL) che amministra oggi, come amministra da ormai moltissimi anni.

    Questo provoca delle distorsioni e un modo di gestire la cosa pubblica spesso piuttosto approssimativo.

    Ps: lo so che il grosso del lavoro lo fate altrove essendo forza di governo, le mie impressioni però restano.

    Pps: ho militato un anno nell’IdV, è un partito che si è rimboccato le maniche quando Veltroni faceva Veltroni, mi sembra un po’ ingrato il paragone con la forza politica erede del più grande partito comunista in europa.

    PPPs.: parafrasando Bersani, lo vogliamo dare anche in VdA un senso a questa storia?

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