Gattopardi prudenti

repubblicafontine

Le polemiche sulla nomina di Bruno Milanesio a capo della società che dovrà gestire i lavori per la cittadella universitaria hanno reso manifesta la principale caratteristica di questo governo regionale: il compromesso storico tra Rollandin e Milanesio.

È un fatto che alla sua dote elettorale già cospicua l’imperatore Augusto nelle ultime elezioni ha visto aggiungersi un contributo (non esattamente valutabile ma sicuramente consistente) di preferenze personali a lui portate dal vecchio volpone Bruno. Il quale, potete giurarci, non ha offerto questo aiuto per pura generosità. Anche perché l’accoppiamento appare quasi contronatura, dopo anni di diffidenza (diciamo così) reciproca, risalente al Ribaltone del 1990, che era stato orchestrato proprio con la regia di Milanesio ai danni dell’onnipotente Rollandin I. E dopo più di un decennio in cui Milanesio tuonava, sempre con i toni ironici e canzonatori di cui è capace, contro la repubblica delle fontine descritta in un suo noto pamphlet del 1993.

Prima di ogni altra considerazione (che farò in prossimi post) si può dire quanto sia impressionante la longevità politica dei due, più volte dati per morti e poi risorti più forti che mai.

Bruno Milanesio cominciò la sua prima carriera politica negli anni sessanta. La concluse, da assessore regionale in carica, quando venne arrestato durante una riunione di giunta del 17 giugno 1977 (per una vicenda immobiliare). A Roma era in carica il governo Andreotti III. Era l’Italia degli anni di piombo. Silvio Berlusconi non si occupava ancora di televisione.

Augusto Rollandin, da parte sua, entrò in scena nel 1982, quando divenne assessore alla sanità, due anni prima di fare il salto alla presidenza della giunta in seguito alla fuga all’estero di Mario Andrione.

Intanto Milanesio, dopo alcuni anni di purgatorio (aveva anche scontato una pena carceraria), cominciava la sua seconda carriera politica il 17 gennaio 1986, ritornando segretario del Psi valdostano. A Roma si era insediato da alcuni mesi il primo governo Craxi. Era il tempo dell’edonismo reaganiano e della Milano da bere.

Parliamo di tempi lontanissimi. Un altro secolo, davvero.

La storia dei due si incrociò nel 1990, anno del Ribaltone, lo storico evento che scalzò, per soli due anni, l’UV dal potere. Milanesio, con una “congiura” ottimamente organizzata, detronizzò Rollandin I. Un evento “maledetto”, che non avrebbe portato fortuna né all’uno né all’altro. Nel 1993, infatti, Milanesio ebbe una nuova disavventura giudiziaria, per via di una mazzetta (considerata dai giudici finanziamento illecito ai partiti) spartita tra il Psi, il Pds (Alder Tonino patteggiò la pena) gli Adp e il Pri. Negli stessi anni Rollandin venne invece coinvolto in diverse inchieste, provando anche il brivido di un arresto e subendo alcune condanne.

La fine di un’era, anche perché la vita politica italiana era travolta dal ciclone Tangentopoli, e sembrava che nulla avrebbe mai potuto essere come prima.

Invece, sedici anni dopo, Rollandin e Milanesio sono di nuovo sulla cresta dell’onda. Il primo è diventato Rollandin II, mentre Milanesio costruisce la sua terza carriera politica agendo indirettamente, muovendo le sue pedine, fondando associazioni trasversali (Evolvendo) e partecipando (influenzandola) alla politica del sovrano.

In sostanza siamo ancora fermi ai protagonisti di vent’anni fa. Certo non possiamo addossare  la colpa di questa immobilità della politica valdostana alla strana coppia, quanto piuttosto all’insipienza e all’inconsistenza di un’intera classe politica. E anche alla variante al gattopardismo inventata dai prudenti valdostani, consistente nel non cambiare nulla… perché non cambi nulla.

7 pensieri su “Gattopardi prudenti

  1. i “maitres chez nous” o “bagues de no-s-atres” (cose nostre) hanno stretto la mano alla “mafiosità” calabrese: conclusione logica e naturale in un contesto come il nostro, dove i soldi pubblici abbondano, la politica non esiste, la popolazione è disastrosamente e da secoli passiva ed imbelle, l’opposizione (chi l’ha vista?) ed è in mano a personaggi come tonino, il cui curriculum è a tutti noto.
    Il resto è propaganda a cui credono gli ingenui o gli sciocchi (ma non quelli che ce la propinano quotidianamente).
    Non so neanche a cosa possano servire le prossime elezioni comunali ad Aosta, quando la diarchia Rollandin-Milanesio ha già deciso o deciderà tutto: probabilmente ad eleggere un inutile ed inetto sindaco prestanome (favre potrebbe andare benissimo).
    E il PD, o meglio l’ennesima mutazione antropologica dei DS? vedremo se avranno un minimo di dignità, e se prenderanno posizione prima che sia la stessa UV a dar loro un calcio nel sedere o se si accontenteranno di qualche briciola per tonino (ipotesi più probabile). La chiameranno “convergenza democratica per il progresso”, come vuole bersani.
    VdA = “mafia”

  2. due brevi nore:

    1- nella spartizione hai dimenticato la DC, il “contributo” ai partiti era stato incassato, se non erro, da Gianni Bondaz presidente pro-tempore della Giunta (polpetta avvelenata ingoiata immediamente, il che la dice lunga sulla grande intelligenza politica dei personaggi).

    2- non riesco a comprendere questo aspetto:
    non ho visto manifestazioni e cartelli di protesta quando Rollandin dopo la trombatura alle politiche del 2006 venne nominato presidente della CVA, un curriculum più scarso? una poltrona meno importante? o semplice viltà?

  3. Pingback: » Il polso dell’elettorato unionista VdA Today

  4. Pingback: Di prostituzione e politica « JeKo's blog 0.5 c

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