Un potere invisibile

Norberto Bobbio ha affermato che, mentre un potere invisibile corrompe la democrazia, l’avvicendamento al potere mediante libere elezioni resta, almeno sino ad ora, l’unica forma in cui la democrazia ha trovato la sua concreta attuazione. In Valle d’Aosta da tempo non si verifica un reale avvicendamento nella gestione del potere mentre, in forza delle norma di attuazione ottenute a partire dal 1981 (…), il potere di intervento della Regione è aumentato considerevolmente.
(…)

È un fatto acclarato che l’attuale gruppo dominante dell’U.V. abbia organizzato l’occupazione sistematica dei principali centri del potere politico, economico e finanziario dell’Ente Regione e degli altri enti  e società in qualche modo da lei dipendenti. Tale scalata, accompagnata da una disponibilità senza precedenti del bilancio regionale, ha incoraggiato la creazione di gruppi lobbistici variamente ramificati ed estesi che a quella parte politica fanno esclusivo riferimento realizzando un potente – anche perché occulto – sistema di controllo politico sociale ed elettorale.

(…)
Certe sorprendenti crescite elettorali accompagnate da performances individuali estranee alla nostra tradizione, sono l’eloquente ed incontrovertibile dimostrazione di come l’attuale sistema di potere abbia distorto profondamente le regole del gioco democratico della nostra comunità.

[Estratto dalla mozione di sfiducia alla giunta Rollandin in occasione del Ribaltone, 6 giugno 1990, firmato Dolchi, Mafrica, Lavoyer, C. Monami, Bajocco, Rusci, Milanesio, Ricco, Martin, Beneforti, Bondaz, Trione, Pascale, Limonet]

7 pensieri su “Un potere invisibile

  1. Non mi sembra un potere così invisibile.
    L’occupazione dei centri del potere per giunta non mi sembra per nulla occulta.
    I nomi sono chiari. Le procedure che hanno portato all’investitura abbastanza evidenti.
    Quella che è diventata invisibile è la volontà di combattere questo tipo di potere.
    Perchè?
    E’ la risposta a questo perchè che crea l’ago della bilancia.
    E’ troppo facile dire che vi è un’assuefazione e un consenso trasversale.
    Intanto il consenso esiste ed è la base della democrazia, o almeno di questo tipo di democrazia.
    La mancata evoluzione critica della società anestetizzata da piccoli favori, dalla concessione di un posto di lavoro inutile ma necessario, da una gestione facile del denaro pubblico fino a che punto è contestabile?

  2. bruno milanesio pubblicherà a breve un secondo volume: “La repubblica delle fontine Dop”, con la prefazione di augusto rollandin. Buona lettura.

  3. A me sembra che la sterilità stia prendendo il sopravvento.
    La gestione del denaro pubblico è sempre contestabile.
    Ma nel momento in cui noi tutti siamo complici e vittime silenziose di questo meccanismo a poco serve poi lamentarsene.
    Scendiamo in campo in qualche modo.
    Altrimenti i nostri urli resteranno lamenti alla luna.

  4. Pubblico questi documenti perché mi colpisce molto l’assoluta immobilità della società valdostana. Le parole del documento restano sostanzialmente valide dopo vent’anni. Oggi l’Uv è stata costretta ad allargare ad altri commensali (Stella Alpina, Fédération e Pd) la spartizione della torta, pur tenendo il controllo. E “i gruppi lobbistici variamente ramificati ed estesi” non fanno più riferimento solo all’Uv, ma agiscono trasversalmente nei vari partiti (i commensali di cui sopra). Milanesio sa come gira questo ombelico del mondo.

  5. Capisco cosa vuoi dire; nello stesso tempo mi chiedo quale possa essere la soluzione migliore per risolvere il problema, laddove un problema sembra possa esistere.
    L’autonomismo progressista ha in realtà fallito perchè non c’è stata la volontà (così tanto decantata) di arrivare nella base della società.
    Gli estremisti di sinistra vorrebbero rientrare dalla porta di servizio ma sono in realtà tagliati fuori dai giochi sia dal PD che da Vda e Renouveau.
    Questi ultimi (Vda e Renouveau) non hanno saputo integrarsi nel tessuto sociale e cercano più che altro di raccogliere il malcontento.
    Il malcontento però non è convinzione perciò non ci puoi fare affidamento.
    Tante belle parole ma in concreto poco o nulla.
    Il PD checchè se ne dica è allo sbando perchè nei vari comuni è praticamente assente da un punto di vista di rappresentanza.
    Quindi ci troviamo, dopo vent’anni, a rileggere documenti che potrebbero essere stati scritti l’altro ieri senza batter ciglio.
    Non è forse un pò colpa di tutti noi che assistiamo a questa commedia?

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