I francesi discendono dai Galli

 

Alcuni discendenti dei Galli partecipano al grande dibattito sull'identità nazionale francese

4 pensieri su “I francesi discendono dai Galli

  1. Non c’è una razza valdostana e una non valdostana tra i residenti in Valle, come inaggettivabilmente Emilio Chanoux ha delineato nel ridicolo “Spirito di Vittoria” ( ???? ) che l’UV considera sua radice esistenziale. In Valle ci sono intelligenti che discendono da intelligenti, cretini che discendono da cretini, intelligenti che discendono da cretini, cretini che discendono da intelligenti e così via. Necessita di un tagliando dal meccanico dei cervelli chi pensa che le persone si caratterizzano non per quello che hanno o non hanno in zucca, bensì dal luogo di nascita o dalle ascendenze. Sarebbe stato più positivo se i denari dei buoni benzina fossero stati dirottati non in un contributo per il riscaldamento ( più soldi si danno a tale scopo, più di fatto si incrementa l’inquinamento), bensì in buoni da spendersi dai meccanici preindicati da parte di chi è malato di anacronistici afflati etno-razzial-identitari. Va detestata la “razza” degli imbecilli e questa, come pure la “razza” dei saggi, non è caratterizzata dal colore della pelle, dalla forma degli occhi, dalle z nel cognome, dalla città natale o dalla tessera partitica in saccoccia. Ps. bella e centrata la foto del post.

  2. Trascrivo qui, e Vincenzo mi perdoni se quanto scrivo si collega solo indirettamente all’argomento in discussione (galli e galline), una lettera che in data 18 novembre 2009 avevo indirizzata a La Stampa, la posta dei lettori, in risposta a lettera di analogo argomento, e che non è MAI stata pubblicata.

    “Un lettore anonimo si lamenta, in data 17 novembre 2009, dello “schiaffo morale” ricevuto dal mondo degli allevatori locali nello scoprire che esista così tanto marcio anche in questo settore. Penso che lo schiaffo ricevuto sia ancor più grave e che lascerà un segno ancora più duraturo se solo si pensa che le istituzioni tutte, come risulta dai verbali pubblicati (Regione e Assessori ed Assessorati alla Sanità ed Agricoltura, compresi funzionari e laboratori, Arev, Anaborava, veterinari addetti ai controlli, ecc.), al corrente di ogni cosa, invece di proteggere il cittadino ignaro, hanno invece sempre cercato di occultare la verità e, cosa ancor più riprovevole, hanno cercato di proteggere in tutti i modi i furbetti de nos atres ostacolando il lavoro dei Nas di Torino, come denunciano gli stessi verbali.
    La fiducia è facile perderla, difficile riacquistarla e a tal fine credo che non basterà il sacrificio, sull’altare, di qualche capro espiatorio.”

    Bruno Courthoud
    Via Parigi, n. 51, AOSTA

    Lascio a chi legge ogni commento, non tanto sul contenuto della lettera, quanto sul fatto che NON sia stata pubblicata.

    p.s. che qualcuno abbia pensato di riacquistare la fiducia perduta regalando, quale servile omaggio feudale, tre fontine al papa cattolico?

  3. La libera università della Valle d’Aosta ha dimostrato, con uno studio in via di pubblicazione, come la furbizia (italianamente parlando) o la “furbità” (nuova categoria filosofica) sia stata trasmessa ai valdostani direttamente nel dna dai loro antenati salassi (altrimenti conosciuti come gallinelle, in accordo con l’intuizione di Courthoud).

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