Fine lavori mai

È tornato il comitato per l’ospedale nuovo. Per denunciare lo scandalo di una politica sanitaria disastrosa da parte del governo regionale.

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Sanità in scatola

Propongo un gioco ai lettori più informati. 

Supponiamo di voler scrivere la voce Wikipedia della clinica di Saint-Pierre. Costruita su suolo PUBBLICO (“messo a disposizione” dal comune di Saint-Pierre) con investimento PRIVATO di 15 milioni, circondata da un parco PUBBLICO e servita da opere di urbanizzazione costruite con soldi ???, sarà gestita da una società appositamente costituita, l’Isav (Iniziative Sanitarie Valdostane). 

Dovreste aiutarmi a integrare le scarne informazioni in mio possesso.

Per quanto sono riuscito a capire, le scatole cinesi pubblico-privato-pubblico dovrebbero essere incastrate come nello schema qui sotto. 

L’Isav (Iniziative Sanitarie Valdostane), è società PRIVATA presieduta da Franco Colombo, che è anche amministratore dell’Irv.
Dentro c’è la scatola Valsan (PRIVATA) con il 41%,  a sua volta controllata dall’Irv (PRIVATA).
Un’altra scatola, la più grande (43%) è l’Humanitas (PRIVATA, controllata da Techint, controllata a sua volta dalla famiglia Rocca), che gestisce ospedali privati in Lombardia e Sicilia. Il suo Amministratore delegato è Ivan Colombo.
Poi ecco la scatola immancabile, la Finaosta (PUBBLICA) con il 15%.
Infine la scatola più piccola, quella dell’Irv (PRIVATA) con l’1%. (Ma l’Irv, come si è visto, controlla un altro 41% indirettamente, tramite la sua controllata Valsan).

Restano alcune zone da esplorare: in rete non si trova nessuna informazione sulla composizione societaria e sugli amministratori dell’Irv, neppure sul suo sito. Nulla di nulla riguardo alla Valsan.

Aiutatemi a ricomporre anche queste due caselle, altrimenti come la scriviamo la voce Wikipedia?

isav

La vedi la clinica lassù, sulla collina?

I giornali hanno dato largo spazio alla riconferma di Albert Lanièce all’assessorato regionale alla sanità. Come usa da queste parti, la vicenda è stata affrontata dai partiti politici (e dai mezzi d’informazione) esclusivamente sul piano del teatrino inscenato a uso dei gonzi. 

La sanità, con i rifiuti, è notoriamente il settore dell’economia che permette gli affari più lucrosi. Non per niente le organizzazioni criminali, in tutto il paese, intrecciano sempre più le loro attività con i meccanismi economici degli appalti, delle convenzioni e delle forniture. Il controllo politico del settore, che muove interessi notevolissimi, è perciò conteso dai gruppi di potere, che si affrontano senza esclusione di colpi. Gli appalti per l’infinito rimaneggiamento dell’ospedale di viale Ginevra e le convenzioni con le nuove cliniche private saranno un’arma di controllo politico molto efficace. Il nuovo-vecchio assessore non avrà certo margini autonomi di manovra, e dovrà adeguarsi alle decisioni prese altrove.

La discussione sulla sua eleggibilità si è basata su considerazioni tecnico giuridiche di nessun interesse, usate per distogliere l’attenzione dei cittadini dalla vera questione. Gli assessori tecnici ci sono sempre stati, e il fatto che Lanièce  non fosse eleggibile come consigliere non implica certo che non lo fosse come assessore. E figuriamoci se Rollandin si sarebbe fatto scrupolo di rimangiarsi la parola data dopo la prima sentenza di ineleggibilità.

La vera questione era invece: quale gruppo di potere, e con quali accordi con gli altri gruppi, controllerà l’assessorato? La prima risposta la sappiamo, la seconda no.

La conseguenza di questo modo degenerato di fare politica, è che chiunque sia l’assessore, questa legislatura sarà caratterizzata, come le precedenti, dall’assoluto disprezzo per gli interessi della collettività. Alla salute dei cittadini e al buon funzionamento della sanità regionale la classe politica al potere in Valle non è interessata per nulla. Basta vedere l’incredibile pasticcio del previsto ampliamento dell’ospedale di viale Ginevra. Tutta la maggioranza che sostiene il governo Rollandin e l’assessore Lanièce si era spesa, in occasione del referendum, per difendere la scelta sciagurata del progetto di ampliamento a est propugnato dal precedente assessore Fosson, ora esiliato a Roma. Molti cittadini, intimoriti dalla possibilità di controllo del loro comportamento elettorale da parte del regime, che invitava all’astensione, non si erano recati alle urne (tra i votanti aveva vinto nettamente il sì all’ospedale nuovo). L’Uv e i suoi alleati avevano esultato per il mancato raggiungimento del quorum, e in seguito l’assessore Fosson si era lasciato andare a previsioni trionfalistiche sulla realizzazione del folle progetto

Oggi gli stessi partiti si sono dimenticati  di tutto ciò. Eppure si parla di solo due anni fa. Il progetto di Fosson non si sa che fine abbia fatto. I tempi dell’ampliamento (!?) sono slittati. Oggi il vecchio-nuovo assessore parla di inizio lavori nel 2013, mentre Fosson aveva indicato il 2009. Di unificazione delle sedi ospedaliere nessuno parla più. Ma non era indispensabile e urgente, visti i rischi per la vita dei pazienti del Beauregard, che rischiano di morire durante il trasporto tra le due sedi verso le sale di rianimazione di viale Ginevra?

Intanto entrambe le sedi ospedaliere cadono a pezzi, costringendo gli operatori e i degenti a districarsi tra i mille inconvenienti tecnici e logistici di una struttura vecchia di settant’anni e di un’altra più simile a un carcere che a un ospedale. E le cliniche private si assicurano convenzioni molto favorevoli e lauti guadagni.

La frattura è uguale per tutti

papa ratzinger

Immagine tratta da http://www.lasberla.net

Il 24 aprile, al pronto soccorso di Aosta, per la mia frattura al gomito mi fecero aspettare cinque ore. Pare fosse nella media dei tempi di attesa.
Ma in poco più di due mesi sono stati fatti progressi enormi.
L’altro giorno un turista tedesco, che si era fratturato il polso in camera da letto, è passato senza attendere neppure un minuto.

Non so

socratewg9Socrate:

So di non sapere

(Platone, Apologia)

non so chi è arrivato secondo all’Isola dei famosi (la prima sì, ma non so se è prima o primo)

non so neppure chi è arrivato terzo, d’altronde

non so chi ha vinto La talpa

non so dire neppure un nome di un partecipante alla Talpa (tranne una che conoscevo di persona)

non so quanti valdostani hanno vinto ai Pacchi

non so come si chiamano le due veline

non so con chi è fidanzata la Canalis

non so che trasmissione presenta Pippo Baudo

non so come s’intitola il libro di Vespa

non so chi è quarto in campionato

non so se nevica ancora, la tapparella è giù

non so chi comanda in Valle d’Aosta, voglio dire che non so se davvero c’è quello lì che comanda

non conosco chi l’ha votato (beh, qualcuno sì)

non so perché Dino s’è buttato a prendersi la scoppola

non so a chi serve un pd zerbino (ho un sospetto, questo sì)

non so se ai valdostani gliene frega qualcosa della libertà

non so chi sono i burloni che hanno inventato la Fédération Autonomiste

non so cosa vuol dire “autonomista

non so cosa vuol dire “specificità

non so perché ho dovuto superare un esame di francese per non usarlo mai

non so dove sono i monumenti lasciati dai Salassi

non so perché non vengono tradotti gli interventi in francese dei consiglieri regionali (per pietà? per schifo? per ridarella del possibile interprete?)

non so chi ha deciso di costruire l‘inceneritore

non so chi ha progettato un parcheggio pluripiano sotto le sale operatorie nell’ampliamento a est (per prenderlo a calci, mica per altro)

non so chi ha prospettato aerei da ottanta posti quando quelli da trenta sono sempre vuoti

non so cosa ha chiesto Milanesio a Rollandin in cambio del suo appoggio elettorale (quale punto del programma)

non so se l’Uv dà lo zuccherino al Pdl. Glielo dà, non glielo dà? I mesi passano

non so cosa intede Cerise per politica utilitaristica. Non riesco a immaginare.

non so quanti servizi faranno le Tv del mondo quando sarà finita la metropolitana nord-sud di Aosta. Quanti gabibbi serviranno?  

non so un cazzo, caro Socrate. Ma mi informerò.

Cercasi intelligenza disperatamente

Il governo Rollandin, dal quale molti si aspettavano messianicamente risolutezza, decisionismo e (chissà perché) intelligenza, si sta invece distinguendo per assenza, indecisione e imbecillità. 
Da imbecilli, infatti, le scelte annunciate su inceneritore, ospedale a est, aeroporto, metropolitana, ma anche queste opzioni sono portate avanti con mille ambiguità e persino con inaspettati rallentamenti.
Nulla si sa dei piani di lavoro per l’aeroporto, né dell’obiettivo finale.
Nulla si sa dell’ampliamento dell’ospedale, se non che sembrano essersi accorti dell’improponibilità del progetto Fosson e lo vogliano drasticamente ridimesionare, dopo aver sostenuto persino una durissima campagna referendaria (nella quale, ricordo, hanno vinto i no, visto che non è dato sapere come avrebbero votato gli astenuti). 
In quanto all’inceneritore, l’assessora all’inceneritore Zublena nelle interviste dice che andranno fino in fondo, anche se le analisi del materiale in discarica (che si fanno solo adesso!) dovessero sconsigliarlo, ma in Consiglio regionale dà risposte ambigue.
Nulla si sa della metropolitana in centro città (!?!), se non che Rollandin l’ha annunciata sia nel giorno del suo insediamento, sia in due interviste alla Stampa.
E il casinò? Doveva arrivare entro fine ottobre il piano di sviluppo del manager indipendendentissimo Luca Frigerio, ma non ce n’è traccia.

Allora: l’intelligenza non si scorge, si farà vivo almeno il mitico decisionismo?