Il martirio del predellino (ovvero la beatitudine ad personam)

Il Martirio del Predellino, illuminato dalla luce sacra della Fede, ha investito con la sua carica di spiritualità le Eminenze della Congregazione per le Cause dei Santi

Gli eccellentissimi Prefetti della Congregazione sono rimasti molto colpiti dalla successione di Sacri Segni che hanno preceduto e seguito quel tragico ma misticissimo attentato.

Il Demonio della Follia, manifestatosi negli occhi dell’assalitore.  

La Profezia. Silvio sapeva che sarebbe successo. L’ha testimoniato il pio Bonaiuti, che lo ha accompagnato in auto incontro al Destino.

Il Miracolo. Come ha testimoniato Emilio Fede, Silvio si è sentito miracolato (“Poteva cacciarmi un occhio e non l’ha fatto”).

Il Perdono.  Dalla testimonianza disinteressata di Don Verzè, risulta che Silvio ha subito perdonato l’aggressore.

Questi quattro segni, come risulta da indiscrezioni filtrate dalla Congregazione per le Cause dei Santi, possono portare alla beatificazione.

L’unico impedimento è che… è che…. ehm… bisogna essere già morti.

Ma fonti riservate ci riferiscono che un intervento dell’avvocato Ghedini potrebbe portare presto a una norma ad personam

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La migliore del mese

I motivi per cui l’incarico mi è stato prospettato non sono motivi legati a motivi politici (sic), ma alla mia attività amministrativa e professionale.
Cosa ritiene che abbia spinto la giunta a ritenerla capace di gestire un incarico di questo genere?
Mi sembra evidente che sono entrate in gioco le mie capacità manageriali.

[Bruno Milanesio intervistato da Bruno Fracasso, Gazzetta Matin, 12 ottobre 2009]

Il buco (ovvero lo sbiancamento neuronale)

SolitiIgnotiUn plauso all’opposizione nel consiglio comunale di Aosta (Vda Vive e Verdi). Ha messo giustamente alla berlina il sindaco e la giunta, che appoggiano una delle più grandi idiozie mai concepite: la metropolitana di Aosta. Terrorizzati all’idea che Rollandin li senta pronunciare una parola non dico contraria, ma che anche lontanamente possa far pensare a un piccolissimo dubbio in proposito, i due “democratici” Alder Tonino e Marino Guglielminotti Gaiet (vecchie cariatidi della politica – in senso alanfordiano – che dettano la linea all’impresentabile Pd valdostano) si sono superati nell’arte di biascicare frasi senza alcun senso, come neanche Fantozzi di fronte al capufficio sulla poltrona di pelle umana.
Leggiamo La Stampa del 27 maggio 2009, pagine valdostane. Cominciamo da Tonino, il quale parla con favore (senza arrossire, dicono) di un «collegamento di tipo metropolitano». Notate la finezza. Non «una metropolitana», no. Un «collegamento di tipo metropolitano». (Ah beh si beh). L’hai detta la cazzata? Fermati, no? L’hai detta, dai. No, non si ferma. Tonino vuole andare fino in fondo (in fondo). «Mi auguro che lo studio di fattibilità segua questa linea». Capito? Tonino si augura che lo studio di fattibilità segua la linea di un collegamento di tipo metropolitano, evitando di seguire la linea di una metropolitana. Chiaro no?  Ma il Tonino non è ancora soddisfatto. Vuole che colà dove si puote non abbia dubbi su di lui. Va avanti verso il baratro dell’antimateria (grigia). «Aosta ha bisogno di un trasporto interrato commisurato alle esigenze della città. È improprio, quindi, parlare di metropolitana, rapporto consono alle metropoli. Ritengo molto più adeguato un trasporto interrato del tipo ‘’underground’’, sistema all’avanguardia in grado di raccogliere più servizi». Non siete ammirati? Io sì, non sarei mai riuscito a concepire una frase così perfetta nella sua nullità, da consegnare ai posteri immersa nella formalina. Proviamo a ripercorrere la misteriosa traiettoria tracciata dall’ideologo democratico: non una metropolitana (è improprio, perbacco) ma un trasporto di tipo “underground”. Sentite anche voi la brezza a risucchio del vuoto di pensiero? La tenerezza nell’ammirare una tale arrampicata su uno specchio in cui non si riflette nulla, a parte il suo stesso nulla? Finita qui? (anf! anf!) No, mancava l’enigma finale, utile a camuffare l’agonia della dignità. Tonino, ci racconta La Stampa, “ha anche sottolineato l’inadeguatezza dei paragoni con le grandi città illustrati dalla minoranza”. Perché sono inadeguati i paragoni? Perché, tenetevi forte: «Numeri e dimensioni li azzerano». Sì, azzerano i tuoi neuroni, ma va là va là.

Tanto che il più inutile vicesindaco dell’inutile  storia degli inutili vicesindaci, Marino Guglielminotti Gaiet, ha approvato in pieno quanto affermato dal compagno (no, non di sbronze, i due non bevono). Ha persino voluto aggiungere qualcosa (meno di un nonnulla, direi proprio un infinitesimo di nulla, un milardesimo di ciccinìn): «La giunta regionale, nell’approvare il progetto del teleriscaldamento, ha deliberato, nel contempo, lo studio di fattibilità sull’inserto di un mezzo di trasporto interrato». La giunta regionale. Teleriscaldamento. Inserto di un mezzo di trasporto. Inserto. Mezzo di trasporto.  (Gros soupir). Per fortuna siamo alla conclusione, anzi alla fine, anzi alla morte (è ancora Gaiet a parlare, se così si può dire): «Non mi sento di rifiutare a priori questo progetto».
Non si sente.
Il niente non ha eco.