Le meraviglie dell’architettura

 La nuova clinica, in perfetto stile valdostano.

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Cazzate sotterranee

Il Presidente Rollandin ha minimizzato lo scontro tra Leonardo La Torre e Marco Viérin sulla fuga di notizie relative allo studio Geodata riguardante la metroPOLLItana di Aosta. «chi ha l’incarico [la Geodata, n.d.b.] di analizzare la possibilità di realizzare la metropolitana ad Aosta ha diffuso dei dati prima di darli a noi».
La notizia che si tratti della più esilarante cazzata del secolo avrebbe dovuto rimanere sotterranea?

Soggetti interessati

Il Presidente Augusto ci comunica che “la scelta sul sistema di trasporto da adottare per migliorare la mobilità nella città di Aosta sarà assunta solo dopo il confronto con i soggetti interessati“.

Strano. E’ forse lo stesso Presidente che il 4 luglio 2008, in un’intervista alla Stampa, annunciava la realizzazione della metroPOLLItana sotterranea, con le due linee nord-sud e ovest-est, come punto qualificante del suo programma? E’ lo stesso Presidente che il 7 maggio 2009 in Consiglio regionale vestiva i panni dell’urbanista e disegnava un’Aosta del futuro dando di nuovo per scontata la scelta della metropolitana?

Sorgono spontanee due domande:

1) sarà mica stato frainteso?

2) chi sono i “soggetti interessati”?

MetroPOLLItana

Il ritorno della metroPOLLItana di Aosta. Articolo di Alessandro Camera sulla Stampa. La regione ha affidato uno studio di fattibilità alla Geodata. Considerato che la stessa Geodata sarà la società incaricata di scavare i grandi BUCHI nel sottosuolo di Aosta, e che probabilmente l’idea della MetroPOLLItana è stata suggerita al sultano Rolli da qualche suo tecnico (o se l’è sognata la notte?) possiamo presumere, o addirittura prevedere, che la risposta dello studio sarà: si può fare. A qualcosa Veltroni è servito. Nell’articolo si riporta come l’unica forza presente nelle istituzioni che abbia dimostrato di avere un minimo di sale in zucca è stata Vda Vive in consiglio comunale. Ivi, una sua mozione ha classificato l’idea come “inutile da affossare”. Troppo buoni, persino, avrebbero potuto aggiungere l’aggettivo “idiota”. Poi c’è il grande Partito Democratico, nella persona del suo ideologo e fine dicitore architetto Alder Tonino (il quale, ne siamo sicuri, non sarà in nessun modo coinvolto nelle progettazioni e nella realizzazione dell’opera, come non lo saranno altri uomini del glorioso partito, né imprese “vicine” al partito stesso), che invece ne perora la causa, sia pure delirando di tapis roulant.
Ma il punto forte dell’articolo rischia di passare inosservato. Dopo che l’assessore Marco Viérin ci racconta la rava e la fava sulla necessità di ponderare bene la scelta, ci viene buttato lì il parere di un professore del Politecnico di Torino (al quale sono legato da ricordi affettuosi. Al Politecnico, dove mi sono laureato, non al professore in questione). Tale Prof, di nome Bruno Dalla Chiara, ci dice (ma quando? Dove? Dall’articolo non si capisce) che un’opera così ha senso soltanto con una domanda di minimo 1500-2000 passeggeri l’ora su ciascun senso di marcia. Bene, noi ne abbiamo 4000 al giorno, credo di capire considerando entrambi i sensi di marcia. Cioè 2000 per senso di marcia. Al giorno. All’ora, invece, fa 2000 diviso 24 uguale circa 83. Se anche dividiamo solo per 12, tanto per considerare solo le ore diurne, siamo a circa 167. Ci sarebbe una domanda dieci volte inferiore a quella minima necessaria perché una tale opera abbia un senso. Ciò solo nell’ipotesi che contestualmente all’apertura della metroPOLLItana si abolisse il trasporto pubblico di superficie, altrimenti la domanda diminuirebbe ancora di più.

Sorge spontanea una domanda: perché l’assessore Marco Viérin parla di “scelta difficile”? Cosa?… Difficile?… Per amministratori con una minima capacità di intendere e di volere (soprattutto la prima che ho detto) sarebbe la scelta più semplice del mondo.
Ma non possiamo pretendere di penetrare i misteri dell’esoterico Centro Autonomista.

Aosta 2015?

(…) Che cos’è avvenuto, infatti, nell’evoluzione o involuzione del teleriscaldamento a Brescia? Senza che nessuno se ne accorgesse, negli anni, si è determinato un cambiamento qualitativo, all’insegna del puro business: all’inizio le caldaie producevano solo o prevalentemente energia termica, finalizzata a scaldare in inverno le case, in sostituzione delle caldaie private;  poi, gradualmente, sono state installate centrali (la policombustibile fatta funzionare però a carbone, l’inceneritore e la prospettata nuova turbogas) finalizzate innanzitutto a produrre energia elettrica, quindi operative per l’intero anno, con il cascame secondario dell’energia termica da accollare ai bresciani. In sostanza, il teleriscaldamento è diventato un puro pretesto per installare in piena città centrali termoelettriche funzionanti con i combustibili più inquinanti e meno costosi (rifiuti e carbone), ma più redditizi per Asm e soci (…)
(Tratto da:
Teleriscaldamento: oltre la propaganda una realtà problematica)

Il buco (ovvero lo sbiancamento neuronale)

SolitiIgnotiUn plauso all’opposizione nel consiglio comunale di Aosta (Vda Vive e Verdi). Ha messo giustamente alla berlina il sindaco e la giunta, che appoggiano una delle più grandi idiozie mai concepite: la metropolitana di Aosta. Terrorizzati all’idea che Rollandin li senta pronunciare una parola non dico contraria, ma che anche lontanamente possa far pensare a un piccolissimo dubbio in proposito, i due “democratici” Alder Tonino e Marino Guglielminotti Gaiet (vecchie cariatidi della politica – in senso alanfordiano – che dettano la linea all’impresentabile Pd valdostano) si sono superati nell’arte di biascicare frasi senza alcun senso, come neanche Fantozzi di fronte al capufficio sulla poltrona di pelle umana.
Leggiamo La Stampa del 27 maggio 2009, pagine valdostane. Cominciamo da Tonino, il quale parla con favore (senza arrossire, dicono) di un «collegamento di tipo metropolitano». Notate la finezza. Non «una metropolitana», no. Un «collegamento di tipo metropolitano». (Ah beh si beh). L’hai detta la cazzata? Fermati, no? L’hai detta, dai. No, non si ferma. Tonino vuole andare fino in fondo (in fondo). «Mi auguro che lo studio di fattibilità segua questa linea». Capito? Tonino si augura che lo studio di fattibilità segua la linea di un collegamento di tipo metropolitano, evitando di seguire la linea di una metropolitana. Chiaro no?  Ma il Tonino non è ancora soddisfatto. Vuole che colà dove si puote non abbia dubbi su di lui. Va avanti verso il baratro dell’antimateria (grigia). «Aosta ha bisogno di un trasporto interrato commisurato alle esigenze della città. È improprio, quindi, parlare di metropolitana, rapporto consono alle metropoli. Ritengo molto più adeguato un trasporto interrato del tipo ‘’underground’’, sistema all’avanguardia in grado di raccogliere più servizi». Non siete ammirati? Io sì, non sarei mai riuscito a concepire una frase così perfetta nella sua nullità, da consegnare ai posteri immersa nella formalina. Proviamo a ripercorrere la misteriosa traiettoria tracciata dall’ideologo democratico: non una metropolitana (è improprio, perbacco) ma un trasporto di tipo “underground”. Sentite anche voi la brezza a risucchio del vuoto di pensiero? La tenerezza nell’ammirare una tale arrampicata su uno specchio in cui non si riflette nulla, a parte il suo stesso nulla? Finita qui? (anf! anf!) No, mancava l’enigma finale, utile a camuffare l’agonia della dignità. Tonino, ci racconta La Stampa, “ha anche sottolineato l’inadeguatezza dei paragoni con le grandi città illustrati dalla minoranza”. Perché sono inadeguati i paragoni? Perché, tenetevi forte: «Numeri e dimensioni li azzerano». Sì, azzerano i tuoi neuroni, ma va là va là.

Tanto che il più inutile vicesindaco dell’inutile  storia degli inutili vicesindaci, Marino Guglielminotti Gaiet, ha approvato in pieno quanto affermato dal compagno (no, non di sbronze, i due non bevono). Ha persino voluto aggiungere qualcosa (meno di un nonnulla, direi proprio un infinitesimo di nulla, un milardesimo di ciccinìn): «La giunta regionale, nell’approvare il progetto del teleriscaldamento, ha deliberato, nel contempo, lo studio di fattibilità sull’inserto di un mezzo di trasporto interrato». La giunta regionale. Teleriscaldamento. Inserto di un mezzo di trasporto. Inserto. Mezzo di trasporto.  (Gros soupir). Per fortuna siamo alla conclusione, anzi alla fine, anzi alla morte (è ancora Gaiet a parlare, se così si può dire): «Non mi sento di rifiutare a priori questo progetto».
Non si sente.
Il niente non ha eco.

MetroRimba

metropolitana

In questo blog (e anche in altre sedi) ho più volte denunciato la folle intenzione della giunta Rollandin di realizzare una linea di metropolitana (anzi due) ad Aosta. La mia denuncia, però, non ha suscitato altro che scetticismo (“ti sbagli, avrai capito male”), ilarità (“senti, parliamo di cose serie), depistaggi (“guarda che in Comune non risulta nulla, casomai si farà una passerella mobile come quelle degli aeroporti”), omertà (“…”). Sarà mica per il terrore che pervade tutti i valdostani, di essere anche lontanamente sospettati di non essere perfettamente d’accordo con l’imperatore?

Nessuna forza politica di opposizione (???) si è mai espressa sul tema. Nessun giornalista ha mai azzardato un commento. Nessun urbanista valdostano (???) ha mai espresso lo straccio di un parere.

Oggi, d’improvviso, su assist perfetto (tanto che qualcuno particolarmente sospettoso potrebbe pensarlo concordato) di Gianni Rigo, Augusto Rollandin ci ha ridisegnato la città. Ma non era in allestimento una struttura comunale con il compito di preparare il piano strategico sulla base di un grande e appassionato dibattito con le intelligenze (???) cittadine? Niente, un’Intelligenza Superiore, senza nessun dibattito con nessuno, ha già deciso tutto. Chi sarà il Grande Urbanista? Vi prego di aiutarmi con i vostri commenti, fate delle ipotesi.

Di sicuro sarà qualcuno che non sia nemmeno lontanamente collegabile con le aziende che dovranno costruire la metropolitana (insieme con il teleriscaldamento). Giusto?