Ho visto il Re

Martedì, giorno di ricevimento, siamo stati al cospetto del Presidente per pochi minuti, ci ha detto che conosceva il nostro problema, dopodiché si è alzato dalla poltrona, ci ha accompagnato alla porta dicendoci che il nostro caso era nelle mani dell’assessore all’ambiente Manuela Zublena. Dopo un anno siamo ancora in attesa di essere convocati.

[I lettori della Gazzetta Matin di cui al post precedente, reduci dalla bocca del lupo (12 ottobre 2009)]

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Menti disabitate

animalsIl 19 giugno 2009 a Villair di Quart il presidente Augusto Rollandin e i suoi due fedelissimi Giovanni Barocco (sindaco di Quart) e Manuela Zublena (assessora all’inceneritore) hanno presentato la strategia di smaltimento rifiuti adottata dal governo regionale. Era presente al tavolo dei relatori anche il direttore dell’Arpa Giovanni Agnesod.

La sala era piena, molta gente in piedi (me compreso).

Il succo della serata, al netto della Propaganda e degli eccessivi ringraziamenti al Presidente perché “dialoga” (non dovrebbe essere normale che gli amministratori rendano conto di ciò che fanno con i nostri soldi della nostra aria?), è il seguente.

1) Non si farà più il termovalorizzatore (inceneritore) di Brissogne. La stravagante spiegazione data da Giovanni Agnesod (di questa saggia decisione) è che i tecnici autori dello studio che lo indicava come soluzione al problema dello smaltimento (bruciando la discarica) avevano usato dati sbagliati nel valutare il suo impatto sull’ambiente. Si erano basati su dati tipici degli Stati Uniti  invece che sulla reale situazione valdostana (!!!). Saranno stati cancellati dall’elenco dei consulenti della Regione? Pare di no, a giudicare dalla piccata risposta di Rollandin a una cittadina che accusava i tecnici di connivenza con il potere politico.
Non è stato però spiegato perché la delibera regionale sulla nuova strategia di smaltimento non dice che l’ipotesi di bruciare la discarica sia scartata, ma soltanto “momentaneamente sospesa”.

2) sarà realizzata una centrale termoelettrica (molto inquinante) ad Aosta (malgrado non sia per nulla necessaria, visto che la regione produce già energia in sovrabbondanza con le centrali idroelettriche) per la produzione di energia elettrica (Rollandin ha parlato anche di energia pura, di cui nessuno scienziato mondiale aveva finora mai sospettato l’esistenza), alimentata da “cippato”, metano e rifiuti (quelli che la Propaganda chiama più elegantemente Cdr-q, combustibili da rifiuti di qualità, e che il quotidiano La Stampa spaccia per caramelle). Questo forno-inceneritore, che funzionerà a pieno regime per tutto l’anno e non solo d’inverno (come invece fanno gli impianti di riscaldamento) sarà utilizzato anche per alimentare la rete di teleriscaldamento.

3) Il teleriscaldamento, secondo la valutazione di impatto ambientale effettuata dall’Arpa, anche fingendo che funzioni solo d’inverno peggiora l’impatto sull’ambiente rispetto alla situazione attuale (!!!) come ha candidamente confessato Agnesod, guardato in cagnesco da Rollandin (che per questo gli laverà il capo). In compenso, udite udite, Agnesod ci assicura che i fumi del camino, secondo i raffinati studi dell’Arpa, si dirigeranno verso una zona disabitata. Non è stato spiegato dove sarebbe questa zona (sarà mica il quartiere Dora?), né se il prodigioso camino direzionale sia stato brevettato, perché non ci risulta posto al mondo dove abbiano già realizzato una tale mirabilia.

4) I Cdr-q saranno prodotti con un impianto Tmb (Trattamento Meccanico Biologico). Poi, come detto, saranno bruciati nell’inceneritore della centrale termoelettrica di Aosta (travestita da teleriscaldamento). Di bruciarli fuori Valle non se ne parla. Bruciandoli ad Aosta la società di gestione della centrale guadagnerà soldi a palate, grazie agli incentivi statali. Rollandin giustifica questa scelta con la barzelletta secondo cui non dobbiamo essere egoisti. Ma la realtà è diversa: il problema dello smaltimento dei rifiuti deve essere visto secondo un’ottica nazionale. Se ogni comunità di centoventimila abitanti si costruisse un proprio inceneritore, in Italia dovrebbero esserci cinquecento inceneritori, mentre ce n’è una cinquantina. I conti non tornano. Infatti gli inceneritori già in funzione sono sovradimensionati (e se si facesse la giusta politica dei rifiuti a livello nazionale dovrebbero diventare sempre di meno, fino a scomparire), e in un’ottica nazionale (e razionale) sarebbe logico che i Cdr-q prodotti in Valle fossero trasportati in un inceneritore piemontese già in funzione. Questo sarebbe anche un incentivo all’aumento della percentuale di raccolta differenziata. Bruciando i rifiuti in Valle, invece, questo obiettivo tanto sbandierato anche dall’assessora all’inceneritore non sarebbe mai raggiunto. Serviranno tanti rifiuti da trasformare in Cdr-q, per bruciare questi ultimi nell’inceneritore di Aosta. E’ interesse della Telcha, partecipata al 49% da Cva. Altro che raccolta differenziata.

Gambe corte

thumbelinaNon abbiamo dovuto aspettare troppo tempo per vedere che la notizia secondo la quale la Regione aveva rinunciato alla costruzione di un inceneritore era FALSA.

Con l’annuncio del progetto di teleriscaldamento (ci torneremo…) la giunta dichiara esplicitamente che sarà alimentato anche “con il Cdr derivato dalla valorizzazione dei rifiuti pre trattati meccanicamente“. Un modo elegante, e ingannevole, per dire che si bruceranno i Cdr (rifiuti pretrattati) in un inceneritore di nuova costruzione. Ma quanti lo capiranno?

Con tutti i mezzi d’informazione al suo servizio, il governo regionale costruirà un inceneritore in città, senza che i cittadini lo capiscano. Basta chiamarlo in un altro modo. Basta usare parole accattivanti come “valorizzazione”,  “alimentazione”, “cogenerazione”. Tanto nessun giornalista si sognerà mai di fare la domanda giusta, o di spiegare di cosa si sta parlando. E come potrebbe accadere, dopo che tutti i giornali di questa settimana hanno strillato che “la regione ha detto no all’inceneritore”?

Quella domanda l”avevo fatta io, in mancanza, all’assessora Zublena qualche sera fa. Avevo anche ottenuto la risposta. Ma La Stampa (quella che scherzosamente e affettuosamente è da sempre chiamata “la busiarda”) ha censurato. Poi ha risposto alla mia lettera negando goffamente l’evidenza. Scommettiamo che la parola incenerimento non comparirà sulle sue pagine? Che ci propinerà la favoletta della “valorizzazione”, sulla scia dell’agenzia “indipendente” Ansa Vda?

16:20 ENERGIA:VDA; STANZIATI 5,6 MLN DI EURO PER TELERISCALDAMENTO
(ANSA) – AOSTA, 5 GIU – Con un finanziamento di 5,6 mln di euro a favore della società Telcha di Châtillon, la Giunta regionale ha messo in moto la macchina per la costruzione della centrale e della rete di teleriscaldamento che servirà la città di Aosta. “L’erogazione del contributo – ha precisato il presidente della Regione, Augusto Rollandin – previo l’esito della notifica alla competente struttura della commissione Ue”.

La Telechauffage Aoste srl (Telcha) è la società a capitale misto, costituita da due aziende energetiche private Sea e Fratelli Ronc, e dalla società idroelettrica Cva, controllata dalla Regione, incaricata di realizzare l’impianto che potenzialmente potrà servire oltre 35.000 aostani.

La centrale, ubicata nell’area ex Cogne, nei pressi del Quartire Dora, sarà alimentata con il Cdr derivato dalla valorizzazione dei rifiuti pre trattati meccanicamente, dall’energia derivante dagli impianti di raffreddamento della Cas, da cippato di legna e sarà dotata anche di due cogeneratori a gas metano. Il costo preventivato per la realizzazione del progetto è di quasi 74 mln di euro. (ANSA).

Disinformazione

lettera stampa

Questa è una lettera che ho scritto alla Stampa, con la relativa risposta di Giampaolo Charrère, pubblicata domenica 31 maggio 2009.

Dalla risposta si può constatare quanto segue:

1) per La Stampa, o almeno per Charrère, ciò che dice l’assessora Zublena è oro colato (“Nessuna notizia falsa. L’assessore regionale Manuela Zublena e il direttore generale dell’Arpa Giovanni Agnesod hanno detto“). L’informazione della Stampa si è forse ridotta a ufficio stampa della giunta? Spero che l’assessora non dica che gli asini volano, sennò chissà che titoli ci dobbiamo aspettare.

2) Cosa hanno detto? Secondo Charrère hanno detto che “la produzione di Cdr, combustibile da rifiuto di qualità, è altra cosa rispetto all’inceneritore“. Come dire che la produzione di legna è altra cosa rispetto alla stufa,  o che la produzione di benzina è altra cosa rispetto al motore a scoppio. Onestamente lo sospettavamo, anche prima che ce lo dicesse l’assessora. Se si trattano questi argomenti bisognerebbe sapere, almeno, che il Cdr, certo, non è un inceneritore, ma ciò che viene bruciato negli inceneritori. Se produco Cdr, è perché lo voglio bruciare.

3) Hanno detto anche che “il Cdr offre maggiore libertà di utilizzo, ad esempio in impianti non realizzati solo per bruciare rifiuti e che usano anche altri combustibili“. Non hanno detto, però, che qualsiasi inceneritore brucia Cdr e anche altri combustibili. Qual è la differenza?
In Valle d’Aosta, come ha rilevato Michele Bertolino (ma La Stampa non l’ha riportato…) non esistono impianti in grado di bruciare Cdr. Conseguenza: la regione ne costruirà uno, e quell’uno sarà un inceneritore.

Il governo regionale costruirà un inceneritore per bruciare i Cdr (e altro), ma lo chiamerà in un altro modo. Per il momento, addirittura, non ne parla, facendolo sparire dalle cronache. Un’operazione di disinformazione da manuale, alla quale i giornali locali stanno collaborando (chi più consapevolmente, chi meno) con molto zelo.


L’inceneritore di notizie

inceneritoreLa campagna del Comitato Rifiuti Zero, dell’Associazione Diritto al Futuro, di Legambiente, di VdaVive, dei Verdi, di Italia dei Valori e di singoli cittadini come il sottoscritto, che  si sono opposti sin dall’inizio all’ipotesi sciagurata del megainceneritore, nel quale il governo regionale intendeva bruciare la discarica di Brissogne, ha ottenuto uno dei suoi scopi.

La Giunta, infatti,  ha fatto una parziale marcia indietro. La discarica di Brissogne non sarà più bruciata. È un’ottima notizia, perché si sarebbe trattato dell’unico caso al mondo di un’operazione estremamente avventata,  pericolosa per la salute dei cittadini.

Però le notizie diffuse dai mezzi d’informazione, secondo le quali il governo regionale avrebbe rinunciato alla costruzione di un inceneritore, sono semplicemente FALSE.

In realtà, il governo regionale l’inceneritore lo costruirà comunque.

Ne ho avuto conferma partecipando ieri sera al dibattito che si è svolto nella sala Aurora dell’Immacolata, moderato da Roberto Cavallo, con Giovanni Agnesod dell’Arpa, Michele Bertolino di Legambiente Piemonte, Fabrizio Roscio del Comitato Rifiuti Zero e l’assessora all’ambiente (da me ribattezzata assessora all’inceneritore) Manuela Zublena.

A mia precisa domanda, l’assessora Zublena ha dovuto ammettere che i rifiuti saranno comunque bruciati in un inceneritore.

L’idea sembra essere questa: realizzare un impianto (si parla della tecnologia semisperimentale denominata Thor, che vari esperti considerano una bufala) per la produzione di Cdr (combustibili da rifiuti) di buona qualità, per poi bruciarli in un inceneritore. Non più quello enorme previsto a Brissogne, ma uno più piccolo, alimentato da Cdr di migliore qualità, da installare ad Aosta, per alimentare il teleriscaldamento.

Perché i mezzi d’informazione valdostani mentono ai lettori, scrivendo che non sarà costruito l’inceneritore?

Puzza di bruciato

italy_silvan

Da quel che si capisce da queste prime informazioni, invece di un grande inceneritore a Brissogne il governo regionale ne vuole fare uno più piccolo (sperimentale) ad Aosta, per alimentare il teleriscaldamento.

Sento puzza di bruciato.

L’informazione sommersa

Avete notato che La Stampa, pagine valdostane, il 13 maggio 2009 ha lanciato una campagna un cicinìn allarmistica sui rifiuti? “La Valle sommersa dall’immondizia“, era il sobrio titolo del sobrio quotidiano. Sarà felice l’assessora all’inceneritore Manuela Zublena, che ha proprio bisogno di questo tipo di informazione per giustificare l’ingiustificabile.