Il buco (ovvero lo sbiancamento neuronale)

SolitiIgnotiUn plauso all’opposizione nel consiglio comunale di Aosta (Vda Vive e Verdi). Ha messo giustamente alla berlina il sindaco e la giunta, che appoggiano una delle più grandi idiozie mai concepite: la metropolitana di Aosta. Terrorizzati all’idea che Rollandin li senta pronunciare una parola non dico contraria, ma che anche lontanamente possa far pensare a un piccolissimo dubbio in proposito, i due “democratici” Alder Tonino e Marino Guglielminotti Gaiet (vecchie cariatidi della politica – in senso alanfordiano – che dettano la linea all’impresentabile Pd valdostano) si sono superati nell’arte di biascicare frasi senza alcun senso, come neanche Fantozzi di fronte al capufficio sulla poltrona di pelle umana.
Leggiamo La Stampa del 27 maggio 2009, pagine valdostane. Cominciamo da Tonino, il quale parla con favore (senza arrossire, dicono) di un «collegamento di tipo metropolitano». Notate la finezza. Non «una metropolitana», no. Un «collegamento di tipo metropolitano». (Ah beh si beh). L’hai detta la cazzata? Fermati, no? L’hai detta, dai. No, non si ferma. Tonino vuole andare fino in fondo (in fondo). «Mi auguro che lo studio di fattibilità segua questa linea». Capito? Tonino si augura che lo studio di fattibilità segua la linea di un collegamento di tipo metropolitano, evitando di seguire la linea di una metropolitana. Chiaro no?  Ma il Tonino non è ancora soddisfatto. Vuole che colà dove si puote non abbia dubbi su di lui. Va avanti verso il baratro dell’antimateria (grigia). «Aosta ha bisogno di un trasporto interrato commisurato alle esigenze della città. È improprio, quindi, parlare di metropolitana, rapporto consono alle metropoli. Ritengo molto più adeguato un trasporto interrato del tipo ‘’underground’’, sistema all’avanguardia in grado di raccogliere più servizi». Non siete ammirati? Io sì, non sarei mai riuscito a concepire una frase così perfetta nella sua nullità, da consegnare ai posteri immersa nella formalina. Proviamo a ripercorrere la misteriosa traiettoria tracciata dall’ideologo democratico: non una metropolitana (è improprio, perbacco) ma un trasporto di tipo “underground”. Sentite anche voi la brezza a risucchio del vuoto di pensiero? La tenerezza nell’ammirare una tale arrampicata su uno specchio in cui non si riflette nulla, a parte il suo stesso nulla? Finita qui? (anf! anf!) No, mancava l’enigma finale, utile a camuffare l’agonia della dignità. Tonino, ci racconta La Stampa, “ha anche sottolineato l’inadeguatezza dei paragoni con le grandi città illustrati dalla minoranza”. Perché sono inadeguati i paragoni? Perché, tenetevi forte: «Numeri e dimensioni li azzerano». Sì, azzerano i tuoi neuroni, ma va là va là.

Tanto che il più inutile vicesindaco dell’inutile  storia degli inutili vicesindaci, Marino Guglielminotti Gaiet, ha approvato in pieno quanto affermato dal compagno (no, non di sbronze, i due non bevono). Ha persino voluto aggiungere qualcosa (meno di un nonnulla, direi proprio un infinitesimo di nulla, un milardesimo di ciccinìn): «La giunta regionale, nell’approvare il progetto del teleriscaldamento, ha deliberato, nel contempo, lo studio di fattibilità sull’inserto di un mezzo di trasporto interrato». La giunta regionale. Teleriscaldamento. Inserto di un mezzo di trasporto. Inserto. Mezzo di trasporto.  (Gros soupir). Per fortuna siamo alla conclusione, anzi alla fine, anzi alla morte (è ancora Gaiet a parlare, se così si può dire): «Non mi sento di rifiutare a priori questo progetto».
Non si sente.
Il niente non ha eco.

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MetroRimba

metropolitana

In questo blog (e anche in altre sedi) ho più volte denunciato la folle intenzione della giunta Rollandin di realizzare una linea di metropolitana (anzi due) ad Aosta. La mia denuncia, però, non ha suscitato altro che scetticismo (“ti sbagli, avrai capito male”), ilarità (“senti, parliamo di cose serie), depistaggi (“guarda che in Comune non risulta nulla, casomai si farà una passerella mobile come quelle degli aeroporti”), omertà (“…”). Sarà mica per il terrore che pervade tutti i valdostani, di essere anche lontanamente sospettati di non essere perfettamente d’accordo con l’imperatore?

Nessuna forza politica di opposizione (???) si è mai espressa sul tema. Nessun giornalista ha mai azzardato un commento. Nessun urbanista valdostano (???) ha mai espresso lo straccio di un parere.

Oggi, d’improvviso, su assist perfetto (tanto che qualcuno particolarmente sospettoso potrebbe pensarlo concordato) di Gianni Rigo, Augusto Rollandin ci ha ridisegnato la città. Ma non era in allestimento una struttura comunale con il compito di preparare il piano strategico sulla base di un grande e appassionato dibattito con le intelligenze (???) cittadine? Niente, un’Intelligenza Superiore, senza nessun dibattito con nessuno, ha già deciso tutto. Chi sarà il Grande Urbanista? Vi prego di aiutarmi con i vostri commenti, fate delle ipotesi.

Di sicuro sarà qualcuno che non sia nemmeno lontanamente collegabile con le aziende che dovranno costruire la metropolitana (insieme con il teleriscaldamento). Giusto?

metropsichiatria

Non era uno scherzo. Vogliono davvero costruire una linea di metropolitana dalla Cogne all’ospedale, in un tragitto che richiede cinque minuti a piedi. Nel tempo che uno ci mette a scendere le scale della stazione (uh?) sarebbe già arrivato a destinazione.

Nel tentativo di farla apparire meno idiota, la chiamano leggera. Qualcuno gli spieghi che la metropolitana leggera, per definizione, è in superficie (un tram, in pratica).

Cercasi intelligenza disperatamente

Il governo Rollandin, dal quale molti si aspettavano messianicamente risolutezza, decisionismo e (chissà perché) intelligenza, si sta invece distinguendo per assenza, indecisione e imbecillità. 
Da imbecilli, infatti, le scelte annunciate su inceneritore, ospedale a est, aeroporto, metropolitana, ma anche queste opzioni sono portate avanti con mille ambiguità e persino con inaspettati rallentamenti.
Nulla si sa dei piani di lavoro per l’aeroporto, né dell’obiettivo finale.
Nulla si sa dell’ampliamento dell’ospedale, se non che sembrano essersi accorti dell’improponibilità del progetto Fosson e lo vogliano drasticamente ridimesionare, dopo aver sostenuto persino una durissima campagna referendaria (nella quale, ricordo, hanno vinto i no, visto che non è dato sapere come avrebbero votato gli astenuti). 
In quanto all’inceneritore, l’assessora all’inceneritore Zublena nelle interviste dice che andranno fino in fondo, anche se le analisi del materiale in discarica (che si fanno solo adesso!) dovessero sconsigliarlo, ma in Consiglio regionale dà risposte ambigue.
Nulla si sa della metropolitana in centro città (!?!), se non che Rollandin l’ha annunciata sia nel giorno del suo insediamento, sia in due interviste alla Stampa.
E il casinò? Doveva arrivare entro fine ottobre il piano di sviluppo del manager indipendendentissimo Luca Frigerio, ma non ce n’è traccia.

Allora: l’intelligenza non si scorge, si farà vivo almeno il mitico decisionismo?