Il martirio del predellino (ovvero la beatitudine ad personam)

Il Martirio del Predellino, illuminato dalla luce sacra della Fede, ha investito con la sua carica di spiritualità le Eminenze della Congregazione per le Cause dei Santi

Gli eccellentissimi Prefetti della Congregazione sono rimasti molto colpiti dalla successione di Sacri Segni che hanno preceduto e seguito quel tragico ma misticissimo attentato.

Il Demonio della Follia, manifestatosi negli occhi dell’assalitore.  

La Profezia. Silvio sapeva che sarebbe successo. L’ha testimoniato il pio Bonaiuti, che lo ha accompagnato in auto incontro al Destino.

Il Miracolo. Come ha testimoniato Emilio Fede, Silvio si è sentito miracolato (“Poteva cacciarmi un occhio e non l’ha fatto”).

Il Perdono.  Dalla testimonianza disinteressata di Don Verzè, risulta che Silvio ha subito perdonato l’aggressore.

Questi quattro segni, come risulta da indiscrezioni filtrate dalla Congregazione per le Cause dei Santi, possono portare alla beatificazione.

L’unico impedimento è che… è che…. ehm… bisogna essere già morti.

Ma fonti riservate ci riferiscono che un intervento dell’avvocato Ghedini potrebbe portare presto a una norma ad personam

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Avanti popolo

Berlusconi colpito da un duomo di metallo: il paese, visto da fuori, appare seriamente squilibrato.

Un tempo, quando un fatto di cronaca colpiva l’opinione pubblica, per ascoltare i commenti della “gente comune” bisognava andare nei bar o al mercato. Si poteva sentire di tutto, senza la mediazione dei giornali, sui quali filtravano solo le opinioni di persone consapevoli della possibile violenza delle parole, che quindi si esprimevano secondo formule dettate dal galateo (e dai limiti giuridici) delle dichiarazioni pubbliche.

Non che oggi nei bar non si parli più, ma la “gente comune” oggi ha a disposizione un mezzo nuovo per dire le stesse cose che direbbe al bar: facebook. All’interno di quell’immenso bar elettronico tutti esprimono la loro opinione su tutto. Anche le persone che nell’era pre facebook si esprimevano solo di fronte a un bicchiere di rosso al bancone. Le opinioni espresse, in molti casi, sono più o meno dello stesso livello-bettola, ma il mezzo le amplifica e le porta all’onore del mondo. Tanto che i giornali, nel riportare le reazioni a un fatto di cronaca qualsiasi, accanto alle dichiarazioni di persone note, mettono in prima pagina i commenti degli utilizzatori di facebook. Cosicché il “popolo” può finalmente fare capolino sulle pagine gloriose di giornali e telegiornali.

Abbiamo finalmente una repubblica fondata sulle chiacchiere da bar.

Annozero e la transumanza del potere

Nella puntata di Annozero del 29 ottobre, dedicata al caso Marrazzo, Michele Santoro non ha cavato un ragno dal buco, anche perché non era chiaro in quale buco si volesse andare a parare.

Da una parte Marco Travaglio (che ha perorato la causa delle doverose dimissioni di Berlusconi, in quanto anche lui più volte ricattato senza aver denunciato il fatto), Debora Serracchiani e Antonio Polito (che hanno scoperto il conflitto d’interessi di Berlusconi).

Dall’altra Maurizio Belpietro (con il solito sorrisino, che a stento tratteneva la fuoriuscita dell’acquolina in bocca) e Francesco Storace (fremente di soddisfazione per l’ingloriosa fine di Piero Marrazzo, ci ha regalato la battutona della serata: “ecco perché il parlamento è chiamato il transatlantico”).

Kristal, il trans in studio (i trans non hanno nome e cognome, ma un nomignolo, tipo i calciatori brasiliani), come potevamo aspettarci non stava né di qua né di là, e con la sua saggezza, mentre i telespettatori scoprivano mano a mano a cosa si è ridotta la politica italiana, è sembrato la persona più normale e rassicurante di tutte.

kristal

Un film

Sintesi del G8:

Zappaddu bluffava. Berlusca l’ha sfangata.  I leader non gli hanno dato confidenza. Obama fa riferimento a Napolitano. Il G1 (George Clooney) girerà un film a L’Aquila. Il clima bla bla. Il leader sudafricano ha portato una sola first Lady. Berlusca due, Carfagna e Gelmini. L’Aquila? un set.

george clooney