Leggendo i giornali di questi tempi, tra porno-scandali, dibattiti urlati, scontri tra istituzioni, guerre civili evocate, degrado morale da fine impero, c’è forse un’unica persona che possiamo prendere a modello per sentire l’orgoglio (o almeno non vergognarsi) di essere italiani: Mario Balotelli.

Scandalo bestiame: perché, qualcuno si è scandalizzato?

Il leader più amato dal centrosinistra.

fini

Berlusconi ha le idee molto chiare.

asterix-e-obelix

Anche se alcuni autori contemporanei non hanno saputo resistere alla tentazione – per la maggior gloria del più importante movimento politico (la storia, si sa, la scrivono sempre i vincitori) – di accreditare la storia della nostra autonomia come un lungo filo ininterrotto che legherebbe gli indomiti salassi a S. Anselmo, De Tillier ai “régiments des Socques” e che, transistando per  “La Jeune Vallée d’Aoste” dell’abbé Trèves arriverebbe, “per li rami”, a François Stévenin.
(…)
A ben guardare, ancorché gradita all’establishment, si tratta della versione “feuilleton” della storia valdostana: ad uso ”concorsuale”, appunto. Ci aspettiamo, adesso, una storia parallela di Goscinny e Uderzo, con Mario Obelix e Guy Asterix: per i tipi della Musumeci, ovviamente. Si sa, c’è un’intesa non scritta (ma altrettanto ferrea) tra commissari e candidati nel rituale dei concorsi pubblici: che recita presappoco ”non credere a quello che dici e dimentica subito quello che hai detto” . La chiamano: le nouveau coutumier valdôtain.
Analogo patto vige per la conoscenza “prezzolata” della lingua francese. Lingua “concorsuale, da parata o da cerimonia; e niente più.
L’avrete capito: il valore fondante di un certo valdostanesimo di facciata è l’ipocrisia. Ed è contro questa Idra a cento, mille teste che dovremo combattere tutti, valdostani di vecchio o più recente radicamento.
 

Anche questo testo è tratto da La repubblica delle fontine, confessioni di un valdostano, di Bruno Milanesio. Quando e dove gli avranno fatto pronunciare l’abiura?

Norberto Bobbio ha affermato che, mentre un potere invisibile corrompe la democrazia, l’avvicendamento al potere mediante libere elezioni resta, almeno sino ad ora, l’unica forma in cui la democrazia ha trovato la sua concreta attuazione. In Valle d’Aosta da tempo non si verifica un reale avvicendamento nella gestione del potere mentre, in forza delle norma di attuazione ottenute a partire dal 1981 (…), il potere di intervento della Regione è aumentato considerevolmente.
(…)

È un fatto acclarato che l’attuale gruppo dominante dell’U.V. abbia organizzato l’occupazione sistematica dei principali centri del potere politico, economico e finanziario dell’Ente Regione e degli altri enti  e società in qualche modo da lei dipendenti. Tale scalata, accompagnata da una disponibilità senza precedenti del bilancio regionale, ha incoraggiato la creazione di gruppi lobbistici variamente ramificati ed estesi che a quella parte politica fanno esclusivo riferimento realizzando un potente – anche perché occulto – sistema di controllo politico sociale ed elettorale.

(…)
Certe sorprendenti crescite elettorali accompagnate da performances individuali estranee alla nostra tradizione, sono l’eloquente ed incontrovertibile dimostrazione di come l’attuale sistema di potere abbia distorto profondamente le regole del gioco democratico della nostra comunità.

[Estratto dalla mozione di sfiducia alla giunta Rollandin in occasione del Ribaltone, 6 giugno 1990, firmato Dolchi, Mafrica, Lavoyer, C. Monami, Bajocco, Rusci, Milanesio, Ricco, Martin, Beneforti, Bondaz, Trione, Pascale, Limonet]

È normale che Air Vallée, alla quale l’Enac ha sospeso la licenza di esercizio di trasporto aereo “a causa delle problematiche finanziarie ed operative rilevate a carico della società”, richiamandola persino al rimborso dei passeggeri già in possesso di biglietti, gestisca, attraverso la sua controllata Avda, gli appalti pubblici relativi ai lavori di potenziamento dell’aeroporto Corrado Gex?

Il presidente francese Nicolas Sarkozy e Eric Besson, ministro dell’immigrazione, dell’integrazione, dell’identità nazionale e dello sviluppo solidale, hanno lanciato un dibattito sull’identità nazionale francese, invitando tutti i cittadini a partecipare.

Un dibattito che può sorprenderci, visto che si sviluppa in un paese che ha sempre interpretato il concetto di identità nazionale sul diritto del suolo e non sul diritto di sangue, sull’adesione a un insieme di diritti e libertà e non su caratteristiche etniche (lingua, religione, tradizioni…).
Ma anche in Francia, in un periodo di forte crisi economica, c’è chi soffia sulle paure dei cittadini, cercando di creare steccati tra i “francesi” e gli “stranieri”.

Mi piace trovare i parallelismi tra quella discussione e un’altra, piccina piccina, che, molto più modestamente, cerco ogni tanto di stimolare in questo blog, riguardante la ridicola questione dell’identità valdostana. Una ridicolaggine che fatica a venir fuori in quanto alle insulsaggini della propaganda unionista e paraunionista si contrappone il silenzio assoluto. Del tema dell’identità valdostana si è impadronita la politica, senza contraddittorio possibile. E quando la politica cerca d’impadronirsi di queste questioni…

… Quand le politique cherche à s’emparer du social, et singulièrement de l’identitaire, le totalitarisme n’est jamais loin.

[Jean-François Bayart, ricercatore al CNRS e al CERI-Sciences Po, intervistato da Le Monde, 6 novembre 2009]

Martedì, giorno di ricevimento, siamo stati al cospetto del Presidente per pochi minuti, ci ha detto che conosceva il nostro problema, dopodiché si è alzato dalla poltrona, ci ha accompagnato alla porta dicendoci che il nostro caso era nelle mani dell’assessore all’ambiente Manuela Zublena. Dopo un anno siamo ancora in attesa di essere convocati.

[I lettori della Gazzetta Matin di cui al post precedente, reduci dalla bocca del lupo (12 ottobre 2009)]

Sono certo che il presidente della Regione vi risponderà. In alternativa (…) prendete un appuntamento: il presidente riceve nel suo ufficio il martedì dalle 7.30 alle 13.30. In bocca al lupo.

[Luca Mercanti, direttore della Gazzetta Matin, consiglia due lettori che si erano lamentati, nella rubrica delle lettere, della scarsa attenzione dei politici valdostani al problema dell'inquinamento elettromagnetico (28 settembre 2009).]

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