Pensieri leggeri

Parto per il mare. Forse troverò un internet point per aggiornare il blog, con pensieri  leggeri. Forse no…

Ovviamente potete continuare le discussioni che hanno preso spunto da alcuni post, molto commentati…

A presto.

Zurlì

Repubblica intervista il figaiolo (tombeur de femmes).

Il peggiore presidente della Regione di sempre ci informa sulle sue preferenze sessuali.

Il signor Lettera Firmata ha scritto alla Stampa!

Così giovane, già si rifà.

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Enrico Martinet, nell’intervista ad Augusto Rollandin (La Stampa, 4 luglio), non ha fatto domande su decisioni folli che procureranno danni immensi alla comunità valdostana: l’inceneritore e l’ampliamento a est dell’ospedale, tanto per dirne due. Nessuna domanda sul governo Berlusconi e sulla svolta a destra dell’UV dopo l’accordo (mascherato) con il Pdl, né sull’accordo con Milanesio (e sui suoi contenuti).

La classica intervista di Martinet a Rollandin, insomma. Un’intervista che alimenta il personaggio del santone, del Padre Pio valdôtain, del mito del decisionista e dell’uomo della provvidenza. In centro pagina la foto del santone nel momento della preghierina esibita. Manca il dettaglio sulle lacrime e sulle stimmate, ma non disperiamo che Martinet ce le pubblichi a corredo della prossima intervista.

L’imbarazzante colloquio tra il giornalista di punta e il santo imperatore, accanto alle omissioni di cui sopra, ci ha però regalato una proposta strabiliante, un’idiozia allo stato puro, al cui confronto gli strafalcioni e i deliri del governo Caveri (telecabina, palacaveri, ecc.) impallidiscono. A un certo punto, infatti, il santone ci comunica che Aosta (paesotto di trentacinquemila abitanti) avrà la sua metropolitana. Metropolitana? Sì, proprio metropolitana, non quella leggera, di superficie, sulle rotaie del treno come da vecchia proposta di Riccarand. No, proprio una metropolitana sotterranea, con due linee (tenetevi forte) «dalla Cogne all’ospedale e da est a ovest». Di fronte a un’enormità del genere, con le dovute proporzioni una specie di ponte sullo stretto senza stretto, qualunque giornalista sarebbe trasalito, avrebbe chiesto spiegazioni, si sarebbe accertato che l’interlocutore fosse nel pieno possesso delle sue facoltà mentali, avrebbe approfondito. Martinet no. Per lui questo annuncio shock è filato via come se nulla fosse. È passato immediatamente alla domanda successiva. D’altronde la stessa stupidaggine è scritta nero su bianco nel programma di legislatura, e nessun giornalista (ma pare anche nessun politico) se n’è accorto. Incredibile.

Ma analizziamo il resto dell’intervista. Dopo un’introduzione in cui si fa capire di che pasta è fatto il santone, a suon di  «lavoro, tanto lavoro da fare», «recuperare il contatto semplice tra struttura e comunità», «farsi noi cittadini girando per gli uffici», l’intervista esordisce con una domanda che suggerisce la risposta, casomai l’imperatore si trovasse in difficoltà a parlar bene di sé: Ridurre i consigli di amministrazione significa eliminare posti di sottogoverno? Che risposta vi sareste aspettati? Sì? Ebbene, la risposta è stata: «Sì».

Seguono alcuni scambi di battute francamente imbarazzanti per un decisionista coi fiocchi. Finaosta? Heineken? «E’ in atto una discussione sulla collocazione di Finaosta. Non anticipo nulla. Così su Heineken. Studiamo». Studiamo? Ma come, studiamo? E il decisionismo? E le idee chiare? E dove è in atto quella discussione? In quali sedi? E in quanti siete a studiare? E l’esame quando ve lo facciamo?

Andrà meglio per il casinò? Martinet ricorda al santone (casomai se ne fosse dimenticato, mentre studia) che Fra le società partecipate c’è il Casinò. Amministratore unico e direttore generale. Chi?  «Niente nomi. La persona che va a gestire dovrà avere linee di indirizzo. Compito della politica darle, lui dovrà attuarle, senza confusione di ruoli. Devono essere due figure di alto profilo professionale che possano garantire in tempi rapidi la riorganizzazione che permetta il rilancio». Una risposta che non dice nulla. Quali sono le linee di indirizzo? Mistero, dovranno studiare. In cosa consiste la riorganizzazione? Studieranno (licenziamenti di massa?). La politica, che ha mandato il casinò alla rovina (l’assessore-impiastro Marguerettaz, il maggiore responsabile dello sfascio, è fedelissimo di Rollandin), se ne terrà alla larga? Macché: Compito della politica darle (le linee di indirizzo), lui dovrà attuarle. Grande libertà al manager. Ma almeno lui non dovrà studiare, gli dirà il santone cosa deve fare (quando avrà finito di studiare, s’intende).

Almeno l’empéreur avrà le idee chiare sulla privatizzazione? Acqua.  «…è fra le ipotesi, se ne è parlato e se ne parla in maggioranza». Sì, ma lei, presidente, che cosa ne pensa? «Niente, io mi allineo alla maggioranza». Niente? Ma come niente? Il decisionista, l’uomo della provvidenza, colui che ci deve risollevare non pensa niente su uno dei temi più importanti per il futuro della regione? Ma che farà invece di pensare, prega? Si allinea alla maggioranza? Ma che è, un’assemblea di sessantottini?
Non va meglio per i provvedimenti in grado di stimolare l’iniziativa privata. «Dobbiamo stabilire da parte nostra delle modalità di azione. Lo faremo». Cosa vuol dire “dovremo stabilire delle modalità di azione?” Quando le avrete stabilite, dopo aver studiato, passerete magari anche all’azione?
A questo punto dell’intervista, forse consapevole che la sua immagine di decisionista sta vacillando, Padre Rol piazza alcune botte.
Le zone franche montane, evocate forse a imitazione delle zone franche urbane previste dalla finanziaria 2008? Non si sa, non si capisce. «Zone franche montane in Media Valle, scegliendo meccanismi compatibili con le norme comunitarie. Sgravi fiscali e minimi costi alla fonte, riduzione delle tasse di produzione e trasformazione». Non è cosa che si possa fare senza un accordo con il Governo, e non se ne fa cenno nel programma di legislatura presentato in Consiglio, ma queste sono quisquilie.
Le fibre ottiche: unica parte concreta e non visionaria dell’intervista, con Rolli che ha la certezza di un accordo con la CVA per farle passare nelle sue tubazioni. E se la CVA non fosse d’accordo? ;-)

Segue una parte dell’intervista con la solita manfrina sulla Valle d’Aosta incompresa dallo Stato (i nostri non sono privilegi, qui la vita è dura. Seee. Ecché, gli altri c’hanno scritto “Giò Condor”?).
Un po’ di fuffa e molto fumo negli occhi (le due commissioni all’opposizione).
L’umiliazione di Caveri («E’ un momento difficile per lui, lo capisco e mi spiace». Avrà pure pianto?).

Poi arriva la parte sul futuro fantasmagorico di Aosta, con la metropolitana e l’interramento della ferrovia (idea accattivante, quest’ultima, ma il progetto di fattibilità è vecchio di dieci anni, ed era stato abbandonato perché l’intervento costa una cifra folle).

Quasi alla fine Martinet fa una domanda cattivella, per la quale non avrà dormito la notte: Lei parla di riduzioni di costi della politica, ma ha fatto un assessorato in più, l’Ambiente. E qui il santone dà il meglio di sé, attenzione: «Ho aumentato l’efficienza di risposte fondamentali in urbanistica e pianificazione del territorio. Una non efficienza crea costi ben maggiori di avere un assessore in più».
Qualcuno di voi riesce a capire cosa significhi “aumentare l’efficienza di risposte fondamentali in urbanistica e pianificazione del territorio”? L’efficienza di risposte fondamentali? Ma in che lingua parla? Un linguaggio esoterico? E quando l’avrebbe aumentata questa efficienza? La notte prima dell’insediamento? Ci potrebbe dare una dimostrazione matematica di quanto affermato riguardo al risparmio?

La conclusione dell’intervista è un capolavoro. La proclamazione del santone. Sentite qua: Quando è stato eletto presidente si è commosso e si è fatto il segno della croce. Perché?
«Commozione legata alla responsabilità. Metterò tutte le mie forze per non deludere chi crede in me. Il segno della croce è perché dall’Alto qualcuno ci dia una mano. Mai come oggi è necessario».
Capito? «Chi crede in me». Le parole del santo. In collegamento diretto con qualcuno che sta in Alto, molto in Alto…

Su Repubblica online di oggi:

  • La Guzzanti attacca Carfagna
  • Federica, l’avvocato di famiglia attacca
  • Chiesa anglicana, il Vaticano attacca

Puntuali come ad ogni nuovo governo, arrivano le riforme del neoministro dell’Istruzione. 
Donna Gelmini annuncia tagli, ritagli e frattaglie per la scuola pubblica e grande sostegno per le private. Grande miracolo di Benedetto XVI: Berlusconi che mantiene una promessa.

Le intercettazioni piccanti, “private”, riguardanti Berlusconi andranno al macero.
Pare che i giornalisti ne conoscano il contenuto, ma non le pubblicano perché… perché?
Noi cittadini possiamo intuirne il contenuto dalle dichiarazioni di chi le ha lette. Per esempio, l’Italia dei Valori, per bocca di Donadi e Di Pietro, si chiede retoricamente cosa sarebbe accaduto se Bill Clinton avesse nominato ministro Monica Lewinsky. Un altro indizio sul loro contenuto è dato dal fatto che i giornalisti abbiano voluto chiedere un parere su questi gossip alla ministra Carfagna, che però ha rifiutato di rispondere («Non fanno parte delle deleghe del mio ministero»).
Parafrasando Mike Bongiorno nel suo dialogo con la signora Longari potremmo dire: Cavaliere, lei mi è caduto sulla gnocca!

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